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Riassunto delle puntate precedenti

Prima di tutto un piccolo disclaimer: scusate scusate scusate ma tra panza, piccolo teppista, caldo e pc scassati è diventato molto difficile scrivere, in più le idee vengono sempre quando sono lontana da pc o carta!

Essere incinta del secondo figlio comporta un sacco di interrogativi e paure, alcune già le conoscevo bene dalla precedente gravidanza (sarà sano?), altre sono evolute in tempi verbali differenti (sarò una brava mamma?/sono una brava mamma?) e altre sono tutte nuove (come reagirà Ricky?).
Ad alcune di queste domande sto cercando di trovare risposta in vari libri, spesso le risposte mi rasserenano a volte però non bastano. Perchè solo quando sarà nato Andrea potrò davvero sapere come funzioa la cosa e imparare a gestirla.
Poi noi mamme siamo anche specialiste in paranoie sovrannaturali, ovvero quelle paranoie inutili: Ricky è un asociale?, è manesco?, è troppo agitato?. La mia ultima paranoia è sul fatto del giocare da soli, non mi lamento che non gioca da solo, ma che da quando ha scoperto le macchinine.. lo fa anche troppo! Sarà una fase? Sarà perchè visti i mesi di nausea e stanchezza ho giocato poco con lui? Dovrei coinvolgerlo di più? O solo godermi la cosa??

Cambiare

Essere incita del secodo figlio mi ha anche cambiata un po', non so se il cambiamento sia definitivo, o se creerà problemi educativi, ma si è rivelato inevitabile. Sono diventata meno rigida sulle regole: ok vai pure a nanna più tardi infondo fa buio dopo, senti mangiamo sul divano mentre guardiamo un cartone?, non ti va la verdura? ok mangiamo le crocchette* ecc.
Non ho capito se la cosa dipenda dal fatto che mi sento in colpa perchè so che non potrò più avere tanto tempo per Ricky e di fatto non ne ho già molto adesso, se è perchè non ho voglia più di arrabbiarmi e impuntarmi (infodo la vita è più facile così) o se è solo perchè sono tanto stanca...o forse tutte e tre. Spero solo che questi nuovi atteggiamenti non siano troppo dannosi per Ricky, ma sopratutto che non influiscano con l'educazione di Andrea se rimarranno tali. Perchè in assoluto non sta andando male, ma è anche vero che prima sono sempre stata rigida.

Un'altra cosa che sta cambiando è come lo lascio dai nonni quando devo fare qualche commissione o se dobbiamo uscire con Lui... lo vivo di nuovo come un abbandono, mi spiace incredibilmente e ho paura che succedano le peggio cose a me o a lui. E come ogni altra cosa (ma ho scoperto che è normale) ho paura debba stare troppi giorni in ospedale per qualche complicazione. Ma non per la complicazione in se, quanto per il fatto che staremo lontani.

Dimenticare

Dicono che con il parto si dimenticano i dolori del travaglio e del parto stesso, è vero. Io però ho dimenticato anche i sei mesi successivi. Me n'ero già accorta quando la mia amica mi chiedeva "Ma tu come hai fatto.." nel periodo 0-6 mesi di sua figlia, e io non riuscivo a reperire informazioni. Ma ora sta iniziando ad arrivare proprio un po' la paura di non ricordare più come si fa, come si gestisce un bambino così piccolo. Di non essere più così brava a seguire e stimolare i piccoli cambiamenti perchè sono abituata ad un bambino che a due anni fa discorsi da 4 e corre le maratone.

Lavorare

A tutto questo carico di pensieri si aggiunge che Lui sta lavorando moltissimo ultimamente anche il w.e., che se la sera sono distrutta e ora lo è anche lui, che sono più sola e che causa stanchezza di base non mi va di fare molte cose (anche se pensando alla gravidanza di Ricky sto facendo dieci volte tanto). Il fatto che lavori di più Lui vuol dire che anche io lavoro di più con Ricky. Non pensavo sarei diventata una di quelle.
Mia zia mi raccontava di come dava da mangiare a tutte e due le bimbe a cena da sola, e solo dopo arrivava il marito. Di come faceva un sacco di cose sola perchè il marito lavorava, l'ho letto anche in alcuni libri. E io non pensavo ci sarei passata.
E invece eccomi qui, certo andrà a periodi, ma se continua con questo lavoro, un giorno lo racconterò anche io.


