Riassunto delle puntate precedenti

Prima di tutto un piccolo disclaimer: scusate scusate scusate ma tra panza, piccolo teppista, caldo e pc scassati è diventato molto difficile scrivere, in più le idee vengono sempre quando sono lontana da pc o carta!

Essere incinta del secondo figlio comporta un sacco di interrogativi e paure, alcune già le conoscevo bene dalla precedente gravidanza (sarà sano?), altre sono evolute in tempi verbali differenti (sarò una brava mamma?/sono una brava mamma?) e altre sono tutte nuove (come reagirà Ricky?).
Ad alcune di queste domande sto cercando di trovare risposta in vari libri, spesso le risposte mi rasserenano a volte però non bastano. Perchè solo quando sarà nato Andrea potrò davvero sapere come funzioa la cosa e imparare a gestirla.
Poi noi mamme siamo anche specialiste in paranoie sovrannaturali, ovvero quelle paranoie inutili: Ricky è un asociale?, è manesco?, è troppo agitato?. La mia ultima paranoia è sul fatto del giocare da soli, non mi lamento che non gioca da solo, ma che da quando ha scoperto le macchinine.. lo fa anche troppo! Sarà una fase? Sarà perchè visti i mesi di nausea e stanchezza ho giocato poco con lui? Dovrei coinvolgerlo di più? O solo godermi la cosa??

Cambiare

Essere incita del secodo figlio mi ha anche cambiata un po', non so se il cambiamento sia definitivo, o se creerà problemi educativi, ma si è rivelato inevitabile. Sono diventata meno rigida sulle regole: ok vai pure a nanna più tardi infondo fa buio dopo, senti mangiamo sul divano mentre guardiamo un cartone?, non ti va la verdura? ok mangiamo le crocchette* ecc.
Non ho capito se la cosa dipenda dal fatto che mi sento in colpa perchè so che non potrò più avere tanto tempo per Ricky e di fatto non ne ho già molto adesso, se è perchè non ho voglia più di arrabbiarmi e impuntarmi (infodo la vita è più facile così) o se è solo perchè sono tanto stanca...o forse tutte e tre. Spero solo che questi nuovi atteggiamenti non siano troppo dannosi per Ricky, ma sopratutto che non influiscano con l'educazione di Andrea se rimarranno tali. Perchè in assoluto non sta andando male, ma è anche vero che prima sono sempre stata rigida.

Un'altra cosa che sta cambiando è come lo lascio dai nonni quando devo fare qualche commissione o se dobbiamo uscire con Lui... lo vivo di nuovo come un abbandono, mi spiace incredibilmente e ho paura che succedano le peggio cose a me o a lui. E come ogni altra cosa (ma ho scoperto che è normale) ho paura debba stare troppi giorni in ospedale per qualche complicazione. Ma non per la complicazione in se, quanto per il fatto che staremo lontani.

Dimenticare

Dicono che con il parto si dimenticano i dolori del travaglio e del parto stesso, è vero. Io però ho dimenticato anche i sei mesi successivi. Me n'ero già accorta quando la mia amica mi chiedeva "Ma tu come hai fatto.." nel periodo 0-6 mesi di sua figlia, e io non riuscivo a reperire informazioni. Ma ora sta iniziando ad arrivare proprio un po' la paura di non ricordare più come si fa, come si gestisce un bambino così piccolo. Di non essere più così brava a seguire e stimolare i piccoli cambiamenti perchè sono abituata ad un bambino che a due anni fa discorsi da 4 e corre le maratone.

Lavorare

A tutto questo carico di pensieri si aggiunge che Lui sta lavorando moltissimo ultimamente anche il w.e., che se la sera sono distrutta e ora lo è anche lui, che sono più sola e che causa stanchezza di base non mi va di fare molte cose (anche se pensando alla gravidanza di Ricky sto facendo dieci volte tanto). Il fatto che lavori di più Lui vuol dire che anche io lavoro di più con Ricky. Non pensavo sarei diventata una di quelle.
Mia zia mi raccontava di come dava da mangiare a tutte e due le bimbe a cena da sola, e solo dopo arrivava il marito. Di come faceva un sacco di cose sola perchè il marito lavorava, l'ho letto anche in alcuni libri. E io non pensavo ci sarei passata.
E invece eccomi qui, certo andrà a periodi, ma se continua con questo lavoro, un giorno lo racconterò anche io.


Mancano tre mesi, non ce la faccio più per vari motivi, non vedo l'ora di partorire e spero non vada oltre il termine come Ricky, fra poco avremo un po' di vacanza poi il mese più duro di agosto per il caldo e poi al nono mese piuttosto mi imbottisco di olio di ricino, ma non voglio tardare con il parto!!!

