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Mamma mamma mamma

La magica parolina che tutte le neo genitrici non vedono l'ora di sentire.
E quel giorno prima o poi arriva, magari un po' stentato, magari confuso, ma é lei la parola magica: "Mamma"!
E tutte le volte che lo senti ti sciogli, accorri, scalpiti, perché deve capire il piccolo che é cosa buona e giusta dire mamma, che lo deve dire sempre, che lo deve dire comunque.
Quel mamma ti legittima, ti rassicura e soprattutto rappresenta l'apice di tutte le tue fatiche da genitrice esperta (o meno).

Poi a mamma si aggiungono papá, pappa, cacca, palla, nonna.
Poi iniziano le prime mini frasi "Mamma pappa", "Palla nonna".
E da lí la parola mamma potrebbe iniziare ad uscirti dalle orecchie. Tutto é mamma, mamma galleggia nell'aria, mamma scritto sui fogli (da te ovviamente: "cosa scriviamo?" "Mamma"), mamma urlato, mamma disperato, mamma regalato, mamma sussurrato.
Per Ricky mamma é diventato persino un intercalare come cioé, you know.
Caccia lí un mamma, io dico "dimmi"e lui é giá andato via. Con la nonna la prende per mano e dice "mamma" e io giá penso di aver fallito su tutta la linea, ha scelto lei come nuova mamma. E invece qualche mese dopo "mamma, nonna di qua" e poi ancora "mamma, papá acqua", e inizio a capire che quel mamma non é un diretto riferimento a me, ma e un you know.
Cioé avete capito?
E ancora di notte, le prime volte accorrevo e finivo per rimanere lí immobile impalata davanti al lettino.
Poi ancora "mamma!" mi sveglio, attendo, silenzio.
Lui lo dice pure di notte, speriamo solo non siano incubi.

Mamma mamma mamma, a volte credo cerchi di superare qualche record!


I sogni segreti di un giovane mamma



Qualche giorno fa Lui mi ha fatto un regalo, mi ha portato al concerto di Fabi, Gazzè e Silvestri.

A parte che il concerto è stato davvero bello, ci ho messo un po' ad entrare nella mentalità spensierata da concerto e vita notturna, ma ora non ne sono ancora uscita... e comunque mi sono ufficialmente innamorata di Silvestri.
Che non avevo mai considerato, se non per le canzoni.
E invece è simpatico, ora come ora pure belloccio... affascinante, anche se ha vent'anni più di me ci passo sopra per un'avventura, non sto a guardare i dettagli!
Mi sono persa in vaneggiamenti che lo vedevano in preda al blocco dello scrittore, si recava quindi da solo a scrivere da queste parti tra montagne e laghi, io nel frattempo (complice il lavoro precario) ero diventata una cuoca/cameriera di un baruccio vista lago e zac!
Certo all'inizio erano solo poche battute, qualche sguardo. Poi un consiglio, qualche idea, qualche verso cantato insieme e via ...una canzone scritta a quattro mani, e poi registrata in studio, giorni di lavoro braccio a braccio e lui che perde la testa per me.
I giornali scandalistici scalpitano: "Un'altra Lisa per Daniele!" (la moglie di Silvestri si chiama Lisa come l'autrice di questo blog, N.d.A.)
Poi il ritorno a Roma, una canzone dedicata al nostro amore impossibile.
Io che lo faccio ragionare, ed incredibilmente tutto torna nella pace e mi invita ad un suo concerto dove cantiamo insieme la canzone galeotta!
Lunghi sguardi profondi e piccole allusioni. I brividi sulla pelle.
Oh non è che una diventa madre e seppellisce tutto sotto il tappeto!