Mancano tre mesi, non ce la faccio più per vari motivi, non vedo l'ora di partorire e spero non vada oltre il termine come Ricky, fra poco avremo un po' di vacanza poi il mese più duro di agosto per il caldo e poi al nono mese piuttosto mi imbottisco di olio di ricino, ma non voglio tardare con il parto!!!

Mama Mae' prega perche' il mondo va piu' veloce di me

ovvero come scrivere in modo più poetico il post precedente

Io ero Doroty, nella sua tranquilla campagna fatta di spaventapasseri e crostate, la vita scorreva lenta, sempre uguale e talvolta noiosa. Il vento forte e la sua tromba d'aria mi hanno poi risucchiato, facendomi vorticare a velocità che non credevo possibili, eppure in quel vortice c'ero già stata. Ma ora tutto appare più sporco, più polveroso e ambiguo. Stanca confusa e frustrata cado a terra sbattendo la schiena tutte le sere.
Quando rientro nel cono d'aria la mattina successiva dimentico tutto, la famiglia, gli amici, gli impegni.
Quando a metà del mio giro mi ricordo di qualche impegno in genere è troppo tardi.
Quando la sera con la schiena dolorante penso a come far quadrare i conti, inizia a farmi male anche la testa...
Quando è successo? che il mondo andasse così veloce (o facesse finta di, o si vantasse di), quando è successo che tutto si fosse complicato a tal punto che niente di ciò che vedi o senti è reale.
Pensavo accadesse solo nei film.

Disfatta mi accascio a brandelli sul tappeto della camera del mio bimbo, lui e suo padre mi sorridono, abbracciati. Quel vorticare mi aveva fatto dimenticare di loro, il mio rifugio sotterraneo, le mie fondamenta.
Disfatta, in polverata, con pezzi di vita altrui addosso cerco di ritrovarmi, ma staccare quei pezzi sembra impossibile. Sorrido ma dietro c'è tutto un meccanismo che sta andando avanti.
Mi sento una cattiva madre, cattiva compagna perhè non riesco a staccarmi il marcio da dosso, non riesco a tornare coi piedi per terra. La testa gira ancora.
E poi Ricky ti prende per mano, ti porta dietro la tenda del salotto insieme alla palla. Decido di lanciare la palla in alto, la guardi e ridi insieme a lui, ti godi il momento seduta con la schiena al vetro, un bambino vicino che va avanti e indietro per riprendere la palla una canzone maliconica sullo sfondo.

I have fallen, I have stood up
I've had the patience of a tree
You have trembled, you have stayed still
You have tumbled like a weed
All the mountains, all the deserts
Go for miles and miles around
We have driven for years now, baby
Just to get back to a place we had already found

Vonda Shepard - The Wildest Times Of The World


E per un attimo hai trovato la pace. E il vento ha smesso di soffiare.

Fermate il mondo, voglio scendere!

Quando si è complicato così tanto il mondo?
Ultimamente sono così stanca e triste, sembra essere tutto difficile. Anche uscire a svagarsi è diventato difficile visto che ci si è fermata la macchina per ben tre volte e il meccanico non ha ancora capito il perchè.
E poi le scadenze dei pagamenti, e quanti pagamenti ci sono??
E le cose da prenotare? Il pediatra, il caf, la commercialista...
E poi dovremmo ancora comprare qualcosa per la casa e i piccoli lavoretti da fare.
E le cose che si rompono.
E le persone che creano problemi che non ci sono.
Tutto questo finisce per oscurare le cose davvero importanti, quelle che rimangono alla fine di tutto.
Lui e Ricky, che sono lì e mi sorridono e io ho solo i nervi a pezzi e sono triste.

Vi voglio bene, e speriamo passi presto questo periodo...

Devi stare molto calmo

...devi stare molto calmo..

Recita una canzone.
Me lo ripeto ogni tanto perchè il continuo cambiamento di abitudini mi provoca dei periodi di stordimento.

