IKEA
Ricky ha fame, vado alla fighissima zona relax-allattamento (area attrezzata con lavandino, fasciatoio, qualche gioco e una poltrona). Ci trovo un papà che dà il biberon ad una minuscola neonata. Io intanto aspetto dentro, la piccola ha 1 mese e mezzo. Arriva la mamma tutta in ghingheri, tacchi, tutta abbinata, truccata, fresca di parrucchiera. Guarda Ricky, chiede quanto ha e poi dice tutta amorosa "Ecco vedi come sarà la nostra a sei mesi?". Escono. Io penso che quando Ricky aveva un mese e mezzo avevo i capelli con la ricrescita di un anno, ero stanca e piangevo sempre. Non uscivo in posti affollati perchè non avevo ancora capito bene la storia dell'allattamento e biberon. E sopratutto non mettevo i tacchi e non li metto neanche adesso a dire il vero.
Certo l'ho pensato con tanta invidia.
Ma tanta.
Tanto che ad un certo punto arriva Lui che entra trafelato e dice "Non trovo le carte di credito! Devo averle lasciate dai miei, ho pagato quasi tutto in contanti però dobbiamo andare dai miei e tornare se no dobbiamo prenotare di nuovo l'anta della cucina!". Non cambio neanche Ricky, corriamo in macchina a caricare le cose pagate e scopriamo che io non ci sto dietro. Mi rannicchio sotto il top della cucina e facciamo il viaggio sperando che nessuno se ne accorga.
Della serie.. noi siamo fatti di un'altra pasta.
La felicità è come la salute: se non te ne accorgi vuol dire che c'è. (Ivan Sergeevic Turgenev)
Torta della casa nuova
La prima torta fatta nella casa nuova. Dettata dalla voglia di mangiare qualcosa di buono e dalla voglia di usare la farina di castagne. Però visto che la farina di castagne risulta amara non volevo mettere solo quella, insomma ho cercato in giro e ho inventato questa ricetta. Il risultato mi piace molto.
Torta della casa nuova:
100 farina 00
100 farina di castagne
220 zucchero
80 burro
100 ricotta
3 uova
2 cucchiai di fecola di patate *
2 cucchiai di maizena *
50 cioccolato gianduia (secondo me va bene anche quello al latte, ma io avevo solo questo)
latte q.b.
un pizzico di sale
mescolare le farine, le fecole, lo zucchero, con il burro fuso e le uova. Aggiungere la ricotta, il cioccolato fuso e il sale. Poi il latte tanto da rendere l'impasto cremoso.
Infornare 180° fino a cottura.
* Non avendo utilizzato lievito la torta non cresce ma rimane bassa e umida anche grazie al tipo di farina di castagne. Se volete provare con mezza bustina di lievito al posto delle fecole fatemi sapere come viene!
Torta della casa nuova:
100 farina 00
100 farina di castagne
220 zucchero
80 burro
100 ricotta
3 uova
2 cucchiai di fecola di patate *
2 cucchiai di maizena *
50 cioccolato gianduia (secondo me va bene anche quello al latte, ma io avevo solo questo)
latte q.b.
un pizzico di sale
mescolare le farine, le fecole, lo zucchero, con il burro fuso e le uova. Aggiungere la ricotta, il cioccolato fuso e il sale. Poi il latte tanto da rendere l'impasto cremoso.
Infornare 180° fino a cottura.
* Non avendo utilizzato lievito la torta non cresce ma rimane bassa e umida anche grazie al tipo di farina di castagne. Se volete provare con mezza bustina di lievito al posto delle fecole fatemi sapere come viene!
L'amore ha due facce
Ebbene si. Perchè avere un figlio vuol dire vivere momenti stupendi. Il mondo si tinge di rosa anche se hai un maschio, le caprette ti fanno ciao e anche tu come Pollon sei felice ma non è grazie al talco.