E poi me l'hanno confermato due cose che mi hanno dato il coraggio di fare coming out:
la serie Una mamma imperfetta dove nella 2 stagione si innamorano tutte di Pierfrancesco Favino che sta girando un film vicino alla scuola dei loro figli. In particolare Irene dopo averlo visto con la figlia (ma quanto è vero il teorema dell'uomo con bambino)  si perde in sogni di matrimonio e vita insieme...

mentre nel libro che sto leggendo "Aspirapolvere di stelle" due delle tre protagoniste vanno in fissa per il famoso scrittore Filippo Corelli, in particolare Arianna, mamma e moglie, ci fantastica su:
Anche Arianna si dirige verso casa sua, [...] Pensa a quando giovedì arriverà a Villa Verbena, e Filippo la vedrà [...] Filippo è solo. Lei entra, e lui è proprio lì, nell'ingresso. Come mai? Semplice, perchè sta andando in cucina. [...] Incapace di proferire una sola parola, lui si avvicina e la stringe convulsamente a sé. Poi Filippo riesce a proferire una sola parola, anzi, quattro parole "Sei una donna diabolica...". Facciamo cinque. "Arianna, sei una donna diabolica...".

[Stefania Bertola, Aspirapolvere di stelle - pag 101]

Vi lascio con un altro sognatore...



Lieto evento



Ultimamente ho visto un film intitolato "Travolti dalla cicogna" è una pellicola francese divisa a metà: se nella prima parte si sorride nonostante la trama sia molto veritiera su come la coppia innamorata affronta la gravidanza, nella seconda parte con la nascita della bambina qualcosa vacilla, i toni si fanno più pessimisti, la presenza del compagno sparisce, l'amore di coppia dopo un figlio è impossibile. Quello che mi ha colpito di più però è stata Louise Bourgoin, bella e incredibilmente calata nel ruolo anche fisicamente, oltre che a una buona regia e ad un ottima fotografia.

Il finale lascia un po' a desiderare trascinandosi questo pessimismo che farebbe cambiare idea riguardo i contraccettivi anche al Papa, per quanto il cambiamento con l'arrivo della bambina sia drastico e senza possibilità di salvezza. Ma comunque il film è godibile.
Incuriosita sopratutto dal finale frettoloso e confuso sono andata a cercare informazioni sul film e ho scoperto che è tratto da un libro: Lieto evento di Eliette Abécassis.
La pellicola ricalca molto il libro infatti affermazioni e dialoghi li si trovano qua e là come fosse il copione, al contrario del finale che riesce ad essere ancora più pessimista e depresso (soprattutto nei confronti delle relazioni di coppia).
Su un concetto il libro mi ha colpito nella parte finale intrisa di pessimismo:

"E se la smettessimo di dire che il bambino è una persona? Ci hanno detto troppe volte che è una persona, forse per questo ci mette in discussione è il terzo elemento che, come nel romanzo di Simone de Beauvoir, distrugge la coppia. Ma se invece ci interessassimo alla coppia, il bambino starebbe meglio perchè potrebbe vivere con suo padre e sua madre, e non in coppia con uno dei due solamente. Siamo noi che abbiamo inventato il bambino facendogli credere di avere un posto nella società e lui si sta impadronendo di tutto lo spazio. Ma quale "noi"? Chi ha inventato il bambino? Rousseau certo, invitando all'allattamento, poi la Dolto dandogli la parola, Winnicott, Bruner... e tutti gli psicologi dell'infanzia che insistono a farci credere che il bambino è una persona. E soprattutto il dottor Freud quando ci ha fatti sentire in colpa dimostrandoci che tutto si gioca prima dei tre anni."

[Lieto evento - Eliette Abécassis -Marsilio -  p141]

Su questo sono pienamente d'accordo, prima di tutto perchè chi si dedica anima e corpo al bambino rischia seriamente per la coppia, e da figlia di separati posso dire che la coppia è importante. In secondo luogo perchè più nozioni si hanno su un argomento quale l'allevamento di un figlio più si rischia di affrontarlo a livello tecnico  e non empatico e animalesco come invece dovrebbe essere.