Inizialmente non dormiva la notte,urlava nel sonno o si svegliava spesso, di giorno dormiva poco a orari sempre diversi. Mi sono appoggiata al libro della Hogg, e ho impostato degli orari di giorno, dei rituali di sera, e la cosa era migliorata parecchio.
Poi ha iniziato a si svegliava di continuo di notte e si lamentava per ore con gli occhi chiusi, io andavo a dormire con l'ansia che tutto si sarebbe ripetuto, in pratica dormivo 3 ore a notte quando andava bene. Abbiamo provato con uno sciroppo alle erbe che ha funzionato inizialmente ma poi è peggiorato di nuovo. Abbiamo provato a spostare il letto in varie posizioni, cuscino si, cuscino no. Abbiamo provato a tenerlo sveglio di più, fargli salatare pisolini. Ho contestualmente anche smesso di allattarlo, pensando che non gli bastasse il latte. Coi primi biberon era migliorato un po' e poi di nuovo nanna superdisturbata. Finchè disperata una sera che mordeva tutto ed era nervosissimo, gli ho dato della tachipirina.
Incredibilmente da quella sera dorme tutta la notte, a parte qualche veloce risveglio. Io però sto usando la melatonina, perchè anche se lui dorme io non riusco a prendere sonno, sempre per la stessa paura.
Comunque non voglio sapere cosa è successo, basta che continui.

L'ultima novità è che ora non s'addormenta di giorno, obbligandomi a ripetuti tentativi per metterlo a letto quando sembra esausto, che non funzionano ma mi stancano da morire perchè inizia a pesare e perchè tenere un bambino in braccio cantanto e cullando per ore strema. Per cui ora proverò con un'altra tecnica, non lo metto a letto di giorno finchè: caso 1 crolla da solo in un angolo della casa, caso 2 mi implora e tenta di addormentarsi appena lo prendo in braccio.
Non voglio più addormentare nessuno di giorno!
Sta mattina ho provato 10 volte, era quasi mezzogiorno e alla fine gli ho dato la pappa. Praticamente dormiva seduto nel seggiolone, allora lo pulisco, sistemo e provo a metterlo a letto.
Vi dico solo che dopo tre ore, un lavaggio piatti,gattonamenti in tutto salotto e cucina,  l'inizio di Toy story, una serie di pianti per bottarelle che prendeva e qualche sclero da parte mia, l'ho cambiato, gli ho dato il ciuccio e l'ho preso in braccio dove stava per addormentarsi in posizione verticale. L'ho appoggiato nel lettino ed è letteralmente crollato.

Sarà la mia nuova tecnica, il mio nuovo stile di vita.

Il sanatorio

Già non si dormiva per i terrori notturni, non si dormiva perchè ci si svegliava spesso, non si dormiva perchè tre poppate sono poche facciamone quattro o cinque. Ora c'è pure il raffreddore, che poi si è trasformato in tosse e poi chissà..

La notte tipo è: pianti isterici per pulire il naso, poppata (breve perchè la malattia porta anche inappetenza), cambio pannolino, ciuccio e lettino. Dal salotto si sente qualche colpo di tosse, a mezzanotte prima sveglia, poi un'altra all'una e una alle due. A quel punto in genere lo allatto, ma visto che volevo togliere una poppata, visto che mangia poco ecc ecc, ho provato a dargli il biberon. Esperimento fallito, ci siamo lavati tutti e due e alla fine nel biberon ce n'erano solo 50ml scarsi in meno.. tra le altre cose non sa più bere al biberon.
Poi si sta ancora un po' svegli lamentandosi per la tosse e il non respirare e finalmente crolla e crollo io. Fino alle 5 quando lo allatto di nuovo, ma lui si riaddormenta quasi subito (allora non aveva fame?), spero di riaddormentarmi per un'altro paio d'ore così da arrivare a quota cinque tipo. E invece lui si lamenta, piange e si contorce per un'altra ora.
Poi dorme ancora un pochino, ma Lui si alza per andare a lavoro, mi chiede se voglio fare colazione o voglio dormire ancora. Faccio per optare per la seconda e il piccolo si sveglia di nuovo. Mi viene da piangere, anzi piango davvero.
E' già mattina, Ricky si è svegliato ufficialmente, mangia poco di nuovo (e vedendomi triste piange pure lui.. così mi perdo pure i sorrisi del risveglio) e io ho dormito tre ore se va bene.
Questo giro dura da circa tre, quattro giorni. Ma ormai confondo i ricordi.

La tosse tra l'altro è venuta pure a me, così quando non tossisce lui, lo faccio io, quando non è sveglio per la sua tosse, lo sveglio io.
OK E' SOLO UN RAFFREDDORE, CALMATI POTREBBE ANDARE PEGGIO!! Potrebbe andare peggio??????