Questo accade quando il tuo bimbo ti dorme in braccio, quando ride per la prima volta e quando invece riesci a togliergli il fiato tanto lo fai ridere. Quando alla sua canzoncina preferita si illumina e balla. Quando finisce le sue prime pappe. Quando tenta di farti capire qualcosa, quando inizia ad allungare le braccia per farsi prendere. Quando lo ammiri nei suoi giochi silenziosi e quasi ti commuovi a vederlo piegare il manico della tua borsa tutto preso dai suoi pensieri. Quando impara un'espressione nuova e la sperimenta. Quando ti morde il naso, quando ti prende il labbro con la mano. Quando si gira verso di te appena dopo che ti sei stesa accanto a lui. Quando sì voleva proprio quella cosa e tu ti senti la mamma più brava del mondo perchè ora lui emette gridolini di gioia, quando vi fate le prime vere coccole e lui fa dei versetti dolcissimi.
E poi ci sono quelle ore dell'altra faccia dell'amore (o della medaglia) quelle ore che ti fanno sembrare lontano qualsiasi avvenimento bello. Quelle ore massacranti. Quelle ore che cosacaspitafaccio?? Quelle ore che vorresti solo andare via. Quelle ore che a volte ti chiedi perchè tutto questo, perchè volevi "allargare la famiglia"??
Ci sono ore infatti che non sai bene cosa fare, in cui tutto sembra sbagliato. Si alza già con la luna storta e da lì va peggiorando. Decidi di provare a vedere se ha fame ma non mangia. Provi a farlo dormire ancora ma non vuol dormire. Allora sentenzi che è noia e ti impegni a farlo ridere, questo se è stanco lo fa piangere in genere, altrimenti hai un bonus di qualche minuto di risate. Poi ancora provi a farlo giocare seduto, sdraiato, di fianco a testaingiù ma il risultato è solo farlo lamentare sempre di più. Ad un certo punto piange da solo così tanto per stizza. Ti giochi anche la carta della mela nella retina per alimenti che gli hai comprato apposta, sembra gradire, mordicchia succhia e.. piange disperato come se gli stessi pestando un piede. Stremata allora tenti di nuovo di farlo dormire anche se è passata neanche un'ora dalla nanna precedente e finalmente stramazza e tu ti senti rinascere.
Tra parentesi Ricky si fa ancora un sacco di pisolini, li ha sempre fatti e temo a questo punto li farà sempre. Fa anche un sacco di pasti nonostante le pappe. Appena siamo più tranquilli riprovo il metodo E.a.s.y. magari aiuta, ora è più grande, lo vedo più fattibile.
Questo accade quando il tuo bimbo ti dorme in braccio, quando ride per la prima volta e quando invece riesci a togliergli il fiato tanto lo fai ridere. Quando alla sua canzoncina preferita si illumina e balla. Quando finisce le sue prime pappe. Quando tenta di farti capire qualcosa, quando inizia ad allungare le braccia per farsi prendere. Quando lo ammiri nei suoi giochi silenziosi e quasi ti commuovi a vederlo piegare il manico della tua borsa tutto preso dai suoi pensieri. Quando impara un'espressione nuova e la sperimenta. Quando ti morde il naso, quando ti prende il labbro con la mano. Quando si gira verso di te appena dopo che ti sei stesa accanto a lui. Quando sì voleva proprio quella cosa e tu ti senti la mamma più brava del mondo perchè ora lui emette gridolini di gioia, quando vi fate le prime vere coccole e lui fa dei versetti dolcissimi.
E poi ci sono quelle ore dell'altra faccia dell'amore (o della medaglia) quelle ore che ti fanno sembrare lontano qualsiasi avvenimento bello. Quelle ore massacranti. Quelle ore che cosacaspitafaccio?? Quelle ore che vorresti solo andare via. Quelle ore che a volte ti chiedi perchè tutto questo, perchè volevi "allargare la famiglia"??
