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Riassunto delle puntate precedenti

Magia

Alla fine niente induzione. Sono iniziate le contrazioni preparatorie di sera, per qualche sera di fila, poi ho perso il tappo una mattina e poi sono arrivate le contrazioni quelle vere, più forti ad intervalli irregolari nel tardo pomeriggio del 25 settembre.
Non ci credevo, era così bello fosse avvenuto tutto in maniera così naturale!
Un primo giro al pronto soccorso e ci hanno rimandato a casa perchè erano ancora troppo irregolari le contrazioi e c'era poca dilatazione. Poi si sono rotte le acque, tutti i parenti in panico, Ricky povero che ha dormito poco perchè sentiva il trambusto (e tra l'atro gli ultimi tre giorni era nervoso forte.. forse aveva già capito lui!).

Il secondo parto è più veloce

Avete presente quelle scene di parti tremende dove la donna grida che non ce la fa più? Oppure i racconti di quelle "mi sono saltate sulla pancia".
Ecco questo dolce pargolo si era posizionato male, e nonostante le contrazioni forti non sentivo voglia di spingere e spingevo sulla fiducia, giusto perchè ricordavo il parto (facilissimo) di Ricky.
Allora hanno iniziato a mettere l'ossitocina sperando mi venisse più voglia forse, poi un'ostetrica con l'avambraccio è davvero saltata sulla pancia, ma niente, Allora ho provato due tre posizioni, ma niente, e nel frattempo la sala parto si popolava di persone.
Si perchè il battito scendeva ad ogni contrazione e bisognava fare in fretta.
Io invece avevo finito le forze e chiedevo solo pietà, pesando che ormai essendo incanalato non potevano neanche farmi il cesareo, sarei morta lì o sarebbe morto lui. O entrambi.
La mezz'ora più lunga della mia vita.
A quel punto senza preavviso mi hanno tagliato e poi mi hanno annunciato "Ora metterò la ventosa, farà un po'..." "Ahia!" ma con due spinte e mezzo il bimbo è finalmente uscito!
Io ero distrutta, Andrea è nato alle 6.22 del 26 settembre.

Tanto questa volta esco prima

So allattare usciremo di sicuro prima dall'ospedale, pensavo. E invece no, gli è venuto l'ittero e quindi siamo rimasti una settimana. Dopo tre giorni io ero dimessa per cui uscivo una volta al giorno a mangiare fuori con Ricky che stava patendo parecchio la mia assenza. Mentre io piangevo perchè mi sentivo in colpa e in trappola, sette giorni sono davvero tanti!

Col secondo è più facile

Intanto l'allattamento sembrava andare a gonfie vele, ero piena di latte e lui cresceva a vista d'occhio.
Ma arrivata a casa nonostante gli aiuti del nido in ospedale e del consultorio qui, le ragadi (solo e sempre quelle due) non miglioravano. Così ho deciso di provare a fare come avevo fatto con Ricky una pausa per far rimarginare le ferite, tanto questo succhia che sembra una ventosa e si attaccherebbe anche alle mammelle di una mucca potesse.
Ma ogni volta stessa storia dolori lancinanti e quelle due ragadi. e non sembra esserci possibilità di migliorare l'attacco, sempre se non è proprio un problema che succhia troppo forte per i miei poveri capezzoli delicati.
Così continuo a fare pause aspettando apra di più la bocca e magari si attacchi meglio.
Per cui per ora mi tiro il latte e vado di biberon, amen.
Sono molto più serena che con Ricky e penso che l'importante sia questo, sopratutto per Ricky che se no mi vede piangere di continuo e si preoccupa.

Col secondo è più facile

Per tutto il resto è vero, lui è più tranquillo forse anche di carattere, ma davvero lo sentiamo piangere solo per le coliche. Il mattino faccio le pulizie come prima, il pomeriggio se Ricky ha voglia (perchè ora siamo nella fase del no) usciamo al parco. Tutto scorre regolare, anche se l'orologio svizzero qui mangia ancora ogni tre ore per cui si dorme davvero poco.

