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L'amore raddoppia

Ci sono troppe cose a cui far caso a livello di salute, per non aver paura di perdersi qualcosa per strada. Troppe cose che nel tempo si sono scoperte, troppi casi rari, troppi 1 su un milione, ma anche troppi "capita spesso" ed è pure grave.
Quante volte abbiamo sentito "poi uno specialista si è accorto" "poi la mamma ha notato" e la domanda è "e se non noto quella cosa fondamentale??".
Ora sono preoccupata per il sonno di Ricky che è passato da "fatica ad addormentasi, ma dorme tutta la notte" a "si addormenta facilmente ma poi si sveglia almeno una volta a notte e a volte non si riaddormenta".
E a varie cose di Andrea che ovviamente essendo ancora bozzolo è più difficile capire cosa passa da solo e cosa è indice di altro.
Mi sembra per esempio avere la testolina non proprio simmetrica oltre a tenerla un po' più piegata da un lato. Sarà un problema più serio o solo una situazione temporanea dovuta alla postura? Perchè la pediatra non lo nota?
E queste sono le paure del momento ma sono mutevoli, continue, pensavo che avendo due figli mi sarei calmata un po'..
..ma, come l'amore raddoppia, raddoppiano anche le paure!!

Riassunto delle puntate precedenti

Prima di tutto un piccolo disclaimer: scusate scusate scusate ma tra panza, piccolo teppista, caldo e pc scassati è diventato molto difficile scrivere, in più le idee vengono sempre quando sono lontana da pc o carta!

Essere incinta del secondo figlio comporta un sacco di interrogativi e paure, alcune già le conoscevo bene dalla precedente gravidanza (sarà sano?), altre sono evolute in tempi verbali differenti (sarò una brava mamma?/sono una brava mamma?) e altre sono tutte nuove (come reagirà Ricky?).
Ad alcune di queste domande sto cercando di trovare risposta in vari libri, spesso le risposte mi rasserenano a volte però non bastano. Perchè solo quando sarà nato Andrea potrò davvero sapere come funzioa la cosa e imparare a gestirla.
Poi noi mamme siamo anche specialiste in paranoie sovrannaturali, ovvero quelle paranoie inutili: Ricky è un asociale?, è manesco?, è troppo agitato?. La mia ultima paranoia è sul fatto del giocare da soli, non mi lamento che non gioca da solo, ma che da quando ha scoperto le macchinine.. lo fa anche troppo! Sarà una fase? Sarà perchè visti i mesi di nausea e stanchezza ho giocato poco con lui? Dovrei coinvolgerlo di più? O solo godermi la cosa??

Cambiare

Essere incita del secodo figlio mi ha anche cambiata un po', non so se il cambiamento sia definitivo, o se creerà problemi educativi, ma si è rivelato inevitabile. Sono diventata meno rigida sulle regole: ok vai pure a nanna più tardi infondo fa buio dopo, senti mangiamo sul divano mentre guardiamo un cartone?, non ti va la verdura? ok mangiamo le crocchette* ecc.
Non ho capito se la cosa dipenda dal fatto che mi sento in colpa perchè so che non potrò più avere tanto tempo per Ricky e di fatto non ne ho già molto adesso, se è perchè non ho voglia più di arrabbiarmi e impuntarmi (infodo la vita è più facile così) o se è solo perchè sono tanto stanca...o forse tutte e tre. Spero solo che questi nuovi atteggiamenti non siano troppo dannosi per Ricky, ma sopratutto che non influiscano con l'educazione di Andrea se rimarranno tali. Perchè in assoluto non sta andando male, ma è anche vero che prima sono sempre stata rigida.

Un'altra cosa che sta cambiando è come lo lascio dai nonni quando devo fare qualche commissione o se dobbiamo uscire con Lui... lo vivo di nuovo come un abbandono, mi spiace incredibilmente e ho paura che succedano le peggio cose a me o a lui. E come ogni altra cosa (ma ho scoperto che è normale) ho paura debba stare troppi giorni in ospedale per qualche complicazione. Ma non per la complicazione in se, quanto per il fatto che staremo lontani.

