Petit Hotel, petit week end

A volte serve una pausa, visto il periodo faticoso e malaticcio che abbiamo passato in questo lungo inverno, abbiamo deciso tempo fa di prenotare per un w.e. in montagna, in modo di avere un pensiero felice per andare avanti.
Il w.e. è arrivato e ha superato le aspettative, avevo scelto un albergo per famiglie dotato di molti confort per la gestione dei pupi, in più eravamo in una zona dov'era caduta molta neve...
Siamo arrivati e la stanza era molto accogliente le pareti di perline di legno e il pavimento in moquette. Vista monti innevati.


Ricky si è riavvicinato al papà giocando molto con lui sulla neve, io mi sono fatta un giretto nel paese e mi sono goduta il fatto di aver prenotato per una pensione completa!
La sera poi abbiamo passato del tempo nella sala giochi dove c'erano finalmente molti bambini dell'età di Ricky mentre al parco non ho ancora capito perchè sono sempre tutti più grandi.
I momenti più belli sono stati prima di cena, quando tutti e due i bimbi giocavano tranquilli, noi sul letto rilassati a chiacchierare nella luce bassa della camera.

Poi dopo cena quando siamo andati nella saletta bimbi, perchè è vero che dovevi controllare Ricky, che c'erano tanti bimbi e un po' di confusione, ma era bello vederlo relazionarsi con altri e poi sarà che erano tutti un po' stanchi ma c'era una certa quiete..in quella confusione!
I bimbi poi si sono addormentati tutti e due e noi siamo anche riusciti ad avere un momento di intimità, alla luce romantica della televisione che faceva da base sonora..
E' durato davvero troppo poco, ma è stato anche tutto così perfetto che conserverò un bellissimo ricordo di questa prima gita da famiglia completa!



Quando i tuoi desideri si avverano ...non ti senti un po' in colpa?

Mi riferisco quando uno spera che al capo gli pigli un coccolone, oppure alla suocera o all'autista che ti ha tagliato la strada.
E poi succede!
Non ti senti un po' in colpa?
O non ci fai caso?

Una mia prozia per esempio è molto brava in queste cose, la scena tipo (e lei non sa neanche guidare) è questa:
"Quello lì guarda come guida, é un teppista, ora si va a schiantare!"
Sbadabum, crash, sbang!
E quello si schianta.

Ma lei non si è mai attribuita la dote di portare ièlla o di prevedere il futuro.
Una persona vicina alla famiglia, troppo vicina, che è sempre stata ingombrante per molti vari motivi, pare abbia un brutto male.
E io spesso, lo ammetto mi sono chiesta "Ma il fumo fa morire tutti e questa persona che fuma dal mattino alla sera no??" e mi sono chiesta molte altre cose simili.
Questo perchè se non ci fosse lei molte cose sarebbero più facili, non essendo possibile allontanarla e dimenticarla l'unico altro modo per ovviare al problema era nei miei pensieri, per citare la mia prozia, farla schiattare.

D'altronde anche nelle fiction, quando un personaggio non va, o non serve più o non si sa come allontanarlo, schiatta.
A questa persona hanno detto che probabilmente ha una cosa seria e che non si può operare, e io non so bene come sentirmi.
Certo non penso di avergliela davvero "tirata" io, però ora sebbene un po' penso "che liberazione sarà" dall'altra so che ad altre persone mancherà, o comunque saranno tristi, e mi sento in colpa.

Ho un rapporto strano con la morte, temo molto quella dei miei figli e del mio compagno, la mia sopratutto ora che sono madre, perchè se proprio devo morire spererei di farlo quando sono più grandi e più indipendenti. Ma per tutto il resto per me è un "è la vita". Certo mi è morto solo un nonno a cui non ero molto affezionata e un cane che però ultimamente vedevo poco. La tristezza c'è sul momento, poi qualche pensiero tipo "in genere lui era lì" e invece non trovi nessuno, ma poi passa.
D'altronde anche quando è morto il tanto amato nonno di Lui, Lui è stato triste un po' poi la vita continua. Lui dice che sono un tipo pragmatico, forse lo sono talmente tanto da vedere anche la morte sotto un aspetto asettico. Forse è perchè non mi ha mai sfiorata troppo da vicino (anche se durante l'ultimo parto quando Andrea era fermo incastrato a metà, ho iniziato a pensare al peggio per entrambi). Forse è un mio modo per proteggermi, o forse non sono una persona empatica.
Si non sono molto brava a consolare, mi sembra tutto inutile e superficiale, spesso preferisco il silenzio e la semplice vicinanza.