La gelosia

Non so se c'è stata, tempo un mese e Riccardo mi è sembrato più traquillo, questo è il suo fratellino "che è piccolissimo" e ora lo vuole prendere spesso in braccio, se lo coccola e gli dice che gli vuole bene, senza che l'abbia mai forzato. Se non c'è chiede dov'è, solo ogni tanto mi chiede di metterlo nella culla. Ma la fascia fa miracoli, a volte non si accorge che ce l'ho addosso.
Fa solo un po' di storie col cibo, ma ci sono vari fattori da considerare oltre alla novità del fratellino: ora non fa più il pisolino al pomeriggio, è appunto nella fase del no.
I momenti di panico sono da associare alle coliche serali, Andrea urla, Richy è stanco e cerca attenzioni.
Per il resto mi sembra anzi che Ricky abbia capito il potenziale del fratellino. Inizia a giocarci e parlarci anche se ovviamente non riceve risposta.

Sensi di colpa e paragoni

Paragoni se ne fanno da quando scopri di essere incinta, e così i sensi di colpa. Sto iniziando a farci l'abitudine, all'inizio la cosa più difficile è dividersi tra i due, rimbalzare da un poppante ad un duenne che sa il fatto suo. Ma poi passa e si trova la nuova dimensione, il fratellino cresce e inizia a dare soddisfazioni, il fratellone capisce che la mamma c'è sempre anche per lui.

Essere in 4 è bello

Vabbè siamo sei se contiamo i gatti, ma ora siamo proprio completi. E' appagante e il giorno che me ne sono resa conto è stato illuminante.
C'è già più caos in casa e Andrea non parla neanche. Anche i nonni sono su di giri a badare a due nipoti.



Un tuffo nel passato

Ecco, non è che glielo avrei augurato, ma le ho sempre detto che se avesse avuto problemi con l'allattamento (come per tutto il resto) ci sarei stata.

E a parte altri vari problemucci che per fortuna si sono risolti, Rebecca non si attacca facilmente al seno. Per cui per prima cosa la mia Amica ha iniziato ad usare dei miei para capezzoli (io sono arrivata ad averne di 3 tipi per disperazione), che le avevo dato insieme ad un borsone pieno di cose utili. Poi ieri mi ha chiamata per aiutarla ad attaccarla senza, e perchè sentiva il seno duro e dolente.

Ripasso così con voi qualche dritta che le ho dato, frutto della mia inenarrabile esperienza sul campo:

Attacco al seno
detto qui è faticoso da spiegare ma la tecnica che ho imparato è di prendere la zona appena intorno al capezzolo con due dita (io in genere usavo indice e medio, ma anche pollice e indice vanno bene) con il medio mi aiuto ad aprire la bocca del neonato spingendo il mento in giù e poi infilo in bocca il capezzolo spingendolo in su. L'importante è che la bocca del neonato sia ben aperta, non fatevi spaventare se piange perchè ha fame, anzi sfruttate la bocca spalancata per inserire bene il capezzolo (io usavo anche gli sbadigli!).
Se si è attaccato bene non fa male la suzione.

Seno duro, dolente, ingorghi, mastite, ragadi
- sopratutto all'inizio e verso la fine dell'allattamento, prima di ogni poppata un bel massaggio al seno (sopratutto se sentite zone dure), potete fare anche degli impacchi con delle pezze imbevute di acqua calda e poi massaggiare
- durante la poppata potete continuare a massaggiare le zone doloranti così che il bimbo riesca a ciucciare il latte di troppo
- ogni tanto, e se sentite il seno duro anche tutti i giorni, un bel bagno/doccia molto calda, continuate coi massaggi e spremete per far uscire il latte di troppo
- riguardo le ragadi se vengono è principalmente per l'attacco scorretto, per farle migliorare usate creme specifiche (magari anche commestibili così non le dovete togliere per la poppata), e poi tette al vento per farle asciugare

Altre piccole dritte: se sentite il seno caldo e dolorante avete febbre, e sensazione di influenza chiamate il dottore, potreste avere la mastite. Se una zona diventa calda, magari rossa, e dolorante allora potrebbe solo essere un ingorgo, che potete far passare con un paio di docce calde.

Estrarre il latte senza tiralatte
per vari motivi potreste averne bisogno, massaggiate il seno sempre prima, poi prendete la zona intorno a capezzolo (potete partire anche da circa 5 cm sopra) e iniziate a far scivolare il pollice spingendo verso l'indice. Quando prenderete la mano non farà male, e sopratutto facendo varie prove troverete il dotto nelle varie zone intorno al capezzolo e questo vi aiuterà a far uscire il latte accumulato in una parte del seno piuttosto che in un'altra.