Dimenticare

Dicono che con il parto si dimenticano i dolori del travaglio e del parto stesso, è vero. Io però ho dimenticato anche i sei mesi successivi. Me n'ero già accorta quando la mia amica mi chiedeva "Ma tu come hai fatto.." nel periodo 0-6 mesi di sua figlia, e io non riuscivo a reperire informazioni. Ma ora sta iniziando ad arrivare proprio un po' la paura di non ricordare più come si fa, come si gestisce un bambino così piccolo. Di non essere più così brava a seguire e stimolare i piccoli cambiamenti perchè sono abituata ad un bambino che a due anni fa discorsi da 4 e corre le maratone.

Lavorare

A tutto questo carico di pensieri si aggiunge che Lui sta lavorando moltissimo ultimamente anche il w.e., che se la sera sono distrutta e ora lo è anche lui, che sono più sola e che causa stanchezza di base non mi va di fare molte cose (anche se pensando alla gravidanza di Ricky sto facendo dieci volte tanto). Il fatto che lavori di più Lui vuol dire che anche io lavoro di più con Ricky. Non pensavo sarei diventata una di quelle.
Mia zia mi raccontava di come dava da mangiare a tutte e due le bimbe a cena da sola, e solo dopo arrivava il marito. Di come faceva un sacco di cose sola perchè il marito lavorava, l'ho letto anche in alcuni libri. E io non pensavo ci sarei passata.
E invece eccomi qui, certo andrà a periodi, ma se continua con questo lavoro, un giorno lo racconterò anche io.


Mancano tre mesi, non ce la faccio più per vari motivi, non vedo l'ora di partorire e spero non vada oltre il termine come Ricky, fra poco avremo un po' di vacanza poi il mese più duro di agosto per il caldo e poi al nono mese piuttosto mi imbottisco di olio di ricino, ma non voglio tardare con il parto!!!

A lezione di genitorialità da Grande Orso

Come dicevo in un vecchio post, ho comprato la serie completa delle storie di piccolo orso e grande orso. Probabilmente Waddell aveva studiato psicologia, perché l'approccio sempre calmo e disponibile di grande orso potrebbe essere preso d'esempio da molti genitori.
Come quando piccolo orso ha paura dei rumori del bosco o del buio, grande orso ascolta piccolo orso e non gli dice semplicemente che sono frutto della sua fantasia o di non preoccuparsi, ma ci ragiona sopra e cerca di dare una spiegazione o un rimedio alle sue paure. Oppure quando piccolo orso decide di emanciparsi nella sua piccola caverna orsa, grande orso lo appoggia, dandogli comunque la possibilità di tornare quando vuole.
E quando torna piccolo orso, non lo prende in giro ma anzi ammette che gli è mancato è insomma il primo a manifestare i propri sentimenti. E ancora quando piccolo orso si propone di aiutarlo nei lavori di casa grande orso si fa aiutare, e dopo mantiene la promessa di giocare con lui.
Piccole cose, piccoli gesti di coerenza che è difficile vedere in giro.
Mi sarebbe piaciuto avere un padre così.
Mi piacerebbe essere un genitore così.
Poi però mi chiedo se uno ha un genitore così, lo odia lo stesso durante l'adolescenza? o magari lo odia ancora di più!
O peggio, magari piccolo orso da grande è diventato un eroinomane ubriacone...
Infondo questo non possiamo saperlo.


Paura di...

...decidere. Paura di me.


Diceva Elisa in Eppure sentire.

Quando diventi genitore spesso questa è la sensazione che provi. Hai paura di decidere qualsiasi cosa, hai paura di te stesso, delle tue emozioni. Hai paura di sbagliare la temperatura dell'acqua, come hai paura di acconsentire ad un'operazione che gli risolverà un problema creandogliene un'altro. Hai paura che non mangi abbastanza o che mangi troppo. Hai paura di sottovalutare una pustolina sospetta, o di non accorgerti di un comportamento strano.