Tempo nuovo

E dopo un anno e vari equilibrismi sulle necessità del nuovo membro della famiglia, ecco che la routine prende una piega nuova. Dopo che vedere un film per intero era una chimera, dopo che leggere era un tabù, dopo che stare anche solo sdraiata su un tappeto era fuori legge, proprio lì ferma su quel tappeto, mi accorgo che mi sto annoiando! E realizzo solo dopo qualche giorno che ho finalmente del tempo per me. Certo tempo non sempre esclusivo, ma tempo.
Ultimamente mentre Ricky gioca da solo con me accanto che sorrido alle sue scoperte o gli propongo un giochino nuovo, ho iniziato per esempio a leggere. Oppure a fare qualche addominale (lasciamo perdere però in che condizioni è la mia pancia!), ascoltare musica (si, non so bene perché ma mi sembrava complicato prima) e cantare a squarciagola come quando ero adolescente, ma sopratutto sistemare casa! Così adesso sistemo casa quando è sveglio,di mattina che è più propenso a giocare da solo, poi facciamo pappa e le due ore di sonno che si fa le passo stravaccata sul divano a guardarmi un film. Ho a fare la maglia, ho a riempire una nuova pagina del suo album con lo scrapbooking, o a dipingere, o semplicemente a sfogliare un giornale. Riscopro vecchie passioni, le alterno come un tempo, e a volte sogno di poterle fare con lui, quando sarà più grande.
Poi visto che per fortuna dorme di più la notte, invece di farmi compagnia in queste notti insonni (ufficialmente per causa ormonale... Rispettivamente preovulazione e premestruale, devo decidermi a fare un salto da uno che è laureato in medicina o ginecologia) dicevo in queste notti insonni, scrivo sul blog!

Insomnia

Con fatica e determinazione sono finalmente riuscita a far addormentare Ricky alla stessa ora. Verso le nove e mezza il piccolo cede a Morfeo per poi risvegliarsi solo una volta perso le 3.30.
Ecco forse è quella volta che mi frega. Perché l'idea che si svegli quella volta manda in tilt il mio

cervello provato da un anno di sonno anomalo. O magari è perché sono in preda agli ormoni che mi han fatto scoprire, che oltre alla sindrome premestruale esiste pure l'insonnia premestruale e anche quella preovulatoria, e ovviamente io godo di entrambe da dopo la gravidanza. Sarà che qualche settimana fa ha avuto una tosse forte che non lo faceva dormire, e io con lui sveglia a sorvegliarlo. Sarà che io infondo ho sempre avuto questo problema.
Ma sono notti che non dormo. A volte qualche ora riesco a farmela. Altre come questa, vado in bianco. Con il cervello che inizia a far male, un misto tra rabbia e tristezza e solo più voglia di piangere.
Ho già provato di tutto; tisane, melatonina, magnesio... Essendo ora disperata devo decidere se optare per le cause ormonali e provare a prendere la pillola (che in passato mi aveva aiutato in un periodo di livelli un po' sballati), oppure prenderla come un'insonnia da agitazione (perché poi non riesco a capire, starò forse scaricando quella accumulata?) e quindi probabilmente mi daranno degli ansiolitici.
Solo che io farei a meno di entrambi.
Nel frattempo che decido da quale specialista andare, continuo con gli esperimenti come quando Ricky non dormiva. Con lui ce l'ho fatta per ben due volte a trovare la causa. Chissà che non ci riesca anche per me!


A lavoro dopo il parto

E questa Hunziker che fa adirare tutte le mamme: blogger e non?
Certo che a quei livelli tutto è un po' distorto però anche nella vita reale c'è chi la vede proprio come lei.

Per esempio la mia amica, come prima cosa mi ha detto: "Vedi, dovrebbero prenderla d'esempio quelle donne che si annullano per la maternità! Siamo sempre donne! Abbiamo la nostra vita!". E' sempre un punto di vista. Diciamo che però io ho pensato altre cose:

  • beata lei che ha un lavoro

  • beata lei che ha un lavoro che non è pesante

  • certo che è facile con le tate

  • certo che anche con le tate io dopo 5 giorni, stavo ancora cercando di capire chi ero e dove fossi, mentre elemosinavo ore di sonno..