Ch-ch-ch-ch-Changes

Sarà l'ansia da "finalmente ci danno le chiavi, avere questa casa è stato più difficile che concepire, generare e partorire nostro figlio", sarà che facciamo il battesimo questo w.e. (due giorni dopo che ci danno le chiavi, arrivano parenti pure dalla punta dello stivale solo per il pupo), sarà che "mamma si era abituata così bene alle due ore di sonno dopo ogni pasto che quasi quasi cambio stile", sarà quel che sarà, ma Ricky ha deciso che doveva cambiare orari e gestione delle risorse.

Mi sono trovata catapultata dritta dritta al primo mese quando Ricky faceva la cozza e non potevo allontanarmi un'attimo. Il cambiamento è stato graduale ma nel giro di una settimana mi sento di nuovo uno straccio e la casa è di nuovo un delirio.
Lui piange appena lo metti giù, tanti saluti sdraietta e indipendenza acquisita, si addormenta con molta difficoltà piagnuccolando e tanti saluti alle canzoncine che cantavo come ninnananna, si lamenta di continuo, dorme poco, sta solo in braccio, insomma rischio di impazzire.

Il primo giorno di delirio sono uscita per disperazione una seconda volta, coprendolo bene, vai sotto in macchina, prendi il passeggino, vai fino in biblioteca e torna. Risultato? Io stanca morta più di prima, lui ha dormito neanche mezz'ora, rimanendo poi catatonico il resto del tempo. La sera, proprio come mesi fa, ho rifilato il pupo al papà appena arrivato.

In mezzo a trasloco, lavori e casino normale i nonni paterni ci hanno voluto assolutamente mettere il battesimo. Risultato? A tutto lo scombussolamento orari di Ricky ora non dorme piú neanche la notte, svegliandosi (proprio come a 2 mesi) alle 3; l'altra sera ero talmente addormentata che per andare in cucina a bere dopo averlo allattato stavo volando per terra.

Attendo con ansia nuovi cambiamenti d'orario, sta volta speriamo siano in meglio!

Metodi di tortura moderni: deprivazione del sonno

E' terribile, dopo due giorni a casa, ti ritrovi a vagare tipo zombie,  i pochi spazi liberi li usi per mangiare e andare in bagno.
Sei troppo stressata per dormire nei 15 minuti che dorme lui da solo.

Si sveglia di nuovo, lo cambi, forse ha fame, lo allatti. Ha ancora fame? Diamo l'aggiunta. Ha ancora fame? No non è possibile.
Lo cullo. No si mangia le manine. Però guarda ecco sbadiglia.

Ok, ora dorme, su di me. E io ora come faccio a dormire?

E poi piange di nuovo, tu cerchi di cullarlo per farlo dormire e i tuoi seni sprizzano latte di gioia, così ora devi tamponare le perdite, cercare le coppette, lasci in giro quella vecchia, trovi una lavetta ti pulisci, raccogli un pezzo di carta da terra

Sono stanca, i seni prosciugati che piangono lacrime di latte. I vestiti tutti chiazzati, il letto chiazzato, il pavimento chiazzato..ma della sua pipì.
Ho mal di schiena, la testa in panne, trovo stancante qualunque decisione, anche cosa fare ora che dorme.
E intanto la gente si offende se non la faccio venire a casa. E medito se trasferirmi dai miei non possa esser letta come una sconfitta.

I parenti lo rapiscono appena lo vedono e si arrabbiano se non possono essere sempre qui. Io ci ho pure provato, a fare venire qualcuno a darmi una mano. Ma sono state le due ore più lunghe della mia vita. Mi sentivo sotto giudizio, se lo faccio piangere penserà che non sono una brava madre! Allattare con il pubblico poi non mi piace, con tutte le varie difficoltà che ho non mi sembrava una grande idea, e neanche dargli il biberon, visto che magari poi possono venire strane idee a chi è venuto ad aiutarmi.

Perchè non capiscono, o non si ricordano com'è? Che c'è bisogno di tempo, anche per sbagliare e sopratutto di intimità per creare la nuova famiglia?

Perchè sembra che nessuno si ricordi com'è? Forse è autoconservazione, tipo il dolore del parto che si dimentica (confermo, io già non ricordo più nulla) perchè se no nessuno farebbe più figli..e questo è lo stesso!

E non sento attaccamento, non lo amo alla follia, tutt'al più mi sembra carino. Di contro lui non sembra riconoscere così tanto la mamma, il mio odore o la mia voce, tanto da essere calmato solo dalla mia presenza, e io così mi sento inadeguata e frustrata. Così piango mentre lui piange perchè non so più come calmarlo mentre sono letteralmente esausta. E se arriva Lui e lo calma, sono quasi gelosa.