Ci sono ore infatti che non sai bene cosa fare, in cui tutto sembra sbagliato. Si alza già con la luna storta e da lì va peggiorando. Decidi di provare a vedere se ha fame ma non mangia. Provi a farlo dormire ancora ma non vuol dormire. Allora sentenzi che è noia e ti impegni a farlo ridere, questo se è stanco lo fa piangere in genere, altrimenti hai un bonus di qualche minuto di risate. Poi ancora provi a farlo giocare seduto, sdraiato, di fianco a testaingiù ma il risultato è solo farlo lamentare sempre di più. Ad un certo punto piange da solo così tanto per stizza. Ti giochi anche la carta della mela nella retina per alimenti che gli hai comprato apposta, sembra gradire, mordicchia succhia e.. piange disperato come se gli stessi pestando un piede. Stremata allora tenti di nuovo di farlo dormire anche se è passata neanche un'ora dalla nanna precedente e finalmente stramazza e tu ti senti rinascere.
Tra parentesi Ricky si fa ancora un sacco di pisolini, li ha sempre fatti e temo a questo punto li farà sempre. Fa anche un sacco di pasti nonostante le pappe. Appena siamo più tranquilli riprovo il metodo E.a.s.y. magari aiuta, ora è più grande, lo vedo più fattibile.
Ti svezzo in due
Io non vedevo l'ora di svezzare Ricky dopo circa due secondi di allattamento tragico. Poi invece l'allattamento si è assestato e siamo stati tranquilli qualche mese. Poi lui ha iniziato a manifestare forte interesse verso il cibo. Ha imparato a stare seduto per qualche secondo, e a deglutire. Così ho deciso di dargli la frutta, ho deciso perchè per il pediatra era presto. Lui la frutta la spazzolava tutta. La prima settimana tutto bene, le due settimane successive però non aveva preso peso. Alla terza settimana senza prendere peso il pediatra dice di continuare con solo allattamento, in consultorio propongono l'aggiunta di un biberon (che però lui non finisce) e in alternativa iniziare lo svezzamento. Non me lo faccio dire due volte, introduco un pappa lattea. Lui spazzola pure quella.
Poi inizio con gli assaggi di riso e verdure quando siamo a tavola visto che lui guardandoci si agitava.
Ho provato a richiedere alla pediatra che fare, ma lei ligia dice di aspettare.
Io preoccupata per il peso e visto come reagiva lui al cibo, decido di continuare così e aggiungo pappa a pranzo.
Crema di riso o di mais con olio, parmigiano, brodo di verdura e una verdura schiacciata.
Lui gradisce anche questa e nel giro di poco questa pappa viene servita anche a cena, visto che il piccolo tiranno pretendeva cibo anche a cena.
Ora è passato quasi un mese di queste pappe strane, autogestite e prodotte senza criteri precisi.
Ho deciso di introdurre la carne, inizio con l'omogeneizzato per vari motivi (mi sembra un inizio soft visto che è polverizzato, posso prenderlo bio, non devo subito cimentarmi in cotture strane e trituramenti). Il piccolo non fa troppi complimenti e spazzola anche quella.
Ora però iniziano i dubbi: se volessi farla io la carne, come la faccio? e i legumi quando posso darli? come gestisco al meglio le due pappe, quali le dosi consigliate? Posso iniziare con il glutine? Quando con la pastina? Io fin'ora ho fatto di testa mia, Ricky ha gradito e ha risposto bene a ogni novità, gli piacciono molto i gusti nuovi (ha provato cavolfiore, verza, zucca, carota che gli piacciono molto, il broccolo un po' meno faceva certe facce!). Ah si vi ricordo che Ricky non ha ancora sei mesi e tutta la trafila è iniziata da un mese.
Una volta avevo sentito dire che il miglior pediatra per un bambino è la sua mamma. E penso sia proprio vero. Secondo la mia pediatra non era ora della pappa, ma la regola dei sei mesi per lo svezzamento non è tassativa, va da bambino a bambino. Infatti Ricky mangia tutto con voracità, non ha particolari problemi digestivi, è ancora più vivace e allegro, però nonostante questo i dubbi di stare sbagliando vengono lo stesso...
Diventerà celiaco perchè gli do' il biscotto col glutine da mangiare a colazione? Diventerà obeso perchè gli do' troppo parmigiano? Mangerà troppo? Troppo poco? Quell'alimento lì potevo darglielo o no??