Gli fai i vaccini che magari non gli serviranno mai a niente, ma col vaccino diventa catatonico o gli rimane il morbillo latente? O non glieli fai e poi si prende la pertosse e ti maledici a vita? O se non succede niente di tutto questo ma si avvelena coi metalli pesanti. O non succede niente di tutto questo e ti investono il giorno che invece del vaccino sei andata a fare un giro al parco??

E' normale avere paura di scoprire che abbia dei problemi o che gli venga una malattia, si, ma ci sono anche altre paure.

Hai paura di dargli i vizi se lo prendi in braccio quando piange, ma hai paura a farlo piangere troppo. Hai paura che facendolo dormire addosso a te prenda cattive abitudini e che poi non dorma più nel suo lettino, ma quando si sveglia nel lettino piangendo...hai paura che si senta abbandonato.

Hai letto un libro che ti fa sentire in colpa quando lo addormenti in braccio: "vuoi davvero passare i prossimi 10 anni a cullarlo??", ma non vuoi neanche usare il metodo "fallo piangere finché sviene". Su un'altro libro ti consigliano di farlo dormire in un ambiente calmo e tranquillo "vorresti dormire nel caos del soggiorno al sole del pomeriggio?", ma da un'altra parte hai letto "il bambino deve abituarsi ai ritmi della famiglia, non il contrario! quindi non è giusto vivere nel silenzio e al buio solo perchè il neonato dorme".

Hai paura prenda il vizio di ciucciarsi il dito, ma poi se col ciuccio non si ciuccia le dita, magari non scopre di avere le mani!? Insomma qualunque cosa fai, sbagli. Non c'è via d'uscita. E niente può mandarci più nel panico di sentire pareri di famigliari e amici o leggere i teoremi del bambino sui libri.

Che poi ogni bambino è a se, c'è un'alchimia fatta di bambino e genitore, ma anche di contesto. La stessa famiglia applicherà metodi diversi da figlio a figlio, e non solo perchè uno è il primo e l'altro il secondo, ma anche perchè sono due persone diverse con caratteri diversi, magari la casa è cambiata e ora c'è un giardino e un cane. E questo i libri non lo tengono quasi mai in considerazione...e nemmeno i parenti.

E poi penso anche che se adesso la maggior parte delle volte mi fa piacere rilassarlo in braccio, prima che dorma, perchè non dovrei farlo? Se col tempo diventerà un peso, rimedierò piano piano.. perchè fasciarmi la testa prima di cadere?

Pensiero stupendo. Nasce un poco strisciando.

Superare il termine fa venire strani pensieri... un po' come quando ti viene la febbre e sembra sia impossibile guarirne.

Superato il termine, prima di tutto sembra impossibile poter partorire. Sopratutto se non hai ancora avuto contrazioni, dolori, o altro che faccia presumere un parto imminente (tralascerò i vari pensieri relativi alla perdita del tappo e la conseguente valutazione del muco ogni volta che si va in bagno). E si fanno pensieri folli del tipo: vivrò tutta la vita con questa pancia? Si perchè in certi momenti, ci si distacca da tutto il processo che porta alla formazione di una nuova persona, e il vivere con una pancia pesante e movimentata diventa un dato di fatto.

Poi si fanno pensieri ancora più folli del tipo: ma se con una scusa vado al pronto soccorso, non è che magari lì mi visitano e scoprono che sono già dilatata, mi rompono il sacco e con due spinte nasce??

Altri tipi di elucubrazioni oscillano tra il: "Devi uscire, devi uscire, devi uscire!!!" e termini più pragmatici tipo:"Oggi no che ho un impegno!".  O ancora tipo:"Ecco adesso potrei farlo, mi sento in forma e rilassata, poi la casa è a posto, la spesa è fatta. Dai ci togliamo tutto per sta sera così nasci anche in una bella data!"; e ovviamente il suo opposto:"No ora no! Ho i capelli che sono un disastro, la ceretta da fare e sono stanchissima, non ce la farei ad arrivare alla fine...".

Poi arrivano i dubbi amletici del tipo: "Ma è meglio se faccio colazione abbondante, che se mi parte il travaglio ho energie a sufficienza, oppure è meglio tenersi leggera così nel caso evito evacuazioni imbarazzanti?".