Poi penso che anche avessi avuto un bel lavoro i miei mesi di maternità, più l'aspettativa me li sarei presi tutti , come hanno fatto alcune mie amiche (compresa quella sopra citata). Penso sia ingiusto dover abbandonare ad estranei o nonni un neonato di tre mesi che ha appena capito cos'è il mondo per "farlo crescere a loro".
Ma ci sono donne che invece non vedono l'ora di mollare il pupo. Come un'amica di famiglia che prima lasciato il lavoro e dopo neanche due mesi si è fatta riassumere, lasciando il figlio a tate e vicine di casa. O come la vicina di casa dei miei suoceri che porta il figlio di tre mesi alla suocera tutti i giorni, che lo riporta lì anche la domenica ed è anche capace anche di dire con aria sollevata: "Meno male che ci sono i nonni!" (tra l'altro guarda caso quel bambino proprio non si attaccava al seno e quindi ha sempre preso latte artificiale.. in questi casi un dubbio viene).
Chissà se il figlio dirà mai "Meno male che c'è la mamma" .

Quello che invece ha detto mia cugina, cresciuta dalla nonna, ora che è mamma a sua volta è stato: "Ma come faceva mia mamma a lasciarmi sempre qui? Io non lo lascerei mai mio figlio potessi!".
Ora che Ricky ha tre mesi ammetto che svagarmi qualche ora al giorno, rimanendo sicura che è seguito a dovere lo farei anche. Peccato che qui da noi in italia il part time suoni strano e sia anche un po' retrò.

Un'altra questione è la storia della linea.
Questa ha dell'incredibile, che neanche lo sbarco sulla luna. Ma, e dico, ma dopo il parto non è severamente sconsigliato fare addominali perchè i suddetti muscoli sono separati peggio delle acque di Mosè? Com'è che loro riescono a farli tornare uniti in così poco tempo? Magari glieli rincollano con lo scotch, mentre per le over quaranta useranno il bostick.
Io non ho da lamentarmi, sarà la giovane età come dice qualcuno, ma ho perso tutti i kg in un mese. E nonostante una dieta squilibrata, ricca di grassi e zuccheri, non ho ancora presso nulla, anzi. Però sembra lo stesso mi sia passano un autocarro sopra! Ho le tette pendenti, la pancia a budino piena di smagliature e i capelli a spaventapasseri.

Al parco

Due mamme al parco:

Mamma A (mentre allatta): - Mi sono accorta di avere della cacca sulle mani, ero al consultorio per pesarlo, lui ha cagato il mondo prima della pesata, così mentre piangeva ho iniziato a cambiarlo, sono andata a prendere il ciuccio, e sembravo anche una mamma snaturata perchè mi sono allontanata dal fasciatoio, l'ho pulito e nel frattempo svestito perchè poi toccava a noi, lasciando tutto sul fasciatoio.. prima quando l'ho attaccato, mi sono accorta di avere la mano sporca di cacca. Tra l'altro penso di aver finito le salviette.
Bambino A si stacca dal seno dormiente.
Bambino B inizia a piangere, mamma B lo allatta:
- A proposito di salviette l'altro giorno le ho finite mentre ero in giro..come i pannolini, finiti tutti perchè lei continuava a farne una marea! Così non ho potuto cambiarla fino a casa.
- Anche a me è capitato..4 pannolini in un pomeriggio!
Mamma B: - Ma tu la vitamina gliela dai tutti i giorni?
- Eh.. ora si, che sono più tranquilla e organizzata, ma le prime settimane.. il boccettino che ci hanno dato alle dimissioni, quello che doveva durare tre giorni..mi è durato una settimana.
- Uguale, poi da quando ho scoperto che andava conservata in frigo è stata la fine, non glielo do' più!
Bambino B si stacca, rutta e vomita su mamma B.
- Ah fantastico, non ho neanche un golfino per coprire..
- Puoi tenere in braccio la bambina da quella parte..così copri la macchia.
Mamma B mentre si pulisce: - No comunque fantastico essere mamma..cacca nelle mani e vomito sulla camicia!
- Per carità, simpatici sono simpatici.. però..

Bambino B si addormenta su mamma B, bambino A inizia a piangere e mamma A si alza per cullarlo.
- Ecco abbiamo culla, sdraietta, lettino e lei dove si addormenta? Su di me.. potrebbero omologarmi!
- Io non so più che canzone cantare per farlo addormentare, mi annoio sempre con la stessa.. quindi cambio di continuo.. mi sento una radio ormai..
- Ieri sono arrivata a cantare bella ciao, figurati..
- Ahah, anche io, ma non mi ricordavo le parole e quindi ho lasciato perdere.