Intanto sto cercando di cambiare residenza (ad Avigliana è un'operazione complicata) e contestualmente scegliere il pediatra. Sempre sperando di trovarne uno assennato visto quelli che circolano, nella mia personale esperienza ho avuto quella che va tutto sempre bene aspetti che tanto si risolve tutto da solo. Quella che dobbiamo fare almeno tre analisi se no non siamo sicuri vada tutto bene. Quello dell'amica che svezza col brodo senza altro e aspetta gli otto mesi per introdurre il glutine. Quello che a 3 mesi è già svezzato e a 6 mangia i maccheroni. Quello no il parmigiano che è causa di obesità. Quella che dal sesto mese compiuto iniziamo a introdurre qualcosa..a 18 anni forse finiremo la frutta e ci daremo alle verdure. Quello pro biscotto e quello "Ma vuole avvelenarlo??", quello tutto bio e quello "Mi raccomando o plasmon o mellin!".
D'altronde pediatra che vai svezzamento che trovi.. .o no il proverbio forse non diceva proprio così.
Oggi a pranzo replichiamo la pappa di ieri: crema di riso, zucca e pollo; finita tutta, con aggiunta di riso alla zucca del piatto di mamma!
Poi inizio con gli assaggi di riso e verdure quando siamo a tavola visto che lui guardandoci si agitava.
Ho provato a richiedere alla pediatra che fare, ma lei ligia dice di aspettare.
Io preoccupata per il peso e visto come reagiva lui al cibo, decido di continuare così e aggiungo pappa a pranzo.
Crema di riso o di mais con olio, parmigiano, brodo di verdura e una verdura schiacciata.
Lui gradisce anche questa e nel giro di poco questa pappa viene servita anche a cena, visto che il piccolo tiranno pretendeva cibo anche a cena.
Ora è passato quasi un mese di queste pappe strane, autogestite e prodotte senza criteri precisi.
Ho deciso di introdurre la carne, inizio con l'omogeneizzato per vari motivi (mi sembra un inizio soft visto che è polverizzato, posso prenderlo bio, non devo subito cimentarmi in cotture strane e trituramenti). Il piccolo non fa troppi complimenti e spazzola anche quella.
Ora però iniziano i dubbi: se volessi farla io la carne, come la faccio? e i legumi quando posso darli? come gestisco al meglio le due pappe, quali le dosi consigliate? Posso iniziare con il glutine? Quando con la pastina? Io fin'ora ho fatto di testa mia, Ricky ha gradito e ha risposto bene a ogni novità, gli piacciono molto i gusti nuovi (ha provato cavolfiore, verza, zucca, carota che gli piacciono molto, il broccolo un po' meno faceva certe facce!). Ah si vi ricordo che Ricky non ha ancora sei mesi e tutta la trafila è iniziata da un mese.
Una volta avevo sentito dire che il miglior pediatra per un bambino è la sua mamma. E penso sia proprio vero. Secondo la mia pediatra non era ora della pappa, ma la regola dei sei mesi per lo svezzamento non è tassativa, va da bambino a bambino. Infatti Ricky mangia tutto con voracità, non ha particolari problemi digestivi, è ancora più vivace e allegro, però nonostante questo i dubbi di stare sbagliando vengono lo stesso...
Diventerà celiaco perchè gli do' il biscotto col glutine da mangiare a colazione? Diventerà obeso perchè gli do' troppo parmigiano? Mangerà troppo? Troppo poco? Quell'alimento lì potevo darglielo o no??
Intanto sto cercando di cambiare residenza (ad Avigliana è un'operazione complicata) e contestualmente scegliere il pediatra. Sempre sperando di trovarne uno assennato visto quelli che circolano, nella mia personale esperienza ho avuto quella che va tutto sempre bene aspetti che tanto si risolve tutto da solo. Quella che dobbiamo fare almeno tre analisi se no non siamo sicuri vada tutto bene. Quello dell'amica che svezza col brodo senza altro e aspetta gli otto mesi per introdurre il glutine. Quello che a 3 mesi è già svezzato e a 6 mangia i maccheroni. Quello no il parmigiano che è causa di obesità. Quella che dal sesto mese compiuto iniziamo a introdurre qualcosa..a 18 anni forse finiremo la frutta e ci daremo alle verdure. Quello pro biscotto e quello "Ma vuole avvelenarlo??", quello tutto bio e quello "Mi raccomando o plasmon o mellin!".