Una stanza tutta per sè

Tanto tempo fa sono andata ad una mostra al museo di arte contemporanea di Rivoli, si chiamava "Una stanza tutta per sé", alcuni artisti erano stati chiamati a realizzare una stanza a tema del famoso libro della Wolf.
Quella che mi aveva colpito di più era stata la stanza gialla di Massimo Bartolini.
La stanza gialla era tutta gialla, ed aveva tutti gli angoli smussati, che creavano una sensazione di infinito, poteva essere grandissima, non ne percepivi i bordi e avevi quasi paura ad avvicinarti per toccare le pareti.
Ma creava anche claustrofobia nella sua illusione di immensità, chissà fosse stata azzurra magari sarebbe apparsa più rassicurante, invece era gialla e anche quello la rendeva un po' fastidiosa.
Ma è stata la stanza che mi è rimasta più impressa.
Quella che mi ha lasciato qualcosa.
Aveva un che di spirituale.

Massimo Bartolini -  Head n.2 (The Studio) 1997–98

La foto non rende giustizia (tra l'altro è l'unica che si trova in rete) a questa opera, è una di quelle cose che bisogna vivere.

Tornando al presente, vorrei tanto una stanza tutta per me dove lasciare a metà le cose nella speranza di riuscire a finirle. Una stanza piccola e grande allo stesso tempo, magari una mansarda luminosa, con delle tende leggerissime e tante finestre.
Dentro ci vorrei mille cassettiere e cassettini e una parte la dedicherei allo scrapbooking, voglio andare avanti con l'album di Ricky e iniziare quello di Andrea.
Da un'altra parte magari avere una tela con un acquarello in corso d'opera.
Una sedia di quelle appese tipo dondolo per leggere con della musica di sottofondo, un computer dove poter vedere serie tv nuove (sono in attesa dei nuovi sviluppi di Grey's anatomy e di Una mamma per amica tra l'altro, ma sono aperta a nuovi orizzonti) seduta su una poltrona morbida e accogliente.
E poi un bollitore per le tisane e un barattolo di vetro pieno di biscotti fatti in casa, ma fatti bene..





Ninna nanna mamma

Era ora del pisolino, ho preso i bimbi, portati in camera e ci siamo messi nel letto.
Andrea dormiva già, Ricky non voleva neanche provarci.
Vi premetto già che il risultato è stato fallimentare.

Però, questa volta, lì nel buio, tutti e tre insieme, è stato bello.
Andrea penso si sia svegliato appena ci siamo messi giù, Riccardo si girava e rigirava.
Così mentre cantavo Ninna nanna mamma Riccardo mi prendeva il braccio, poi si girava verso di me.
Andrea apriva e chiudeva la manina, ritmicamente
tienimi con te, nel tuo letto grande, solo per un po'
"ti voglio bene mamma" mi dice Riccardo tra una capriola e un'altra
una ninna nanna io ti canterò
la manina di Andrea si ferma, si sarà addormentato?
e se ti addormenti mi addormenterò
Ricky intanto mi saliva tutto addosso con la testa sulla mia pancia
ninna nanna mamma insalata non ce n'è
sette le scodelle sulla tavola del re
ninna nanna mamma ce n'è una anche per te
dentro cosa c'è?
solo un chicco di caffè
Andrea inizia a muovere la testa sul mio braccio
dormono le case, dorme la città, solo l'orologio suona e fa tic tac
Riccardo chiede: "sei felice mamma?"
anche la formica, si riposa ormai
"mamma..."
ma tu sei la mamma, e non dormi mai
e mi da un bacio
ninna nanna mamma insalata non ce n'è
sette le scodelle sulla tavola del re
ninna nanna mamma ce n'è una anche per te
dentro cosa c'è?
solo un chicco di caffè
Andrea ferma la testa, ma riprende a muovere la manina, mi viene da ridere, mi fa il solletico
quando sarò grande, comprerò per te
Ricky si ferma, si sarà addormentato?
tante cose belle, come fai per me
i loro corpicini, ai lati del mio corpo, si muovono, sono serena
chiudi gli occhi e sogna, quello che non hai
guardo l'ora, è il terzo giro di ninna nanna o forse di più, non mi sembrano addormentati, accendo la luce, i loro occhi sono aperti, quattro occhietti che mi guardano, il più nano dei due sorride
i tuoi sogni poi, mi racconterai...


Chi è il genitore e chi il bambino?