Passa una nonna con bambino, si discute prima di diritti della mamma lavoratrice (magari avere un lavoro dice mamma A, mentre mamma B vorrebbe l'asilo aziendale), poi si discute sulle età:

Mamma A: - Io non riesco mai a capire quanti mesi ha un neonato.. in genere gliene do' meno del dovuto. Mi fa paura pensare che a 8 mesi possa non essere cambiato quasi niente!
- Lascia perdere, l'altro giorno ho visto un'amica con il bimbo di un anno e mi è sembrato un incubo! Forse era anche peggio di adesso!

Mamma A stanca di cullare propone una passeggiata, le due si alzano, posizionano i pupi sui mezzi di trasporto e si allontanano.

La sua famiglia e altri animali

La festa del complimese

Ero terrorizzata da questa festa, un assembramento di nonni e bisnonni intorno al mio piccolo, dopo due notti insonni e stress a non finire. Lo stress aveva causato nuovi dubbi "Sono abbastanza mamma? Sono credibile come mamma? Ma gli voglio bene? Ecc.." che non avevano aiutato ad alzare il mio umore.

Arriviamo e il mio piccolo mi aiuta dormendomi addosso, così posso coccolarlo ancora un po'. Ai primi segni di sveglia lo porto in camera a cullare, memore dell'esperienza della settimana prima quando Sua madre al primo vagito me l'ha letteralmente strappato di mano portandolo dalla parte opposta della casa.
Ma lui alla fine si sveglia e reclama cibo. La poppata è con l'artificiale quindi Lui prepara il biberon e io vado in salotto così da stare tranquilla. Il piccolo mentre ciuccia piange perchè si ingolfa, Sua madre viene di continuo a controllare. Quando torno in cucina scopro che neanche la sedia mi hanno messo e mentre vado a prendermi la pizza sento qualcuno che dice "Non so perchè doveva nascondersi per dargli da mangiare..", faccio finta di niente. Appena arriva il pupo post-ruttino vuole subito prenderlo Suo padre, fa il grande uomo perchè sta bravo con lui ...io penso che son capaci tutti a far star bravo un bambino cullandolo e tenendolo in braccio.
Il bambino da lì fa il giro delle braccia di tutti. Sta bravo.
Le bisnonne se lo contendono e successivamente fanno a gara a chi ha avuto più figli (vince la mia 4 a 2).

Uno sguardo dall'esterno

Finalmente (non ricordo neanche più per quale grazia divina) torna tra le mie braccia. Il pupo inizia a guardarmi. E mio padre (tipo di poche parole serie e tante spiritose) mi guarda e dice: "Guarda com'è tranquillo ora, prima anche se stava bravo guardava in giro e si muoveva tutto!".
Non ci avevo fatto caso da sola, ma quando me l'ha fatto notare era innegabile. Il pupo tra le mie braccia si era rilassato. Da lì la serata è stata in discesa, grazie a questa nuova consapevolezza. Poi c'è stato il cambio del pannolino davanti ai genitori di Lui che cercavano di scovare ogni mio errore: "Hai la crema per i culetto?" si, "Ma non gli tagli le unghie?" no, le limo, ci hanno detto di fare così, "Ma poi si graffia!" ho detto che le limo, ma poi, lo vedi graffiato? "Uh guarda guarda che si tiene alle mani e si tira su!" stavo per spiegare che quello è uno dei primi test che fanno (argomento interessante, anche perchè ha preso dei bei voti) ma tanto non mi ascoltavano neanche. E' arrivata la torta, altro giro tra i parenti per le foto, dopo quella di gruppo il cucciolo inizia a sbadigliare, così mi metto al buio a cullarlo, ma nessuno sembra far caso a far silenzio o a lasciarmi al buio. Anzi sembro la cattiva che vuole farlo addormentare.