Orari e gestione poppate
non siate rigidi sugli orari, dalle 2,30 alle 4 ore tra una poppata e l'altra non ci sono problemi, ma se una volta al giorno dorme anche 5 ore (sopratutto se è di notte) lasciatelo dormire, se il bimbo non ha problemi particolari e non è prematuro, non succede niente. Evitate però di andare sotto questo tempo minimo, anche per voi, per non stancarvi troppo.

Seguite sempre il vostro istinto!


Ammetto che oltre alla soddisfazione di averla aiutata il momento è stato molto catartico, della serie: se riesco anche con lei, non mi ferma più nessuno! Ho fatto in qualche modo pace con quel periodo tremendo dove non c'era un'amica esperta che mi veniva ad aiutare, dove nessuno pareva sapesse come aiutarmiNessuno nessuno.
Tutti tranne Michela (del consultorio di via Monte Ortigara), il mio angelo dell'allattamento (e della maternità, non avessi risolto l'allattamento chissà dove saremmo ora io e Ricky), a cui dedico il post...chissà mai se per qualche caso fortuito lo leggesse.

Lieto evento



Ultimamente ho visto un film intitolato "Travolti dalla cicogna" è una pellicola francese divisa a metà: se nella prima parte si sorride nonostante la trama sia molto veritiera su come la coppia innamorata affronta la gravidanza, nella seconda parte con la nascita della bambina qualcosa vacilla, i toni si fanno più pessimisti, la presenza del compagno sparisce, l'amore di coppia dopo un figlio è impossibile. Quello che mi ha colpito di più però è stata Louise Bourgoin, bella e incredibilmente calata nel ruolo anche fisicamente, oltre che a una buona regia e ad un ottima fotografia.

Il finale lascia un po' a desiderare trascinandosi questo pessimismo che farebbe cambiare idea riguardo i contraccettivi anche al Papa, per quanto il cambiamento con l'arrivo della bambina sia drastico e senza possibilità di salvezza. Ma comunque il film è godibile.
Incuriosita sopratutto dal finale frettoloso e confuso sono andata a cercare informazioni sul film e ho scoperto che è tratto da un libro: Lieto evento di Eliette Abécassis.
La pellicola ricalca molto il libro infatti affermazioni e dialoghi li si trovano qua e là come fosse il copione, al contrario del finale che riesce ad essere ancora più pessimista e depresso (soprattutto nei confronti delle relazioni di coppia).
Su un concetto il libro mi ha colpito nella parte finale intrisa di pessimismo:

"E se la smettessimo di dire che il bambino è una persona? Ci hanno detto troppe volte che è una persona, forse per questo ci mette in discussione è il terzo elemento che, come nel romanzo di Simone de Beauvoir, distrugge la coppia. Ma se invece ci interessassimo alla coppia, il bambino starebbe meglio perchè potrebbe vivere con suo padre e sua madre, e non in coppia con uno dei due solamente. Siamo noi che abbiamo inventato il bambino facendogli credere di avere un posto nella società e lui si sta impadronendo di tutto lo spazio. Ma quale "noi"? Chi ha inventato il bambino? Rousseau certo, invitando all'allattamento, poi la Dolto dandogli la parola, Winnicott, Bruner... e tutti gli psicologi dell'infanzia che insistono a farci credere che il bambino è una persona. E soprattutto il dottor Freud quando ci ha fatti sentire in colpa dimostrandoci che tutto si gioca prima dei tre anni."

[Lieto evento - Eliette Abécassis -Marsilio -  p141]

Su questo sono pienamente d'accordo, prima di tutto perchè chi si dedica anima e corpo al bambino rischia seriamente per la coppia, e da figlia di separati posso dire che la coppia è importante. In secondo luogo perchè più nozioni si hanno su un argomento quale l'allevamento di un figlio più si rischia di affrontarlo a livello tecnico  e non empatico e animalesco come invece dovrebbe essere.

Uao!