D'altronde pediatra che vai svezzamento che trovi.. .o no il proverbio forse non diceva proprio così.
Oggi a pranzo replichiamo la pappa di ieri: crema di riso, zucca e pollo; finita tutta, con aggiunta di riso alla zucca del piatto di mamma!
La casa dei nostri sogni *
Quando abbiamo visto questa casa, più di un anno fa, avevamo pensato che era molto bella, ma che costava un po' troppo. Quando abbiamo provato a risentire l'agenzia ci avevano detto che era calata di un po' la cifra.
Così è iniziata l'avventura. C'è voluto un mese perchè la proposta fosse accettata, e poi circa sei mesi perchè il muto fosse erogato! Altri sei mesi se li sono presi i venditori per cercare casa e traslocare a loro volta. Poi sono iniziati i lavori.
Buttatela giù
Abbiamo voluto buttare giù un muro per allargare l'entrata e ridurre una stanza che tanto non serviva così grande. I genitori di Lui erano preoccupati che la cosa non si potesse fare, non fosse in regola, così ci siamo rivolti al geometra dei miei genitori, che ci ha confermato che si poteva fare tutto, ci ha fatto il progetto e la cosa ci è costata cinquecento euro e tre giorni di lavoro persi. Poi il muro era più spesso del previsto, e le macerie erano tantissime ci è voluto un giorno intero (io che riempivo secchi, Lui che li svuotava nel camion) per toglierle, poi giustamente la discarica a fine giornata era chiusa per cui sono rimaste una notte con noi. Successivamente abbiamo spostato degli attacchi, e tolto il palchetto in una camera. Io dipingevo i muri della futura camera nostra e "fiorivano" di continuo (suo padre "ma se continuano a fiorire non è che c'è..." risposta di Lui "vuol dire che è inverno, stiamo dipingendo, e non s'asciuga." risposta che avrei dato io "vuol dire che come in ogni casa capita che non sia perfetta, che facciamo gliela restituiamo? grazie ma i muri fioriscono non la vogliamo più!").
Così è iniziata l'avventura. C'è voluto un mese perchè la proposta fosse accettata, e poi circa sei mesi perchè il muto fosse erogato! Altri sei mesi se li sono presi i venditori per cercare casa e traslocare a loro volta. Poi sono iniziati i lavori.
Buttatela giù
Abbiamo voluto buttare giù un muro per allargare l'entrata e ridurre una stanza che tanto non serviva così grande. I genitori di Lui erano preoccupati che la cosa non si potesse fare, non fosse in regola, così ci siamo rivolti al geometra dei miei genitori, che ci ha confermato che si poteva fare tutto, ci ha fatto il progetto e la cosa ci è costata cinquecento euro e tre giorni di lavoro persi. Poi il muro era più spesso del previsto, e le macerie erano tantissime ci è voluto un giorno intero (io che riempivo secchi, Lui che li svuotava nel camion) per toglierle, poi giustamente la discarica a fine giornata era chiusa per cui sono rimaste una notte con noi. Successivamente abbiamo spostato degli attacchi, e tolto il palchetto in una camera. Io dipingevo i muri della futura camera nostra e "fiorivano" di continuo (suo padre "ma se continuano a fiorire non è che c'è..." risposta di Lui "vuol dire che è inverno, stiamo dipingendo, e non s'asciuga." risposta che avrei dato io "vuol dire che come in ogni casa capita che non sia perfetta, che facciamo gliela restituiamo? grazie ma i muri fioriscono non la vogliamo più!").

Volevo solo le mie fioriere
Mentre io dipingevo, Lui stava facendo scatole alla casa vecchia e mio padre si occupava di spostare le prese di corrente, la sera scendeva. E la luce saltava.
Non volevo far vedere che ero nel panico, visto che già mio padre lo era. Continuava ad andare su e giù non trovando il motivo per cui era saltata la luce. Attaccava e staccava il contatore di un'altro, quando gli dico qual'è il nostro lo trova attaccato!