Distacchi

Quando ci sono giornate o momenti cosí prima di perdere la testa del tutto immagino pistole puntate alla mia tempia che sparano colpi a ripetizione o di dare testate sul muro. Poco dopo c'é il tracollo...

Tanto tempo fa uno dei primi amici con figli, quando ero incinta o poco dopo, mi disse: "Con un figlio si prova la gioia piú intensa e la rabbia piú feroce." Pensai fosse perché lui é un tipo abbastanza verace. Invece piú vado avanti piú lo capisco.
Molto piú tempo fa mia madre mi diede da leggere un libro, Distacchi di Judith Viorst. Non so perché, dato che ero di sicuro troppo piccola per poterlo comprendere, infatti mi fermai al primo capitolo, sconvolta da una storia in particolare.
Era la storia di una bambina la cui madre aveva dato fuoco, e la piccola nonostante questo cercava disperata sua mamma.
Non ricordo bene la morale di questo aneddoto, ma mi é sempre rimasto in mente. Ora piú che mai, mi torna in mente ogni volta che Ricky piange, ogni volta che mi scappa uno sculaccione, ogni volta che dico cose tremende come "non ti voglio piú vedere" "vattene via" dopo che mi ha fatta impazzire non ascoltando o facendomi male nonostante i rimproveri.
Ogni volta vedo quella bambina ustionata che piange in cerca della madre, a braccia tese.
Eppure sta sera forse ho capito una cosa, che mi assolve in parte dai miei sensi di colpa.
Io (come la maggior parte dei genitori, che per quanto incompetenti sono perlomeno amorevoli) al contrario di quella mamma, torno sempre.
E nonostante sia distrutta da un pomeriggio di calci e testate (dentro e fuori il pancione), di pianti e nervosismo per non ho capito quale motivo, da tre messe a letto con due giri di valzer in braccio, nonostante sia scappata due volte dicendo che non ce la facevo piú, che ero stanca e sfinita... sono tornata e tornata e tornata. Tenendolo in braccio e coccolandolo nonostante sia stato lui a distruggermi, nonostante forse non fosse educativo tornare o andare, insomma nonostante tutto.

...

passeggiando su internet ho trovato questo stralcio (senza peró riferimenti di pagine ahimé):

E' vero che ci sentiamo colpevoli quando ci allontaniamo dal nostro io-ideale o quando superiamo le nostre restrizioni morali. E' vero che la colpa ci rende meno felici, meno liberi. Se potessimo credere che "tutto è lecito", potremmo proseguire felicemente e senza sensi di colpa sulla nostra strada. Ma senza ideali e restrizioni, cosa saremmo? Un lupo innocente dei propri pasti. Uno scarafaggio puro nelle sue copulazioni. Qualcosa al di là dei confini dell'umanità.
Non siamo veri esseri umani se non abbiamo rinunciato a parte della nostra libertà morale per cui tutto è lecito.
Non siamo esseri umani se non abbiamo acquisito la capacità di sentirci in colpa.


Incinta di nuovo

Essere incinta di nuovo ha qualcosa di surreale. Da un lato mi aspetto delle cose perché ci sono giá passata, dall'altra é una continua novitá. Pensavo avrei avuto meno paure e ansie invece sono anche cresciute, forse perché al primo giro é andato tutto bene e ho paura di aver esaurito la fortuna.
Ora che lo sento spesso muovere e che abbiamo superato con successo la morfologica (ah é un altro maschio) sono un po' piú tranquilla anche se non so quanto durerá!
Stiamo iniziando a dire a Ricky che c'é un bimbo nella pancia e che avrá un fratellino, ma davvero non so quanto capisca.
Riguardo al fatto che sará un altro maschio che dire, un po' nel profondo lo sapevo, e un po' va bene cosí.
Peró chissá come sarebbe stato avere una femmina, avrei giocato con le barbie? Le avrei messo tutti quei vestiti rosa che mi avrebbero regalato nonne e zie? Arrivata all'adolescenza avrebbe criticato il mio stile sobrio e l'assenza di trucco?
Al contrario diventeró ufficialmente una suocera, doppiamente una suocera e alle prime fidanzate ci sará da ridere davvero.
Infine quando ci penso adesso che le nausee sono passate, la stanchezza diminuita e che sono piú tranquilla... non vedo proprio l'ora di avere un nuovo cucciolo.
Poter godermi di piú quei primi momenti, senza essere sola come prima peró perché ora c'é Ricky con cui fare due chiacchiere e al tempo stesso avere una famiglia un po' piú grande finalmente!