Oltre qualche pensiero totalmente senza senso del tipo: "Ok, basta mi sono stufata. Voglio finire qui, come faccio? Ah, dite che non si può più tornare indietro ormai?", perchè il bambino giorno dopo giorno, mentre per tutti si avvicina sempre di più, per te si allontana e diventa una cosa sempre più astratta.

E quando non riesci a dormire, non puoi far altro che pensare.
Dopo essermi fissata sull'induzione del parto, sta notte, mi sono dovuta alzare perchè proprio non riuscivo a riprendere sonno e avevo fame. Poi la pancia mi prudeva, la gamba mi faceva male e avevo caldo. Quando sono andata in bagno per l'ennesima volta e la pancia oltre a tirare e prudere mi pizzicava in un punto, stavo per lamentarmi per l'ennesima volta. Quando ho realizzato: è solo una gravidanza alla fine, c'è gente che convive con malattie e problemi maggiori!
(...ok, però quand'è che finisce?)

Ps: non chiedetemi di questi titoli revival che non lo so nemmeno io...

Da consumare entro e non oltre il: (-8 giorni allo sfratto)

Allora il contratto d'affitto è stato prorogato, come da te richiesto, e scade il 15 luglio, il 18 però sappi che si procede con uno sfratto esecutivo. Regolati Riccardo tesoro, ok?

No perchè a me stanno iniziando a venire le paranoie: e se c'è qualche problema? E se non ti faccio arrivare abbastanza ossigeno? E se ti causo qualche problema proprio in questi ultimi giorni??
E poi il cibo, mi annoio quindi mangio, e non va bene!
E poi la stanchezza, sono stanca e non faccio niente!
E poi i parente e gli amici.
E poi le altre amiche che stanno partorendo e io niente.
E poi i lavori di casa che sarebbero ormai da rifare tutti.
E poi le paure del travaglio, del parto e dei primi giorni.
E poi o tutto o niente.
E poi gli altri problemi di casa nuova, banca, agenzie varie.
E poi il senso della vita: ha senso fare figli oggi?*
E poi i problemi dell'Italia.
E poi i mille problemi del mondo.
E poi la raccolta differenziata, i cibi biologici, ridurre carne e pesce, i soldi...
E poi il mio lavoro, riuscirò a trovarne uno?
E poi devi nascere, se no esaurisco!

Sta mattina ti abbiamo anche promesso una serie di cose, mentre assaporavo con tuo papà la piacevole temperatura delle sette del mattino, nella penombra della camera da letto:

  • potrai diventare quello che vorrai da grande (sarebbe bello mantenessi certi limiti etici però...)

  • se diventi gay non è un problema, ma mi piacerebbe adottassi dei bambini (se allora sarà possibile) o tanti animali :p

  • se non diventi gay giuro di non fare storie sulla donna che sceglierai

  • in generale prometto di lasciarti il tuo spazio, e non starti troppo addosso una volta che sarai grande

  • potrai fare qualunque sport vorrai (soldi permettendo)

  • appena avrai l'età farai qualche lavoretto, è importante tu abbia il senso del denaro

  • grazie a Mork e Mindy crescerai con degli animali, ma se un giorno vorrai un cane, prenderemo seriamente in considerazione la cosa

  • faremo in modo tu sappia l'inglese meglio di tua madre..

  • cercheremo di passarti il concetto di rispetto: per la vita, per le persone, per gli animali, per la natura

  • ti insegneremo l'amore per la lettura, il cinema e la musica e il senso critico rispetto al resto del panorama mediatico

  • papà ti insegnerà di sicuro a usare martello e chiodi, io a cucinare

  • papà ti insegnerà a non giudicare e a non prendertela troppo, io a godere delle piccole cose e a farti rispettare in caso di necessità



* Ci avevo già pensato a questa cosa eh, non è che me lo sto chiedendo solo ora!