Non mi riferisco ai miei figli, ma ai genitori del mio compagno.
Ora che Ricky non sta molto bene da un po' di giorni, i suoi genitori stanno dando di matto.
Telefonate minatorie sul fatto che non siamo bravi genitori, che non curiamo nostro figlio, che non abbiamo un buon pediatra, che non lo facciamo controllare.
Poi li abbiamo visti e loro sono impazziti perchè, anche se sta migliorando, ho richiesto una dieta semplice. Aggiunto al fatto che era un po' stanco secondo loro era in fin di vita.
Hanno chiamato la sera dicendo che casualmente la parente pediatra aveva chiamato e gli hanno detto tutte le cose da fare per farlo stare meglio, peccato che le stessimo già facendo.
Eppure quando eravamo a casa loro è stata davvero una lotta evitare che gli dessero cioccolata e dolci.
Ah ripeto Ricky pare abbia una gastroenterite, ma ovviamente ora Lui ha paura che nello sfortunato caso fosse altro poi i suoi possano dire che non lo seguiamo adeguatamente.

Vi redente conto Lui ha più paura che i suoi possano "sgridarlo" perchè non ha fatto controllare il figlio più che la paura abbia qualcosa di grave.

Certo Lui ha qualche problema relazionale con i suoi genitori, ma immagino che nel suo caso l'unico modo per crescere sarebbe troncare i rapporti. Però i suoi spesso fanno la parte dei bambini.
Costantemente da redarguire e rassicurare.
Rassicurare rispondendo alle mille telefonate quando c'è qualcosa che non va, redarguire quando devo fare il sergente di ferro per non fargli mangiare/fare cose strane.

Lui mi aveva chiesto se chiamavo sua madre per farla venire un giorno in settimana ad "aiutarmi", ma io ho detto di no, finchè Ricky non sta bene.
Perchè?
Perchè passerei il tempo a rassicurarla, a spiegarle per cento volte le stesse cose e poi magari alla prima scarica lei sarebbe comunque dell'idea che stiamo sbagliando qualcosa.
E già sono in ansia io, non ne avrei la forza e la voglia.

Ma il ruolo dei genitori non dovrebbe essere quello di dare un sostegno? Non dovrebbero essere le rocce su cui appoggiarsi?
Certo io mi sono incupita quando dopo una giornata buona Ricky ha vomitato o ha fatto una scarica brutta di nuovo.
Però io sto imparando a essere forte e quando vomita rassicuro mio figlio dicendogli che non è niente, che passa e di stare tranquillo.
Per cui che dire, sembra stia migliorando finalmente, passerà, non è niente di grave.
Smile.



Piccolo post straordinario

I genitori fanno sempre gli straordinari:


  • andare in bagno a fare "quella grossa" e ritrovarsi con un bambino in braccio che vuole le coccole
  • tenere due bambini in braccio contemporaneamente (anche di età diverse)
  • non dormire ascoltando il respiro raffreddato del piccolo o controllando se il grande sta per vomitare di nuovo
  • addormentare contemporaneamente un bambino da un lato e uno dall'altro leggendo anche un libro
  • uscire a cena solo con Lui, tornare e trovare il grande incredibilmente tranquillo (e preoccupato per il piccolo) e il piccolo in piena crisi isterica da "voglio la mamma per dormire"
  • successivamente il grande vomita in piena notte
  • la somma dei due eventi vanifica totalmente il momentaneo relax ottenuto con la cena in solitaria..
Una volta si facevano altri tipi di sacrifici forse, ma alla fine essere genitore è anche questo.

Attimo di pace

A volte succedono cose che ti lasciano a bocca aperta,
per esempio avere entrambi i figli addormentati, e godere di un attimo di pace.

Ogni tanto mi chiedo cosa facessi prima di avere figli, mi annoiavo? Come riempivo le giornate.
Anche perchè nel momento in cui per caso ho un minuto libero non so bene cosa fare, vago per casa raccattando qualche cosa in disordine e mettendola a posto, guardo il cellulare (come se fosse una cosa originale da fare), sfoglio un giornale letto a sempre a metà, ma non faccio niente di sensato o concreto.
 Ma forse è perchè ho talmente tante cose accumulate che non so da che parte iniziare e il tempo non è mai abbastanza per quelle cose.

E così come per magia (complice anche la malattia) Ricky riprende a fare la nanna il pomeriggio... ed ecco che posso vivere un'ora di pace e non mi sembra vero.
Mi impegnerò a fargli riprendere il giro (anche in vista della scuola materna a settembre dove fanno la nanna i bambini più piccoli) senza essere troppo rigida.
La cosa più sbalorditiva è la facilità con cui lo addormento cosa che prima era diventata impossibile, dopo ore lui era lì che si rigirava come un pazzo. Certo non voglio cantare vittoria, ci saranno sempre le giornate no. Però al momento mi godo la piccola vittoria.
E' rigenerante.

E quindi posso vedere un telefilm, scrivere, pensare, magiare (si ok per la dieta non è il massimo, ma meglio mangiare qualcosa di più sostanzioso quando dormono i bimbi piuttosto che andare avanti tutto il giorno a schifezze mangiate di nascosto..), riposarmi senza sensi di colpa.

Per cui buon attimo di pace a tutti!