Vintage Family

Ormai mi identifico nei ruoli di mamma delle mie serie preferite, sono passata dall'essere Rory di Gilmore Girls all'essere Lorelay. In Modern Family invece ammetto di senirmi decisamente affine con Claire.
Ci fosse un prequel di Modern Family in cui sono ancora una famiglia "normale" in cui Claire é al primo figlio e sta aspettando il secondo ecco questa potrebbe essere una scenetta della serie:

Claire scopre di avere dello sciroppo di menta (la menta é uno dei pochi rimedi che le placa le nausee) e decide di farsi un bel bicchiere di acqua e menta dopo che la piccola Haley si fosse addormentata, il suo telfilm preferito e il divano sono il suo obiettivo.
Mette a letto la piccola, accende la tv e si prepara un bicchiere di acqua e menta corretta con un goccio di limoncello, mescola il tutto con una cannuccia come fosse il cocktail piú famoso di tutta Los Angeles, si mette sul divano, fa un sorso e... le va di traverso.
Allora cerca di reprimere, ma é impossibile, prova a tossire piano, ma non serve. Si precipita alla porta finestra per tossire fuori, ma quella sembra non volersi aprire. Ci riescie, caccia un colpo di tosse talmente forte che si fa la pipí addosso. Mentre saltella per la pipí, cerca di sedersi sul divano, tenta di berne un'altro sorso e riparte la tosse.
Quando finalmente si é calmata la tosse, riesce a bere di nuovo, ma per far passare il fastidio tira dalla cannuccia quasi tutto il liquido.
Il telefilm é quasi finito.
La bambina si sveglia.

Mamma mamma mamma

La magica parolina che tutte le neo genitrici non vedono l'ora di sentire.
E quel giorno prima o poi arriva, magari un po' stentato, magari confuso, ma é lei la parola magica: "Mamma"!
E tutte le volte che lo senti ti sciogli, accorri, scalpiti, perché deve capire il piccolo che é cosa buona e giusta dire mamma, che lo deve dire sempre, che lo deve dire comunque.
Quel mamma ti legittima, ti rassicura e soprattutto rappresenta l'apice di tutte le tue fatiche da genitrice esperta (o meno).

Poi a mamma si aggiungono papá, pappa, cacca, palla, nonna.
Poi iniziano le prime mini frasi "Mamma pappa", "Palla nonna".
E da lí la parola mamma potrebbe iniziare ad uscirti dalle orecchie. Tutto é mamma, mamma galleggia nell'aria, mamma scritto sui fogli (da te ovviamente: "cosa scriviamo?" "Mamma"), mamma urlato, mamma disperato, mamma regalato, mamma sussurrato.
Per Ricky mamma é diventato persino un intercalare come cioé, you know.
Caccia lí un mamma, io dico "dimmi"e lui é giá andato via. Con la nonna la prende per mano e dice "mamma" e io giá penso di aver fallito su tutta la linea, ha scelto lei come nuova mamma. E invece qualche mese dopo "mamma, nonna di qua" e poi ancora "mamma, papá acqua", e inizio a capire che quel mamma non é un diretto riferimento a me, ma e un you know.
Cioé avete capito?
E ancora di notte, le prime volte accorrevo e finivo per rimanere lí immobile impalata davanti al lettino.
Poi ancora "mamma!" mi sveglio, attendo, silenzio.
Lui lo dice pure di notte, speriamo solo non siano incubi.

Mamma mamma mamma, a volte credo cerchi di superare qualche record!


Ho toccato il fondo?

Non so se vi ricordate il post di qualche mese fa dove dicevo che eravamo in attesa di notizie. Ecco una delle due riguardava il nuovo lavoro di Lui, l'altra riguardava me.
O meglio, qualcosa dentro di me.
Pensavo che cercare e avere un secondo figlio fosse piú facile. Invece nonostante la ricerca sia stata molto veloce, ero preoccupata per mille cose.
Come l'attesa da un lato sembra tutto passare in fretta perché c'é Ricky da guardare, ma sono stanchissima, le nausee mi uccidono (soprattutto quando devo cambiare pannolini, raccogliere schifezze dopo i pasti ecc.), e sono preoccupatissima di tutte le cose brutte che potrebbero succedere.

Con Ricky poi arrivata a 4 mesi ho iniziato a sentirlo e poco dopo l'ha sentito anche Lui, qui caso vuole che la placenta sia anteriore e quindi pare sia tutto attutito, e non riesco a capire se lo sento o se é solo aria!
Ricky poi mi distrae si, ma mi sale sulla pancia e vorrei rimettere il pranzo, mi da un braccio sulla gola e corro in bagno, magari c'é un momento di quiete e mi tira una testata sul naso che mi fa un male cane..