Consumare preferibilmente entro il: (ovvero piagnistei da scadenza)

IERI -2

Mia suocera voleva sentirmi al telefono. Ha iniziato a fare valutazioni via cavo sull'altezza della mia pancia: la sentivo più bassa? premeva di più? la vedevo diversa?, non sono stata a spiegarle - ma avrei dovuto farlo - che non c'entra niente, il piccolo può scendere all'ultimo. Poi ha chiesto se mia madre il giorno prima mi aveva vista diversa, se aveva detto qualcosa riguardo la pancia, ho risposto: "Mia madre ha solo detto che partorirebbe al posto mio, potesse". Non fa, per fortuna, valutazioni di questo tipo.
Poi abbiamo cambiato argomento e siamo passati alle contrazioni: ne avevo avute altre? quanto erano durate? la pancia era dura? erano state dolorose?
E già qui stavo avendo una crisi di nervi..
Ma non è tutto, perchè l'argomento successivo è stato: "Appena succede qualcosa chiama che vengo a casa!"
"..e a fare che?"
"Giusto, vengo in ospedale!"
"E a fare che?", no non le ho risposto così sta volta.. ma ho messo questo significato in una risposta più velata, le ho ricordato i patti: appena siamo sicuri che si sta muovendo qualcosa avvisiamo, ma voi non venite, poi quando sta per nascere (tipo la testa si vede) Lui vi avvisa e potete iniziare a venire.
Lei era disperata da questa notizia che le giungeva nuova.. "Ma tua madre non vuole vedere e sentire???" risponde quasi in preda al panico.
"No, mia madr... Scusa ma vedere e sentire cosa? Che non vi fanno comunque andare oltre la sala d'attesa, io sarò da un'altra parte e Lui non potrà neanche uscire! E poi te l'ho detto in ospedale ci hanno chiesto di evitare di far venire parenti durante il travaglio!"
"Ma neanche i nonni??"
E questo è un riassunto delle tre volte che abbiamo rifatto lo stesso discorso, al quarto giro per fortuna Lui mi ha fatto cenno di passargliela così da chiudere questo circolo vizioso.
Io sono andata nell'altra camera, mi sono messa al pc, e sono scoppiata a piangere.
Un pianto disperato, rumoroso e lacrimoso.
Lui non capiva neanche come mai era scoppiato così esagerato.

Io si, tutte le paure, tutte le angosce del parto mie, moltiplicate per l'insistenza di sua madre che trepidava assaporando il grande giorno. Ma io non so neanche bene il perchè sto facendo tutto questo, la paura del parto, del dolore, del fatto che possa accadere qualcosa di storto. Perchè tutto questo? In più non è solo lei che chiama di continuo (tra l'altro aveva già chiamato il mattino..) ma ci sono anche i miei che chiamano chiedendo un generico "Tutto bene?" che cela altrettanta trepidazione, ma un po' più garbata. Ci sono gli amici, gli altri parenti. C'è il padre che continua a chiedere quando nasce.
Ci sono io, sono io che devo farlo nascere e che ho paura, e sono stanca e sono tutta rotta e nervosa.
Per cui ho pianto fino a farmi venire voglia di rimettere.
Poi per fortuna sono riscita a tranquillizzarmi.

Per poi ricominciare a piangere verso mezzanotte, nel caldo afoso, senza che Lui capisse davvero il perchè. Senza che io riuscissi a fargli comprendere tutte le sfumature delle mie paure.

OGGI -1

Ultima sveglia alle sette, non ce l'ho più fatta mi sono alza, ho iniziato a sgranocchiare biscotti. Poi annoiata ho ritirato la roba stesa e preparato un'altra lavatrice. Ho sistemato un po' la cucina, coccolato il gatto.
Otto e mezza, finalmente lui si sveglia: "Cosa c'è, tutto bene?"
Evidentemente no.
La pancia è dura ma niente di particolare, sono sempre più nervosa, la schiena è bloccata e la testa è pesante.
Sono ripartita a piangere.
"Dai usciamo un po' così ti svaghi!"
"Non me la sento... mi vai a prendere una brioches?"
"Vieni anche tu, dai!"
"No non me la sento, vabbè mi mangio un frutto..."
"Ma adesso la voglio io la brioches, dai vado a prenderla!"
"No non mi va più"

Poi lui ha fatto colazione, io ho mangiato una percoca.