IKEA

Ricky ha fame, vado alla fighissima zona relax-allattamento (area attrezzata con lavandino, fasciatoio, qualche gioco e una poltrona). Ci trovo un papà che dà il biberon ad una minuscola neonata. Io intanto aspetto dentro, la piccola ha 1 mese e mezzo. Arriva la mamma tutta in ghingheri, tacchi, tutta abbinata, truccata, fresca di parrucchiera. Guarda Ricky, chiede quanto ha e poi dice tutta amorosa "Ecco vedi come sarà la nostra a sei mesi?". Escono. Io penso che quando Ricky aveva un mese e mezzo avevo i capelli con la ricrescita di un anno, ero stanca e piangevo sempre. Non uscivo in posti affollati perchè non avevo ancora capito bene la storia dell'allattamento e biberon. E sopratutto non mettevo i tacchi e non li metto neanche adesso a dire il vero.
Certo l'ho pensato con tanta invidia.
Ma tanta.
Tanto che ad un certo punto arriva Lui che entra trafelato e dice "Non trovo le carte di credito! Devo averle lasciate dai miei, ho pagato quasi tutto in contanti però dobbiamo andare dai miei e tornare se no dobbiamo prenotare di nuovo l'anta della cucina!". Non cambio neanche Ricky, corriamo in macchina a caricare le cose pagate e scopriamo che io non ci sto dietro. Mi rannicchio sotto il top della cucina e facciamo il viaggio sperando che nessuno se ne accorga.

Della serie.. noi siamo fatti di un'altra pasta.

In biblioteca

Qui da noi in Piemonte in particolare, ma anche in altre regioni, c'è il progetto "Nati per leggere" che promuove la lettura fin ancora nella pancia della mamma*.

Vi dirò, ho provato a portarlo a questi incontri a circa due mesi e mezzo, ma non era molto convinto, aveva ascoltato solo un paio di storielle. La seconda volta invece a tre mesi e mezzo, devo dire che ha proprio gradito, tanto che ho iniziato a prendere dei libri in biblioteca. In questa nuova sezione vorrei dare dei suggerimenti di lettura per questa particolare fascia d'età, in cui iniziano a capire, ma non tutti i libri per bambini vanno bene.

I più adatti rimangono i libri tattili, morbidi o di stoffa che dir si voglia. Tipo questo:



E qui qualsiasi tipo va bene, ci sono quelli con più o meno pagine, con più o meno inserti. Con rumori o con oggetti che si muovono.

Se volete puntare sui libri di carta, allora la scelta si fa più difficile. Di base devono avere poche parole da leggere (perchè l'attenzione cala in fretta), figure non troppo complicate, ma chiare e ben delineate, con forti contrasti. Possibilmente visi, o facce.
Vanno bene anche le filastrocche, ovviamente!

Quelli testati e approvati da Ricky al momento sono:

Faccia buffa di Smee, Nicola 


E' una semplice storiella nelle pagine a sinistra, con delle facce coerenti sulla destra, alla fine del libro c'è uno specchio. Ricky ha subito apprezzato questa sorpresa finale.
Ascolta Peter coniglio

Questo libretto ha poche pagine, tutte colorate,
con un animaletto per pagina e dei rumori da fare con la bocca.

Spotty vuole bene al papà di Eric Hill


Anche qui semplice storia, semplici disegni, la serie di Hill a me piaceva molto da piccola, quella però dai sei anni in su.

Gira e rigira nella savana di Perrin Martine


Questo libro è molto carino, ha delle sagome bucate degli animali della savana, con brevi frasi in rima. Ogni sagoma ha uno sfondo, una volta girata la pagina, cambia lo sfondo!  Ha fatto davvero colpo su Ricky e anche su di me.


Tararì tararera... di Bussolati Emanuela


Questo libro è riuscito a far stare zitto un gruppo di neonati dai 3 ai 9 mesi. Si sono persi ad ascoltare le onomatopee che raccontano la storia, i più grandi guardavano anche le figure a colori vivaci. Su youtube si trovano video di bambini di tre quattro anni che ridono di gusto. La stessa autrice, dopo il grande successo, ha scritto anche il seguito: Badabùm.


Filastrocche appena nate di Bonariva Simona


Queste filastrocche a dire il vero sono più per le mamme, ottimo regalo per le neomamme! Ma perfette anche da leggere ai bimbi perchè hanno delle belle rime. Libricino piccolo, economico e davvero utile per dare sfogo ai pensieri di una mamma che vuole tanto bene al suo bimbo, ma che al tempo stesso è stanca e piena di problemi.