Mentre vedevo mio padre impazzire e pensavo che quel lavoro l'aveva chiesto Lui mi tornava in mente la frase del film dove lei commissiona con una lastra di pietra avanzata delle fioriere, peccato però che per fare quelle fioriere i muratori devono fare un sacco di lavoro extra, la moglie sentenzia "volevo solo le mie fioriere". Allora nello sconforto e nel panico più totale, scendo a dare un occhiata io. Inizio a cercare su internet il manuale del contatore per capire perchè aveva le luci accese fisse. Sbircio l'altro pannello di salvavita che c'è di fianco accenno un "ma qui ce nè uno giù, magari è il nostro.." e mio padre "no quello è il pannello generale! Non c'entra". Io per sicurezza alzo la porticina di copertura, e trovo scritto "salvavita appartamento n°9". Un'altra cosa simile è capitata la prima notte in casa, faccio per aprire l'acqua calda e non arriva. Boiler spento. Lui accenda la luce fuori e non si accende. Io accendo l'altra luce e si accende, accenno un "deve essere qualcosa alla corrente visto che la luce vicino al boiler e il boiler non vanno" Lui mi risponde "no la luce non funzionava da un po'". Poi Lui prova a riposizionare un cavo che aveva spostato e magicamente boiler e luce ripartono. (a loro favore si può dire che comunque gli impianti qui non seguono una logica.
Non volevo far vedere che ero nel panico, visto che già mio padre lo era. Continuava ad andare su e giù non trovando il motivo per cui era saltata la luce. Attaccava e staccava il contatore di un'altro, quando gli dico qual'è il nostro lo trova attaccato!
Mentre vedevo mio padre impazzire e pensavo che quel lavoro l'aveva chiesto Lui mi tornava in mente la frase del film dove lei commissiona con una lastra di pietra avanzata delle fioriere, peccato però che per fare quelle fioriere i muratori devono fare un sacco di lavoro extra, la moglie sentenzia "volevo solo le mie fioriere". Allora nello sconforto e nel panico più totale, scendo a dare un occhiata io. Inizio a cercare su internet il manuale del contatore per capire perchè aveva le luci accese fisse. Sbircio l'altro pannello di salvavita che c'è di fianco accenno un "ma qui ce nè uno giù, magari è il nostro.." e mio padre "no quello è il pannello generale! Non c'entra". Io per sicurezza alzo la porticina di copertura, e trovo scritto "salvavita appartamento n°9". Un'altra cosa simile è capitata la prima notte in casa, faccio per aprire l'acqua calda e non arriva. Boiler spento. Lui accenda la luce fuori e non si accende. Io accendo l'altra luce e si accende, accenno un "deve essere qualcosa alla corrente visto che la luce vicino al boiler e il boiler non vanno" Lui mi risponde "no la luce non funzionava da un po'". Poi Lui prova a riposizionare un cavo che aveva spostato e magicamente boiler e luce ripartono. (a loro favore si può dire che comunque gli impianti qui non seguono una logica.
Cio' non lo rende monumento nazionale
Quando sono tornata alla vecchia casa l'ultima volta mi è venuto da piangere, sono scoppiata in lacrime nel momento in cui Ricky l'ha riconosciuta emettendo dei gridolini di gioia. Sono i ricordi di quello che abbiamo fatto, di quello che siamo stati, dei viaggi, delle litigate, delle cose belle che facevamo per coccolarci. Un po' di nostalgia quando Lui ha chiuso per l'ultima volta la porta, il mio mazzo di chiavi gettato sul tavolino ora che non servirà più. E ancora l'orologio appeso nella nuova casa o la lampada accesa di nuovo dopo settimane.
Ma d'altronde:
"Betsy è nata proprio in questo appartamento..." - Muriel Blandings
"Ciò non lo rende monumento nazionale!" - Jim Blandings
Ma d'altronde:
"Betsy è nata proprio in questo appartamento..." - Muriel Blandings
"Ciò non lo rende monumento nazionale!" - Jim Blandings

* La casa dei nostri sogni (Mr. Blandings builds his dream house) è un film del periodo d'oro Hollywoodiano, consigliatissimo perchè molto ironico. Un classico del 1948 che è sempre attuale, perchè quando vogliamo siamo tutti un po' polli da spennare!