"Facciamo qualcosa dai!"
"Vorrei, ma cosa? vorrei andare al fresco, vorrei fare una gita, ma ogni luogo che mi viene in mente è lontano!"
"...si anche a me vengono in mente solo posti lontani..."
"...o difficili da raggiungere a piedi con la pancia."
"Andiamo ad un museo!"
"Quale?"
"Quello della montagna, ci dovevamo andare, poi è in collina è fa più fresco!"
"Ok, se non costa troppo però.."
"10 euro a testa... ok niente museo."

Grandi giornate si prospettano davanti a noi se non nasci presto Riccardo!
Inoltre c'è il rischio che mi esci fuori depresso e dipendente dagli zuccheri se continui a stare lì dentro! Visto che tua mamma piange sempre e mangia un sacco di cose dolci..ultimamente.

Fatti, miti e leggende sulle gravide

La mia esperienza è un po' diversa rispetto a quella di Alciland, ma direi spesso altrettanto non piacevole...a volte assurda e contraddittoria, a volte divertente.

E' credenza popolare che la donna incinta sia intrattabile, piagnogna¹, lenta² e poco incline al movimento³, alcuni poi nell'incertezza si limitano a raccomandare: "Non piegarti!" (ma se mi cade qualcosa come la raccolgo?) che fa fine e non impegna.

1 Alla mia affermazione: "Eh adesso comincia ad essere dura", mi è stato risposto "Per gli ormoni eh?"
Ma tu pensi che con 10kg di tette e pancia io penso che la vita sia dura perchè ogni tanto piango? Come ho poi risposto: "Veramente lo facevo anche prima di rimanere incinta!".

2 "Ma sei già arrivata? (detto in cima ad una rampa di scale) Pensavo fossi ancora a metà!"
...e come le salgo le 4 rampe di casa mia secondo te? In due giorni?

3 "Possiamo organizzare a casa da noi, così può riposarsi sul divano." che sarebbe anche un pensiero carino, se non volesse alludere al mio stato di vacca gravida con l'unico scopo di vegetare su materassi e divani.

Mia suocera, quando la stavo aiutando a spostare il tavolo di plastica del terrazzo, dice: "Ma no! che ti stanchi!", prima vera accortezza da otto mesi, ma ammetto di averle risposto: "Ma secondo te chi li fa i lavori di casa? Chi tira su il cesto del bucato?", ha sorriso.. evidentemente ha capito di cosa stavo parlando.

A proposito di bucato, Lui mi chiede quando passeggiamo in giro: "Ti tengo il sacchetto?", che magari contiene due fogli e un paio di calze, e poi non si rende conto che sollevo 8kg di biancheria bagnata per stenderla in balcone quando lui non c'è e, a volte, pure quando c'è e glielo passo non si accorge del peso.

Riguardo la frase "Ormai manca poco" è un must dalla fine dell'ottavo mese in poi. Me lo dice mia madre, sua nonna, Lui stesso e infondo inizio a dirlo anche io. Salvo poi avere momenti di down in cui sono sommersa dalla paura di lacerarmi, morire, che muoia mio figlio o tutti e due, alè, ma questa è un'altra storia...

Una cosa divertente che succede è la stima del mese in base alla grandezza della pancia. Io ho ricevuto commenti che vanno dal "Sei minuscola!" al "Ma che pancione!!". Un'amico che non vedevamo da tempo si è lanciato in una stima della protuberanza: "Cosa sei al settimo, ottavo mese?"
Io con orgoglio "Nono!".
"Ah caspita, beh si tu sei piccolina in effetti."
A questo punto si intromette Lui "E si, un mesetto e poi esce!"
"Ah ma allora non sei al nono mese, l'hai iniziato!"
IO SONO AL NONO MESE OK??? Sono stata abbastanza male per potermi permettere di dire che sono nel nono mese! E tu non sei nessuno per poter dire il contrario!!

Scherzi a parte è vero, alla fine di tutto ti ricorderai con più affetto chi dopo anni che ti sentiva solo per sms sporadici, ha capito l'entità dell'evento ed è venuto tre volte in sei mesi per vedere come stavi.
Chi quando è venuta a trovarti ha portato una tutina per il bambino e una crostatina per la mamma.
Chi si ti ha portato un kit di cose base per neonato e ti ha ascoltata quando parlavi di vomito e nausea (anche se lei ha avuto una gravidanza perfetta).
Chi, forse ben lontana dal diventare mamma, ha iniziato però a interessarsi e informarsi e ha deciso che il suo contributo non sarà una tutina, ma le coppette per il seno.