Poppate notturne


Che ore sono? Sembra l’una,

impossibile, è mostruoso

non puoi avere fame ancora,

questo è troppo faticoso.


Ma ti prendo,

non c'è scampo,

e ti attacco nuovamente,

addio sonno, notte in bianco,

non ci posso fare niente.


Poi miracolo, quietato,

sembri proprio addormentato

e spossata mi distendo

mentre già sto un po' dormendo.


Dura poco la cuccagna,

già ripigli con la lagna

e il sospetto ormai mi viene:

tu vuoi il sangue delle vene!


Vampiretto rubasonno,

non puoi stare un po' tranquillo?

Se non dormo non connetto,

perchè tu sei così arzillo?


Poi ti guardo e lo capisco

come mai non ti resisto:

indifeso, ma potente,

non ti posso negar niente.



* La regione Piemonte aveva pubblicato anche questo piccolo ribricino con delle filastrocche: Gocce di voce, è scaricabile qui.

Cronachette feline 5

Uhm allora, forse proprio feline non lo sono... ma secondo Lui è tutta colpa del gatto.

Riepilogo.

Alle otto circa, ben un'ora prima del dovuto, Ricky ci sveglia avvisandoci che si, ha proprio fame. Spedisco il papà a fare il cambio del pannolino per sicurezza. Il cambio lo innervosisce, papà è particolarmente stordito dal sonno e non riesce a calmarlo. Allora gli dico di portarmelo che lo allatto subito. Il bambino arriva planando su di me ancora mezzo svestito, con lenzuolino e annessi penzolanti. Dato che ho un seno pigro provo ad attaccarlo prima a quello, lui si calma subito. Dopo un paio di minuti sento un caldo bagnato direzione gamba opposta a seno succhiato. Uhm, che sia il latte che fuoriesce dall'altro seno? Però caspita strano sia così caldo e così tanto..tocco, ehm, mi sa che è pipì.. trovo il pannolino aperto!

- Papà ma neanche il pannolino hai chiuso???

- C'era mork sul fasciatoio, ho dovuto cacciarlo, poi lui non si faceva chiudere il pannolino, tirava su le gambe!

- Ma quello lo fa sempre! Uff, confidavo almeno nella chiusura pannolino..

Lui traffica un po' e io penso l'abbia chiuso. Cambio seno, e vedo il pannolino ancora penzoloni, mi arrabbio. Bambino si arrabbia di più mentre Lui cerca di chiuderlo alla bell'e meglio. Allora lo attacco al secondo seno e sento un dolore mai sentito. Lo stacco subito e vedo una bella mezzaluna rossa e in rilievo, lo attacco meglio e cerco di non pensarci, lui ciuccia bene e poi viene passato al papà per finire di vestirlo finalmente.

Dopo un po' guardo la parte lesa, forse è un morso, forse un succhiotto, non ci è dato saperlo. Poi controllo l'emergenza idrica, non sa di niente ed è davvero tanta, ho dovuto cambiare: reggiseno, pantaloni e mutande.

Passata un'ora e mezza, il pupo dorme di nuovo..

Riguardo la macchia che non è ancora asciutta..penso sempre di più sia pipì.
Non c'entra nulla ma ricordo di un giochino dai tre mesi che ci hanno regalato, potremmo proporlo al pupo annoiato. Lui lo recupera dallo sgabuzzino-bunker e lo tira fuori dalla scatola. I gatti lo seguono, lui lo lancia sul letto e mork lo punta incuriosito.

- Noi abbiamo tre bambini...

Sentenzia Lui.
Non sono d'accordo, io dico quattro...

Royal gift

I vestiti ve li regaleranno tutti. Si ma occhio alle taglie!

Io per esempio sono stata riempita di taglie 1 o 0, e di 3! Ma mi manca il passaggio 1-3 per cui le tutine di quando è nato sono giuste che i piedi puntano, mentre le altre sono ancora enormi! Date un occhio anche ai cm!