Il pupo però mi da di nuovo una mano, era talmente stanco che in tre secondi è crollato, io ho passeggiato ancora un po' e poi mi sono messa fuori con lui in braccio. Tutti sono rimasti un po' delusi che dormisse di nuovo, ma io ero orgogliosa di averlo avuto con me per molto più tempo rispetto al solito, ero orgogliosa di essere riuscita a seguire i suoi bisogni anche se gli altri non volevano.

Fatti, miti e leggende sulle gravide

La mia esperienza è un po' diversa rispetto a quella di Alciland, ma direi spesso altrettanto non piacevole...a volte assurda e contraddittoria, a volte divertente.

E' credenza popolare che la donna incinta sia intrattabile, piagnogna¹, lenta² e poco incline al movimento³, alcuni poi nell'incertezza si limitano a raccomandare: "Non piegarti!" (ma se mi cade qualcosa come la raccolgo?) che fa fine e non impegna.

1 Alla mia affermazione: "Eh adesso comincia ad essere dura", mi è stato risposto "Per gli ormoni eh?"
Ma tu pensi che con 10kg di tette e pancia io penso che la vita sia dura perchè ogni tanto piango? Come ho poi risposto: "Veramente lo facevo anche prima di rimanere incinta!".

2 "Ma sei già arrivata? (detto in cima ad una rampa di scale) Pensavo fossi ancora a metà!"
...e come le salgo le 4 rampe di casa mia secondo te? In due giorni?

3 "Possiamo organizzare a casa da noi, così può riposarsi sul divano." che sarebbe anche un pensiero carino, se non volesse alludere al mio stato di vacca gravida con l'unico scopo di vegetare su materassi e divani.

Mia suocera, quando la stavo aiutando a spostare il tavolo di plastica del terrazzo, dice: "Ma no! che ti stanchi!", prima vera accortezza da otto mesi, ma ammetto di averle risposto: "Ma secondo te chi li fa i lavori di casa? Chi tira su il cesto del bucato?", ha sorriso.. evidentemente ha capito di cosa stavo parlando.

A proposito di bucato, Lui mi chiede quando passeggiamo in giro: "Ti tengo il sacchetto?", che magari contiene due fogli e un paio di calze, e poi non si rende conto che sollevo 8kg di biancheria bagnata per stenderla in balcone quando lui non c'è e, a volte, pure quando c'è e glielo passo non si accorge del peso.

Riguardo la frase "Ormai manca poco" è un must dalla fine dell'ottavo mese in poi. Me lo dice mia madre, sua nonna, Lui stesso e infondo inizio a dirlo anche io. Salvo poi avere momenti di down in cui sono sommersa dalla paura di lacerarmi, morire, che muoia mio figlio o tutti e due, alè, ma questa è un'altra storia...

Una cosa divertente che succede è la stima del mese in base alla grandezza della pancia. Io ho ricevuto commenti che vanno dal "Sei minuscola!" al "Ma che pancione!!". Un'amico che non vedevamo da tempo si è lanciato in una stima della protuberanza: "Cosa sei al settimo, ottavo mese?"
Io con orgoglio "Nono!".
"Ah caspita, beh si tu sei piccolina in effetti."
A questo punto si intromette Lui "E si, un mesetto e poi esce!"
"Ah ma allora non sei al nono mese, l'hai iniziato!"
IO SONO AL NONO MESE OK??? Sono stata abbastanza male per potermi permettere di dire che sono nel nono mese! E tu non sei nessuno per poter dire il contrario!!

Scherzi a parte è vero, alla fine di tutto ti ricorderai con più affetto chi dopo anni che ti sentiva solo per sms sporadici, ha capito l'entità dell'evento ed è venuto tre volte in sei mesi per vedere come stavi.
Chi quando è venuta a trovarti ha portato una tutina per il bambino e una crostatina per la mamma.
Chi si ti ha portato un kit di cose base per neonato e ti ha ascoltata quando parlavi di vomito e nausea (anche se lei ha avuto una gravidanza perfetta).
Chi, forse ben lontana dal diventare mamma, ha iniziato però a interessarsi e informarsi e ha deciso che il suo contributo non sarà una tutina, ma le coppette per il seno.

Gesti così delicati e dolci che forse neanche io ci sarei arrivata (anche se non ho praticamente frequentato mamme in attesa).