Restauri
Eccoci qui finalmente tra rulli e mattoni rotti, tra tubi e piastrelle. Stiamo finalmente facendo i lavori nella casa nuova. I pavimenti li abbiamo scelti velocemente, erano pure in offerta, poi ci siamo inalberati con la greca della cucina che non trovavamo. Abbiamo segnato accuratamente i codici dei colori per le pareti, poi ci hanno chiesto il nome (a noi pareva poco professionale dire "Salve vorrei una latta di sabbia estiva, due di bucaneve in fiore e una piccola di cactus." e invece proprio quelli volevano!).
Il primo giorno, dopo il sopralluogo per i lavori che ci ha fatto scoprire la casa di giorno (è proprio stupenda), sono andata con Ricky a fare un giro nei miei vecchi luoghi. Giravo in tondo nel paese, morendo di freddo e di malinconia. Tutti quei luoghi mi ricordavano qualcosa di poco piacevole della mia adolescenza. Una nube di angoscia ha avvolto i miei pensieri. Sguazzavo da una parte all'altra dei ricordi del paese chiedendomi se mai sarei riuscita ad uscirne, a farmi nuovi ricordi piacevoli. Mi ripetevo che non volevo cadere in quella trappola, ma non ci riuscivo. Mi sono comprata un dolcetto e sono tornata nella nuova casa col magone.
Ora sono presa da tutti i lavori, da tutte le cose da fare, le scelte da prendere. Siamo bloccati a casa dei miei in cui la convivenza forzata e la stanchezza stanno rovinando un po' i rapporti. Io sono tornata la loro bambina, che va sgridata regolarmente, e Ricky è il secondogenito prediletto. Spero fortemente di riuscire ad andare a dormire lì al più presto, festeggiare il nuovo anno nella nuova casa, per una "nuova" vita ufficiale.
Intanto saluto la vecchia casa con il balcone esposto a sud che sembrava di essere al mare quando, in pieno inverno, batteva il sole sulle tende a righe verdi che riparavano la troppa luce. Saluto le luci che si vedevano dalla finestra della camera da letto, che sembrava di essere in una metropoli. Saluto la luce del bagno della vicina di fronte che era sempre accesa come ha farmi compagnia, sia quando mi alzavo in piena notte da incinta, sia quando mi alzavo per la poppata mattutina. Saluto il quartiere così tranquillo per essere di Torino, saluto la nostra pasticceria preferita che i primi tempi frequentavamo regolarmente, saluto la dottoressa dolcissima che ci ha sempre seguito con affetto. Saluto la vecchia vita children free.
Il primo giorno, dopo il sopralluogo per i lavori che ci ha fatto scoprire la casa di giorno (è proprio stupenda), sono andata con Ricky a fare un giro nei miei vecchi luoghi. Giravo in tondo nel paese, morendo di freddo e di malinconia. Tutti quei luoghi mi ricordavano qualcosa di poco piacevole della mia adolescenza. Una nube di angoscia ha avvolto i miei pensieri. Sguazzavo da una parte all'altra dei ricordi del paese chiedendomi se mai sarei riuscita ad uscirne, a farmi nuovi ricordi piacevoli. Mi ripetevo che non volevo cadere in quella trappola, ma non ci riuscivo. Mi sono comprata un dolcetto e sono tornata nella nuova casa col magone.
Ora sono presa da tutti i lavori, da tutte le cose da fare, le scelte da prendere. Siamo bloccati a casa dei miei in cui la convivenza forzata e la stanchezza stanno rovinando un po' i rapporti. Io sono tornata la loro bambina, che va sgridata regolarmente, e Ricky è il secondogenito prediletto. Spero fortemente di riuscire ad andare a dormire lì al più presto, festeggiare il nuovo anno nella nuova casa, per una "nuova" vita ufficiale.