Gesti così delicati e dolci che forse neanche io ci sarei arrivata (anche se non ho praticamente frequentato mamme in attesa).

Per concludere che dire, che fra qualche settimana è il mio compleanno.. chi non se lo ricordava normalmente ora proprio non ci pensa*. Mi sembra quasi stupido voler festeggiare questo 25esimo compleanno. Ma poi cavoli, io ci sono sempre, se non ci fossi io non ci sarebbe lui, e non voglio una festa mega, e non voglio una festa per avere l'ennesima tutina ma per ricordarmi che ci sono anche io. Voglio una festa perchè me la merito, e perchè sono contenta di essere qui ed anche per questo che ho decido di creare un'altra vita.

* Un amico: "E si ora ci sono un sacco di compleanni! Clotilde a fine maggio, Gino i primi di giugno, Dina a metà giugno. Poi nasce il piccolo no? E ad agosto ci sei tu!" riferito al mio compagno. Si, peccato che io sia nata due giorni dopo Dina e da 5 anni che sto con Lui nessuno se lo ricorda...

Panico dell'ultimo minuto

Avete presente il panico che pare sia tipico del giorno delle nozze? Prima tutto bello, poi quando indossi il vestito, ti sistemi, parte il panico e i ripensamenti: "Ma starò facendo la cosa giusta? Mi sarò rovinando la vita? Ma stavamo tanto bene anche prima!". Questo sopratutto in quei matrimoni classici, dove la coppia non ha mai convissuto e si conosce poco.

Ecco alla fine dell'ottavo mese, nei momenti in cui sono più stanca o sola, ecco affiora quel panico da ultimo minuto. E allora, nella notte, quando Lui dorme beato, e neanche il gatto mi segue per farmi compagnia mentre vado in bagno, penso:

Ma sarò in grado di fare da madre? Non mi sento più figlia da un po', ma questo basta?
Ma non sono troppo piccola? C'è questo strano conflitto dentro di me, per cui mi sento forte e indipendente ma allo stesso tempo mi sento ancora piccola e la società non fa che confermare che "...18anni sono pochi, per promettersi il futuro.." (io Lui l'ho conosciuto quando avevo 19 anni e siamo insieme da allora...).
Avrò pazienza con il piccolo? Che già ora quando tira troppi calci mi vengono i nervi?
Sarò in grado di proteggerlo? E non dico dalle cadute, dalle malattie, no io penso ai bulletti a scuola (che fanno paura un po' anche a me), oppure dalle persone che vogliono imbrogliarlo in modo più sottile..
Sarò in grado di riconoscere e affrontare in modo adeguato situazioni difficili come disturbi alimentali o psicologici? 

Il fatto è che da quando abbiamo iniziato a pensarci, fino poi a quando è successo, avevamo un'idea comune e idilliaca della famiglia. Poi iniziati i problemi e i lunghi mesi della gravidanza, quei pensieri sono sfumati per poi scomparire del tutto sommersi da: nausee, vomito, dolori, fastidi, ma anche dal lavoro di Lui che l'ha impegnato molto in questo periodo, dal mutuo che non arriva, persino dal materasso del lettino che non arrivava! *

I mesi centrali della gravidanza non ti fanno capire davvero cosa sta succedendo, di fatto ti riposi un po' dalle fatiche precedenti (sempre se non ti è andato tutto liscio). E' verso la fine che questo piccolo Alien che ti rotola dentro inizia a farti un po' paura. Fa paura perchè anche se informe (sarà la testa o il sedere? quella cosa era una mano, un piede o un ginocchio??) lo senti vivo e presente, partecipe di quello che accade all'esterno (sente musica, voci famigliari, si muove di più quando la nonna lo tocca o il papà si avvicina).

Volevamo una famiglia, allargarla, ma non sto creando un bambolotto, sto creando una vita. Ecco di questa cosa ancora non riesco a capacitarmi di come sia possibile. Il processo l'ho già visto avvenire in cani e gatti, e meno spesso in persone. La pancia cresce, si gonfia, poi esce un essere nuovo. Mi pareva normale e logico. Ora non riesco a capire bene la connessione delle cose. Non riesco più ad immaginare come allora, il futuro.