Per concludere che dire, che fra qualche settimana è il mio compleanno.. chi non se lo ricordava normalmente ora proprio non ci pensa*. Mi sembra quasi stupido voler festeggiare questo 25esimo compleanno. Ma poi cavoli, io ci sono sempre, se non ci fossi io non ci sarebbe lui, e non voglio una festa mega, e non voglio una festa per avere l'ennesima tutina ma per ricordarmi che ci sono anche io. Voglio una festa perchè me la merito, e perchè sono contenta di essere qui ed anche per questo che ho decido di creare un'altra vita.

* Un amico: "E si ora ci sono un sacco di compleanni! Clotilde a fine maggio, Gino i primi di giugno, Dina a metà giugno. Poi nasce il piccolo no? E ad agosto ci sei tu!" riferito al mio compagno. Si, peccato che io sia nata due giorni dopo Dina e da 5 anni che sto con Lui nessuno se lo ricorda...

L'invidia è donna

Nella mia sfera amicale (oddio esiste la parola amicale!), io sono da una parte la prima che diventa mamma, dall'altra invece ho già chi ha aperto la strada per me.

Nella prima sfera possiamo raccogliere gioia, stupore e invidia, oltre che odio profondo. In alcuni casi frustrazione. A volte anche più sentimenti contrastanti insieme. Per alcune sono e sarò un punto di riferimento (mille domante su esami e sensazioni), per altre l'argomento è quasi tabù. Si dilettano più che altro con battutine tipo "Eh per un po' dì addio alla tua vita.", "Come va la pancia? Cresce?" (e tra se e sè: pure il tuo culone non sarà da meno!). Infine ci sono  le desaparecidos, cioè quelle che non si sono più fatte sentire da quando hanno saputo la notizia.

Nella seconda sfera troviamo mamme chioccia che ti guardano con la tenerezza di chi pensa: "Poveraccia è questo è solo l'inizio!". E ti dicono in coro " Goditi questi mesi, con tutti che ti coccolano, che poi non succede più!" ecco grazie, a me già questi mesi sembravano una tortura, me li dovrei pure godere!
Alcune si fermano a chiedere ed ascoltare (sono quelle che preferisco), al massimo gli scappa un: "No io quell'esame schifoso non l'ho dovuto fare! Io a sei mesi avevo già preso 8kg, però sono tornata nel mio peso un mese dopo il parto, due mesi dopo ho peso tre chili allattando." (bastarda).

Altre invece ti trattano con quell'affetto quasi paternale del tipo: "Io sarò sempre mamma da 5 giorni più di te, quindi per me tu sarai sempre e comunque una pivella!". Appena tu ti dici qualcosa sui calcetti loro ti dicono: "Ah ma questo è niente poi sono peggio!"; appena dici che sei stanca dicono: "Ma sei già stanca?? Aspetta il settimo mese!".

Ma quelle che odio di più sono l'evoluzione di queste ultime, ovvero le mamme che oltre a considerarti pivelle, non considerano quello che ti è successo, ma solo la splendida gravidanza che è capitata loro (giusto due nausee che fa fine e non impegna, erano allupate e facevano sesso come coniglie in calore, mangiavano quello che volevano, uscivano tutti i giorni e mostravano la panza in giro).

Così al tuo: "Io non ce la faccio più.": frutto di tre mesi di vomito a tutte le ore e nausee che rasentavano il ridicolo ("Ma non c'è nessun odore tesoro!", "Io lo sento lo stesso! Chiudiamoci in camera finchè non passa!"); reduce da due influenze che ti hanno ridotto uno straccio, nei mesi che sarebbero dovuti essere i più belli; reduce da mesi senza sesso, ma con sogni erotici che fanno impallidire Rocco Siffreddi (e che il tuo lui si scopre piacevolmente interessato a conoscere fin nei minimi dettagli, girando così il dito nella piaga).
Loro rispondono sempre candide che è solo l'inizio, e tu non puoi ribattere, perchè tu sei solo al sesto mese e loro sono già madri da tempo.
Quindi vincono loro, stop.
Non c'è partita.