I pannolini rimangono in effetti la cosa più utile da regalare, perchè piena di vestiti la mamma sarà obbligata a comprare pannolini e non potrà comprare neanche un vestitino. Una cosa che regalano in pochi sono i lenzuolini, potrebbe essere un'idea diversa. Se proprio volete prendere vestiti prediligete appunto la taglia 1-3 in versione completo (mi raccomando i pantaloni, tutti regalano magliette) oppure golfini che sono sempre utili. Altri consigli possono essere: magari evitate il bianco, l'azzurro e il rosa, prediligete aperture facilitate per il cambio pannolino (vestiti che hanno i bottoni in mezzo alle gambe e non sulla schiena, che siano il più apribili possibile).

Ciucci, un'altra bella idea: se il regalo lo fate prima o appena è nato compratene uno di forma strana (non il classico gommotto per intenderci); se lo fate quando è già nato chiedete quale preferisce e prendetene un paio. Per esempio mio figlio ha scelto uno dei ciucci più cari del mercato, se qualcuno me lo regalasse ne sarei felice (anche perchè vanno cambiati spesso, spesso si perdono e spesso è meglio averne uno di scorta!).

Termometri per bimbi (quello che misura la temperatura dalla pelle o dall'orecchio), bavaglini per neonati, una vaschetta per il bagnetto di quelle pieghevoli.

Infine della serie "cose che ho scoperto troppo tardi".. un bel regalo mamma-bambino però per quando sta per nascere o è appena nato sono: il cuscino per allattamento piccolo (quello grande alla fine è poco pratico per allattare, ma fantastico come riduttore per il lettino!), e questo set della Avent che contiene un kit per un avvio sereno dell'allattamento (non so se esiste di altre marche):



  • coppette assorbilatte

  • crema per i capezzoli

  • clip per segnare l'ultimo seno utilizzato

  • discetti in gel: caldi servono a sgorgare e aiutare la fuoriuscita del latte; freddi a disinfiammare











E infine ricordatevi che se dovete fare un regalo per un bimbo dovete consegnarlo entro breve..se no non serve a molto!

L'allattamento mistico

Allattare esclusivamente è una pratica che eleva la donna a eroina stoica nel dolore e nella fatica. Io vi ammiro moltissimo, vi vedo lontane come una chimera ma so che ci siete!

Che poi immagino per voi sia comunque più facile rispetto come mi immagino io un allattamento esclusivo (secondo le mie proiezioni i miei capezzoli ad un certo punto cadono spontaneamente dopo l'ultima sfiancante poppata). Ma allattare comporta prima di tutto sacrificare ancora l'alimentazione junk food per una dieta più equilibrata, in secondo luogo sacrificare il proprio corpo e le proprie energie. Senza contare che l'allattamento a richiesta sacrifica anche il tempo.
[E mi raccomando ricordatevi di tenere tutto a portata di mano: fazzoletti, acqua, libro, telecomando, telefono... perchè non vi potete muovere per mezz'ora un'ora all'inizio e il tempo senza supporti non passa mai!]
Il problema dell'allattamento esclusivo materno è che non sai mai quanto ha mangiato. Ma pare che se bagna sei pannolini al giorno si è a cavallo. Se poi prende anche peso e cresce nei ha la conferma ufficiale.

L'esclusivo fatto di artificiale ti dà la grande certezza di sapere quanto e come mangia. E la cosa pare far felici non solo i genitori, ma sopratutto i parenti. Inoltre con l'artificiale è più facile regolarizzare i pasti e dare meglio un ritmo sonno/veglia. Unico neo dell'artificiale è capire qual'è quello migliore per tuo figlio..prezzo a parte.
[Altri problemi dell'artificiale sono i tempi di preparazione (niente pronto tetta immediato, ma scalda, dosa e miscela), e lavaggio e sterilizzazione del biberon. E per finire dare il biberon implica l'utilizzo di entrambe le mani, non c'è scampo.]

Poi c'è questa cosa fantasiosa e masochista che si chiama allattamento misto, e qui ci sono due scuole di pensiero:

  • lo allatti poi somministri un'aggiunta (e qui si aprono due strade, quella della doppia pesata, e quella del "vado a caso")

  • qualche poppata la dai tu e per altre somministri interi biberon (anche qui pare vigere il caso)

in ogni caso è molto difficile da gestire, perchè combina pensieri e paure di entrambi i metodi di allattamento, più altri: non sai quanto prende da te (pare che la doppia pesata non sia proprio affidabile), non sai bene quanto dare di artificiale e a ogni problema intestinale o di inappetenza ti chiedi se devi cambiare latte, o se sei tu ad aver mangiato qualcosa che non va!