E io non posso scappare dall'altare ormai. Devo attendere con ansia la cerimonia (travaglio e parto, mi tormentano come ogni futura madre..), superare il pranzo (i giorni all'ospedale che saranno belli e impegnativi allo stesso tempo) e i balli di gruppo ( le orde di parenti e amici in trasferta per vedere il nuovo nato) per poi trovarti sola, con tuo marito che neanche conosci bene dopo tutto, nella stanza da letto (io, Lui e il bambino, soli in una casa silenziosa, con due gatti neri curiosi..).

La città incantata

Fortunatamente il mattino, un po' più riposata e con un po' più di luce intorno a me, questi pensieri si infilano di nuovo negli angoli della casa come la polvere.

* Forse ne avevo già parlato di questa cosa.. ma non trovo dove, perdonatemi la ripetizione, nel caso!

Bollettino di guerra del 04/02/2013 delle 11.07

Vorrei tanto una badante..
Tosse e raffreddore evolvono, ma non saprei se stanno migliorando. Sta mattina come ormai tutte le mattine ho rimesso l'anima nel solito secchio arancione per un po' di saliva. Tosse, pianto e soffiamento di naso compresi nel prezzo, anche se non avessi avuto l'influenza. Sono stanca.



A più tardi con un post migliore. Spero.

5 settimane e 1/2

Torniamo indietro di qualche settimana…

Ovvero alla 5°, settimana in cui non avevo nessunissimo sintomo. Evviva direte voi. E invece chi non ha sintomi è solo nel panico perché non si sente incinta, perché pensa che qualcosa non va. E inizi a pensare: magari avessi un po’ di nausea, un po’ di sonno, perché non faccio litri di pipì!! Ci vorrebbe proprio un po’ di quella nausea che nei film e nei telefilm è il più sicuro test di gravidanza. Una donna vomita? Allora è incinta, in genere alle primissime settimane.

FALSO assolutamente falso. Infatti alla mia 5° settimana non avevo assolutamente nulla, e il mio fidato libro sulla gravidanza (che dopo il 4° test positivo sono corsa a comprare) mi rassicura dicendo che se non ho ancora nessun sintomo sono ancora in tempo, e in genere alla 6° settimana qualcosa arriva.

E precisa come un orologio svizzero di cioccolato, alla sesta settimana arriva la famigerata nausea.



Che è diversa da quella che normalmente uno conosce, infatti il mio compagno mi guardava mangiare biscotti (appena dopo aver detto che avevo la nausea) e diceva: “secondo me la tua non è nausea, mangi sempre!”. Non fatevi buttare giù da questi commenti, quella è nausea, è la nausea da gravidanza, quella che un secondo prima vi fa trattenere il respiro e quasi correre in bagno e un momento dopo vi fa afferrare un biscotto. E i biscotti iniziano ad apparire nella borsa, sul comodino, nelle tasche e quasi quasi vi viene voglia di tenerne uno anche in bagno.

I gusti iniziano a cambiare, non sembra vero ma da gran gourmet che eravate passate ad un surrogato della Parodi. Gli odori vi fanno tremare e fuggire e fare cose strane. Dalla sesta settimana ho iniziato a fare riti satanici (come li chiama il mio compagno) davanti alla porta di casa, perché una delle vicine non bene identificata dalle 10 del mattino inizia a cucinare le pietanze più pesanti e puzzose che esistano, così io accendo incensi, candele, spruzzo profumi davanti alla porta di ingresso.

PrimaSezVerdure

Le verdure che amavo sono state bandite dalla nostra casa, regalate e non comprate più perché ora il solo pensiero mi fa salire “lo schifo”, ovvero quella sensazione non bene identificata tra nausea e vomito ma che si risolve nel nulla.

Il secondo mese passa così tra nausea, preparazione di cibi super veloci, areazione continua della casa per purificarla dagli odori di cibo e abbandono delle pulizia e dell’ordine generale. Si perché lavare i piatti è un’esperienza raccapricciante, quanto pulire il bagno quando hai la nausea e un naso con cui potresti cercare tartufi.

E dato che la nausea stanca molto, oltre alla stanchezza normale che provoca qualche pisolino inconsueto per una come me, sistemare e spolverare sono l’ultimo dei tuoi pensieri.

Il divano (o il letto) diventano il tuo regno, eccovi la regina dei cuscini (e dei biscotti).