Consumare preferibilmente entro il: (ovvero piagnistei da scadenza)

IERI -2

Mia suocera voleva sentirmi al telefono. Ha iniziato a fare valutazioni via cavo sull'altezza della mia pancia: la sentivo più bassa? premeva di più? la vedevo diversa?, non sono stata a spiegarle - ma avrei dovuto farlo - che non c'entra niente, il piccolo può scendere all'ultimo. Poi ha chiesto se mia madre il giorno prima mi aveva vista diversa, se aveva detto qualcosa riguardo la pancia, ho risposto: "Mia madre ha solo detto che partorirebbe al posto mio, potesse". Non fa, per fortuna, valutazioni di questo tipo.
Poi abbiamo cambiato argomento e siamo passati alle contrazioni: ne avevo avute altre? quanto erano durate? la pancia era dura? erano state dolorose?
E già qui stavo avendo una crisi di nervi..
Ma non è tutto, perchè l'argomento successivo è stato: "Appena succede qualcosa chiama che vengo a casa!"
"..e a fare che?"
"Giusto, vengo in ospedale!"
"E a fare che?", no non le ho risposto così sta volta.. ma ho messo questo significato in una risposta più velata, le ho ricordato i patti: appena siamo sicuri che si sta muovendo qualcosa avvisiamo, ma voi non venite, poi quando sta per nascere (tipo la testa si vede) Lui vi avvisa e potete iniziare a venire.
Lei era disperata da questa notizia che le giungeva nuova.. "Ma tua madre non vuole vedere e sentire???" risponde quasi in preda al panico.
"No, mia madr... Scusa ma vedere e sentire cosa? Che non vi fanno comunque andare oltre la sala d'attesa, io sarò da un'altra parte e Lui non potrà neanche uscire! E poi te l'ho detto in ospedale ci hanno chiesto di evitare di far venire parenti durante il travaglio!"
"Ma neanche i nonni??"
E questo è un riassunto delle tre volte che abbiamo rifatto lo stesso discorso, al quarto giro per fortuna Lui mi ha fatto cenno di passargliela così da chiudere questo circolo vizioso.
Io sono andata nell'altra camera, mi sono messa al pc, e sono scoppiata a piangere.
Un pianto disperato, rumoroso e lacrimoso.
Lui non capiva neanche come mai era scoppiato così esagerato.

Io si, tutte le paure, tutte le angosce del parto mie, moltiplicate per l'insistenza di sua madre che trepidava assaporando il grande giorno. Ma io non so neanche bene il perchè sto facendo tutto questo, la paura del parto, del dolore, del fatto che possa accadere qualcosa di storto. Perchè tutto questo? In più non è solo lei che chiama di continuo (tra l'altro aveva già chiamato il mattino..) ma ci sono anche i miei che chiamano chiedendo un generico "Tutto bene?" che cela altrettanta trepidazione, ma un po' più garbata. Ci sono gli amici, gli altri parenti. C'è il padre che continua a chiedere quando nasce.
Ci sono io, sono io che devo farlo nascere e che ho paura, e sono stanca e sono tutta rotta e nervosa.
Per cui ho pianto fino a farmi venire voglia di rimettere.
Poi per fortuna sono riscita a tranquillizzarmi.

Per poi ricominciare a piangere verso mezzanotte, nel caldo afoso, senza che Lui capisse davvero il perchè. Senza che io riuscissi a fargli comprendere tutte le sfumature delle mie paure.

OGGI -1

Ultima sveglia alle sette, non ce l'ho più fatta mi sono alza, ho iniziato a sgranocchiare biscotti. Poi annoiata ho ritirato la roba stesa e preparato un'altra lavatrice. Ho sistemato un po' la cucina, coccolato il gatto.
Otto e mezza, finalmente lui si sveglia: "Cosa c'è, tutto bene?"
Evidentemente no.
La pancia è dura ma niente di particolare, sono sempre più nervosa, la schiena è bloccata e la testa è pesante.
Sono ripartita a piangere.
"Dai usciamo un po' così ti svaghi!"
"Non me la sento... mi vai a prendere una brioches?"
"Vieni anche tu, dai!"
"No non me la sento, vabbè mi mangio un frutto..."
"Ma adesso la voglio io la brioches, dai vado a prenderla!"
"No non mi va più"

Poi lui ha fatto colazione, io ho mangiato una percoca.