Cose da non dire ad una mamma che sta allattando con difficoltà


  1. "Dici che il bambino ha fame? Lo tengo io mentre scaldi il biberon!"

  2. "Tizia sta anche lei dando l'artificiale, e poi anche Lui è cresciuto con l'artificiale"

  3. "Fa fatica ad attaccarlo perchè lei (segue elenco di 20 piaghe per cui voi e il vostro seno non siete adeguati allo scopo, l'elenco comprende anche l'invasione delle cavallette ), e lui si attacca male perchè (altro elenco, questa volta di 12 punti, lui è più piccolo ha meno colpe)."

  4. "Allattare è bellissimo, è un momento magico, goditelo!"

  5. "Il bambino mangia?" (questa è una domanda idiota in ogni caso)

  6. "Cresce?" (idem come sopra)

  7. "Bevi abbastanza?"

  8. "Mangi abbastanza?"


  1. Perchè dai per scontato che mi serva il biberon? Mi hanno dimessa con l'aggiunta, non con l'artificiale e stop!

  2. Perchè dici anche? Ma sopratutto, perchè pensi sia meglio l'artificiale del mio latte? O meglio, perchè insisti su questa storia invece di dire una cosa tipo "Che brava, nonostante le difficoltà ci provi lo stesso ad allattare:" no io sono la cattiva che allatta nonostante il dolore..

  3. Abbattere una persona che ha delle difficoltà con un elenco di cose che non vanno, non è mai una buona idea. Se il primo giorno in ospedale ci scherzavo su, il quindo giorno iniziavo ad avere problemi ad affrontare l'argomento senza piangere. E poi invece di dirmi solo cosa non va, fammi capire cosa posso fare per risolvere il problema no?

  4. Mi fa piacere che per te lo sia stato, ma se ti dico che sto male, magari per me non è così. Non fare la gran donna vantandoti di aver allattato tuo figlio fino in prima media, quando ti ho detto che ho dei problemi. O mi dai dei consigli costruttivi, oppure... anzi, in ogni caso cerca di comprendere perchè magari voglio mollare.

  5. Questa domanda mi ricorda tanto la domanda che mi facevano spesso negli ultimi mesi di gravidanza: "Si muove?". Ma io dico, se la risposta fosse no, secondo te saremo qui a parlarne con tranquillità? Magari non sarei proprio qui se la risposta fosse no! Ma poi me lo chiedi perchè credi non mi sappia occupare di mio figlio? O semplicemente perchè non sai che altro chiedermi e allora facevi più bella figura a non chiedere niente??

  6. idem come sopra!

  7. Ecco, il tormento del bere perseguita la neomamma dalla gravidanza. Almeno 2 litri al giorno, che in allattamento possono essere anche 3! A volte vai talmente spesso in bagno che ti chiedi se l'acqua che bevi va anche nel latte o va tutta direttamente in vescica...

  8. La dieta dovrebbe essere sempre una dieta varia ed equilibrata con circa 500 calorie in più rispetto alla dieta pregravidanza. Varia la dieta è varia: l'ultima fetta di prosciutto, un pezzo di pane avanzato dalla sera precedente con sopra della maionese, mezza insalata appassita con un pomodoro transgenico e del primo sale stagionato (l'avevate iniziato 5 o 6 giorni fa?). Sull'equilibrato forse bisogna lavorarci ancora un po'. Sopratutto quando in preda alla stanchezza, o alla disperazione, mangiate chili di gelato, biscotti o cioccolato a seconda di quello che c'è in casa. E dire che vostra nonna vi racconta che a lei portavano da mangiare (?) brodo di pollo per tutti i 40 giorni del puerperio!

E infine cari Leche league e compagnia bella, ma perchè non fate una sezione che possono leggere anche le attettate senza sentirsi delle minorate del latte? Una sezione che magari raccoglie esperienze di chi ha avuto tanti problemi e ce l'ha fatta, con consigli pratici su come li ha risolti. No perchè se io ho già un male cane e ragadi da vendere anche con il paracapezzoli (che mi raccomando va usato per poco tempo e solo in caso di necessità!) e leggo che invece di 8 terribili poppate dovrei farne 12. Che se non si attacca abbastanza il seno produce meno latte, meno nutriente. Che le ore migliori sono proprio quelle in cui vorrei dormire. Che se si ingorga il seno dovrei mungermi. Che insomma la risposta ad ogni problema sembra essere sempre "Attaccarlo di più!"...