Intanto saluto la vecchia casa con il balcone esposto a sud che sembrava di essere al mare quando, in pieno inverno, batteva il sole sulle tende a righe verdi che riparavano la troppa luce. Saluto le luci che si vedevano dalla finestra della camera da letto, che sembrava di essere in una metropoli. Saluto la luce del bagno della vicina di fronte che era sempre accesa come ha farmi compagnia, sia quando mi alzavo in piena notte da incinta, sia quando mi alzavo per la poppata mattutina. Saluto il quartiere così tranquillo per essere di Torino, saluto la nostra pasticceria preferita che i primi tempi frequentavamo regolarmente, saluto la dottoressa dolcissima che ci ha sempre seguito con affetto. Saluto la vecchia vita children free.
Ch-ch-ch-ch-Changes
Sarà l'ansia da "finalmente ci danno le chiavi, avere questa casa è stato più difficile che concepire, generare e partorire nostro figlio", sarà che facciamo il battesimo questo w.e. (due giorni dopo che ci danno le chiavi, arrivano parenti pure dalla punta dello stivale solo per il pupo), sarà che "mamma si era abituata così bene alle due ore di sonno dopo ogni pasto che quasi quasi cambio stile", sarà quel che sarà, ma Ricky ha deciso che doveva cambiare orari e gestione delle risorse.
Mi sono trovata catapultata dritta dritta al primo mese quando Ricky faceva la cozza e non potevo allontanarmi un'attimo. Il cambiamento è stato graduale ma nel giro di una settimana mi sento di nuovo uno straccio e la casa è di nuovo un delirio.
Lui piange appena lo metti giù, tanti saluti sdraietta e indipendenza acquisita, si addormenta con molta difficoltà piagnuccolando e tanti saluti alle canzoncine che cantavo come ninnananna, si lamenta di continuo, dorme poco, sta solo in braccio, insomma rischio di impazzire.
Il primo giorno di delirio sono uscita per disperazione una seconda volta, coprendolo bene, vai sotto in macchina, prendi il passeggino, vai fino in biblioteca e torna. Risultato? Io stanca morta più di prima, lui ha dormito neanche mezz'ora, rimanendo poi catatonico il resto del tempo. La sera, proprio come mesi fa, ho rifilato il pupo al papà appena arrivato.
In mezzo a trasloco, lavori e casino normale i nonni paterni ci hanno voluto assolutamente mettere il battesimo. Risultato? A tutto lo scombussolamento orari di Ricky ora non dorme piú neanche la notte, svegliandosi (proprio come a 2 mesi) alle 3; l'altra sera ero talmente addormentata che per andare in cucina a bere dopo averlo allattato stavo volando per terra.
Attendo con ansia nuovi cambiamenti d'orario, sta volta speriamo siano in meglio!
Mi sono trovata catapultata dritta dritta al primo mese quando Ricky faceva la cozza e non potevo allontanarmi un'attimo. Il cambiamento è stato graduale ma nel giro di una settimana mi sento di nuovo uno straccio e la casa è di nuovo un delirio.
Lui piange appena lo metti giù, tanti saluti sdraietta e indipendenza acquisita, si addormenta con molta difficoltà piagnuccolando e tanti saluti alle canzoncine che cantavo come ninnananna, si lamenta di continuo, dorme poco, sta solo in braccio, insomma rischio di impazzire.
Il primo giorno di delirio sono uscita per disperazione una seconda volta, coprendolo bene, vai sotto in macchina, prendi il passeggino, vai fino in biblioteca e torna. Risultato? Io stanca morta più di prima, lui ha dormito neanche mezz'ora, rimanendo poi catatonico il resto del tempo. La sera, proprio come mesi fa, ho rifilato il pupo al papà appena arrivato.
In mezzo a trasloco, lavori e casino normale i nonni paterni ci hanno voluto assolutamente mettere il battesimo. Risultato? A tutto lo scombussolamento orari di Ricky ora non dorme piú neanche la notte, svegliandosi (proprio come a 2 mesi) alle 3; l'altra sera ero talmente addormentata che per andare in cucina a bere dopo averlo allattato stavo volando per terra.
Attendo con ansia nuovi cambiamenti d'orario, sta volta speriamo siano in meglio!
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