"Facciamo qualcosa dai!"
"Vorrei, ma cosa? vorrei andare al fresco, vorrei fare una gita, ma ogni luogo che mi viene in mente è lontano!"
"...si anche a me vengono in mente solo posti lontani..."
"...o difficili da raggiungere a piedi con la pancia."
"Andiamo ad un museo!"
"Quale?"
"Quello della montagna, ci dovevamo andare, poi è in collina è fa più fresco!"
"Ok, se non costa troppo però.."
"10 euro a testa... ok niente museo."

Grandi giornate si prospettano davanti a noi se non nasci presto Riccardo!
Inoltre c'è il rischio che mi esci fuori depresso e dipendente dagli zuccheri se continui a stare lì dentro! Visto che tua mamma piange sempre e mangia un sacco di cose dolci..ultimamente.

La vera attesa

E siamo agli sgoccioli.

Due settimane e poi... si potrebbe aspettare ancora dieci giorni.. ahah non finisce più!
E adesso tutti iniziano a chiedere, e la paura va e viene a sprazzi. E la luna dovrebbe essere quella giusta (piena o nuova? mica l'ho capito alla fine), tieniti pronta. Dai che ce la fai. Dai che manca poco. Dai che la prossima volta che ci vediamo siete in tre.

Mah, qui il collo è chiuso a doppia mandata, niente contrazioni, solo qualche dolorino ogni tanto.
In compenso un gran prurito alla pancia, ieri e l'altro ieri.
Una grande stanchezza (dovuta forse anche al fatto che la tensione per la casa si è in parte sciolta, visto che abbiamo firmato il compromesso).
I chili che aumentano a vista d'occhio (speriamo che al prossimo controllo non mi facciano pesare..non voglio immaginare la sgridata).
Le gambe come zampogne e le mani pure, che non so più che scarpe mettere e ho dovuto tagliare il braccialetto quello porta fortuna tutto colorato.
La schiena che non regge più.
Dormire è sempre più difficile (caldo o freddo che faccia).
Girarsi e muoversi, alzarsi, è da fare con estrema calma, pena fitte e dolori.
Una lieve voglia di vomitare..che speriamo non si realizzi mai.
Dopo la stitichezza di questi mesi ecco che in questi giorni accade proprio il contrario.
Qualche lieve tachicardia (o almeno credo, non ho mai misurato, ma ogni tanto mi sento più agitata).
Fatica a respirare a volte, che manca il fiato (alla visita ai reparti dell'ospedale l'unico modo per immettere aria era sbadigliare, non riuscivo a fare un respiro intero).
Mi sento sempre più brutta, distrutta, disfatta. Ho identificato ufficialmente le prime smagliature (carine a comparire solo ora). Ecco ora la mia figura allo specchio è più o meno così:



Compresi i capelli che non sono più cresciuti e sono particolarmente crespi e ingestibili.

Panico dell'ultimo minuto

Avete presente il panico che pare sia tipico del giorno delle nozze? Prima tutto bello, poi quando indossi il vestito, ti sistemi, parte il panico e i ripensamenti: "Ma starò facendo la cosa giusta? Mi sarò rovinando la vita? Ma stavamo tanto bene anche prima!". Questo sopratutto in quei matrimoni classici, dove la coppia non ha mai convissuto e si conosce poco.

Ecco alla fine dell'ottavo mese, nei momenti in cui sono più stanca o sola, ecco affiora quel panico da ultimo minuto. E allora, nella notte, quando Lui dorme beato, e neanche il gatto mi segue per farmi compagnia mentre vado in bagno, penso:

Ma sarò in grado di fare da madre? Non mi sento più figlia da un po', ma questo basta?
Ma non sono troppo piccola? C'è questo strano conflitto dentro di me, per cui mi sento forte e indipendente ma allo stesso tempo mi sento ancora piccola e la società non fa che confermare che "...18anni sono pochi, per promettersi il futuro.." (io Lui l'ho conosciuto quando avevo 19 anni e siamo insieme da allora...).
Avrò pazienza con il piccolo? Che già ora quando tira troppi calci mi vengono i nervi?
Sarò in grado di proteggerlo? E non dico dalle cadute, dalle malattie, no io penso ai bulletti a scuola (che fanno paura un po' anche a me), oppure dalle persone che vogliono imbrogliarlo in modo più sottile..
Sarò in grado di riconoscere e affrontare in modo adeguato situazioni difficili come disturbi alimentali o psicologici? 