Avevo deciso di scrivere qui la notizia della nuova gravidanza una volta che mi sarei sentita piú sicura o tranquilla, un bel post allegro, ma questo non accadeva.
Non mi sento incinta. Mi sento solo male, e se le nausee stavano migliorando ora mi son presa il raffreddore e sto peggio di prima!
Certo che peggio di sta mattina non so se possa andare, o almeno lo spero, dopo qualche giorno di effimera serenità senza vomito mattutino, sta mattina é successa l'apocalisse.
Dopo un colpo alla gola sferrato da Ricky, sono corsa in bagno per un attacco particolarmente forte di vomito mattutino, mentre tossivo e piangevo come al solito (non chiedetemi perché) ha fatto capolino anche un problemuccio che mi é rimasto da dopo il parto.
Avete presente la pubblicità della Tena Lady? una signora tutta elegante che ride e si fa la pipì addosso,  ecco diciamo che non mi sarebbe bastata una scatola di Tena per arginare, e comunque non ce l'avevo.
Aiuto.


Benvenuti al villaggio I Tigli

A pochi metri dal mare, con un passaggio che lo collega direttamente, sorge il campeggio I Tigli.
La reception si trova vicino al ristorante mentre dietro, per chi avesse dimenticato qualcosa, c’è un piccolo emporio, per chi dovesse fare un po’ di spesa è presente anche un mini market.
Subito dopo inizia il villaggio vero e proprio: bungalow privati e in affitto si inframezzano a piazzole per le tende. Un piccolo anfiteatro nel giardino dei ciliegi viene utilizzato per le serate a tema, vicino ,il parco giochi è sempre affollato di bambini.
In una delle strutture private passa le vacanze la signora Elvira con suo marito Alfonso. Sono anni che frequentano il villaggio e hanno personalizzato il loro spazio in tutti i particolari: l’esterno è stato decorato come una vera casa in stucco bianco, finestre e porte sono in legno scuro. C’è un piccolo dondolo nel giardinetto e dalla parte opposta vicino un’albero, che di anno in anno cresce sempre più, Elvira ha piantato tutte le erbe che conosce: salvia, rosmarino, alloro, prezzemolo e basilico. Tutte le sere passando davanti al loro bungalow i villeggianti potranno udire il suono della televisione sul canale sportivo, sentire il profumo di pesce fresco in cottura e vedere fioche luci attraversare le vezzose tendine alle finestre.
Dietro il bungalow della signora Elvira c’è una striscia di prato dedicato alle tende da due/tre posti, in questo momento sono montate due tende molto distanti tra loro: una blu con veranda e una canadese bordò con qualche panno steso fuori, la signora Elvira ha prestato ai proprietari alcune mollette.

Questa sera al ristorante “Da Pino” ci sarà una cena a tema caraibico e molti ospiti del villaggio saranno presenti. Telma e Giacomo si fermeranno solo il fine settimana, mentre la famiglia Dionigi composta da quattro membri si fermerà per il mese intero, tutti e sei sono in coda aspettando che il ristorante apra.
C’è la coppia Martini che in genere è sempre un po’ schizzinosa, anche Elvira e Alfonso sono presenti, però hanno mangiato prima un’insalata di gamberetti per sicurezza.
Dopo l’antipasto caraibico, alcune pietanze addomesticate ai gusti locali vengono servite in successione, fino ad arrivare alla macedonia al cocco accompagnata da una bachata suonata dal vivo. In questo clima di festa il crepuscolo cede il passo alla notte calda ma ventilata del litorale. Essendo un luogo esclusivamente dedicato alla villeggiatura, il cielo è molto buio e, di notte, è possibile distinguere facilmente moltissime tra stelle e costellazioni. Solo alcuni sbirciano il cielo mentre escono dal locale satolli. La signora Elvira alza gli occhi solo per accertarsi che nel cielo non ci siano nuvole, domani infatti è prevista una grigliata di pesce. Abbassando lo sguardo, ormai arrivata al bungalow, nota la sua piantina di lampone completamente priva di frutti. Un urlo indignato esce dalla sua piccola bocca, che riesce a far precipitare fuori di casa la signora Giovanna, sua dirimpettaia, e la signora Cesira seguita dal piccolo Tobia.
“Cos’è successo?” dicono in coro le due.
“I lamponi! Sono spariti!”
Prende la parola Giovanna: “I lamponi non spariscono, non si sarà scordata di averli colti?”.
“Oppure qualcuno li ha mangiati!!” risponde pronta Elvira, chiunque frequenti il villaggio da più di un anno, è a conoscenza di come lei tenga alle sue piante.
“Nessuno te lo farebbe, e poi comunque sarebbe maleducato..” Cesira è sempre molto prudente nelle sue affermazioni.
Ma Elvira non ascolta più, sta facendo i conti per cercare di capire chi potrebbe essere stato.