Il fatto è che da quando abbiamo iniziato a pensarci, fino poi a quando è successo, avevamo un'idea comune e idilliaca della famiglia. Poi iniziati i problemi e i lunghi mesi della gravidanza, quei pensieri sono sfumati per poi scomparire del tutto sommersi da: nausee, vomito, dolori, fastidi, ma anche dal lavoro di Lui che l'ha impegnato molto in questo periodo, dal mutuo che non arriva, persino dal materasso del lettino che non arrivava! *

I mesi centrali della gravidanza non ti fanno capire davvero cosa sta succedendo, di fatto ti riposi un po' dalle fatiche precedenti (sempre se non ti è andato tutto liscio). E' verso la fine che questo piccolo Alien che ti rotola dentro inizia a farti un po' paura. Fa paura perchè anche se informe (sarà la testa o il sedere? quella cosa era una mano, un piede o un ginocchio??) lo senti vivo e presente, partecipe di quello che accade all'esterno (sente musica, voci famigliari, si muove di più quando la nonna lo tocca o il papà si avvicina).

Volevamo una famiglia, allargarla, ma non sto creando un bambolotto, sto creando una vita. Ecco di questa cosa ancora non riesco a capacitarmi di come sia possibile. Il processo l'ho già visto avvenire in cani e gatti, e meno spesso in persone. La pancia cresce, si gonfia, poi esce un essere nuovo. Mi pareva normale e logico. Ora non riesco a capire bene la connessione delle cose. Non riesco più ad immaginare come allora, il futuro.

E io non posso scappare dall'altare ormai. Devo attendere con ansia la cerimonia (travaglio e parto, mi tormentano come ogni futura madre..), superare il pranzo (i giorni all'ospedale che saranno belli e impegnativi allo stesso tempo) e i balli di gruppo ( le orde di parenti e amici in trasferta per vedere il nuovo nato) per poi trovarti sola, con tuo marito che neanche conosci bene dopo tutto, nella stanza da letto (io, Lui e il bambino, soli in una casa silenziosa, con due gatti neri curiosi..).

La città incantata

Fortunatamente il mattino, un po' più riposata e con un po' più di luce intorno a me, questi pensieri si infilano di nuovo negli angoli della casa come la polvere.

* Forse ne avevo già parlato di questa cosa.. ma non trovo dove, perdonatemi la ripetizione, nel caso!

Agitazione mode: on

A volte mi chiedo: ma ce la farò ad arrivare alla fine? Tralasciando la storia del parto ovviamente. A volte penso "massì mancano solo 4 mesi sono pochi!", poi faccio il conto con le settimane.. sono alla 21, sono a metà. Non manca poco. Il non fare niente a casa non aiuta. Poi lo sento muovere e penso: bè almeno sembra stare bene e divertirsi là dentro.. anche se a un giorno dalla morfologica (che all'inizio sembrava così lontana!!) iniziano pure mille paure. Già ho fatto la lista di tutte le cose che devono controllare. Ma tanto so che sul momento mi dimenticherò tutto, arrabbiandomi solo dopo che sono uscita. Speriamo si veda il sesso (oltre che vada tutto bene ovvio), speriamo la facciano bella lunga, che tutte le volte è tanta l'attesa poi in 5 minuti ti spediscono fuori! Intanto ho preso già due kg, e al prossimo controllo saranno dolori. Oggi è un'altra giornata di quelle nere, il tempo fa schifo, il gatto miagola perchè si annoia e io mi sento nervosa e non ho voglia di fare niente!! Ma quando arriva la primavera???