Se io leggo tutto questo, quando sono stanca, ho un capezzolo fresco di poppata, che perde pezzi di pelle e l'altro ancora dolorante dalla poppata di 4 ore prima. Se leggo tutto questo mentre il piccolo, che è stato un'ora attaccato, ha ancora fame.

La prima cosa che penso non è lo attacco ancora. La prima cosa che penso è PASSO ALL'ARTIFICIALE!

Il linguaggio segreto dei neonati


Questo libro l'ho preso qualche settimana fa, in preda alla disperazione, perchè non lo capivo e perchè non dormiva. Ha uno stile di scrittura di tipo americano, mentre lo leggevo mi sembrava di vedere uno di quei programmi doppiati in italiano, dove però in sottofondo viene lasciato l'audio originale.

Il primo capitolo parla di quanto l'autrice sia brava coi bambini, di quanto il suo metodo sia infallibile e tra un esempio e l'altro ti fa capire quanto il primo capitolo sia totalmente inutile.
Poi c'è un capitolo per ogni lettera della parola che racchiude il segreto del suo metodo, ovvero E.A.S.Y..

L'autrice in soldoni sostiene che è possibile (fin dai primissimi giorni di vita, e su questo nutro qualche dubbio) instaurare una routine flessibile. Ovvero far mangiare il piccolo, poi fare dell'attività (secondo lei un neonato dopo che ha mangiato non ha sonno..) che nel nostro caso va dal cambio del pannolino al bagnetto, e infine farlo addormentare e in quel momento dedicarsi a se stesse.

Ok, nella teoria tutto bellissimo, nella pratica per un neonato lo vedo infattibile.

Ho comunque apprezzato il capitolo sull'allattamento, visti i miei trascorsi, che ho trovato molto aperto. E il capitolo sul sonno, che cerca di trovare una via di mezzo tra chi sostiene di farli piangere allo sfinimento e chi invece accorre al primo vagito. Peccato poi che nella pratica sia comunque sfiancante tornare dal bambino n° volte, prenderlo consolarlo, rimetterlo giù e con buone probabilità tornare 10 secondi dopo. Io ci ho provato con successo la prima settimana, basta però una notte insonne per farti passare la voglia di applicarlo, e finire per tenertelo addosso a cozza vita natural durante, cercando di ricaricare le batterie nei secondi in cui dorme schiacciato su di te.

Bipolarismo bilaterale

"So che è impopolare, immorale, innaturale.. tutto quello che volete. Ma non mi piace allattare! La trovo una tortura, al di là degli orari, Riki non si attacca mai subito e quindi tutte le volte c'è il balletto davanti al capezzolo, poi finalmente si attacca, ciuccia forte, mi fa male e poi si stacca. Facciamo così due tre volte, poi finalmente si attacca bene, di nuovo male, ma poi passa. A metà si addormenta, tienilo sveglio, sveglialo di nuovo, si stacca e piange, si riattacca di nuovo dolore, poi passa. Si addormenta, no forse vuole l'altro seno, e si ricomincia da capo. Ho una vecchia crosta sul capezzolo e sull'altro si stanno formando dei puntini rossi che non mi piacciono per niente. Tieni pulito il seno se no viene la mastite, metti l'olio se no vengono le ragadi, a volte lo morde proprio, e mi fa un male cane. Ora per esempio mi pizzicano i capezzoli, altrimenti mi pizzica proprio il seno. E un seno ne ha di più e l'altro di meno, quindi tira da quello più dolorante-che produce anche meno col tiralatte, ne viene poco. Oltre tutto credo di averne più al mattino e poi col tempo ce nè meno, infatti solo al mattino goccia il latte, durante il giorno no. E non sai quanto ne prende, e non sai se gli basta. E ho paura mi venga qualcosa al seno. Ero partita bene, volevo allattare, ma non pensavo fosse così dura. Quello che mi frustra di più è il dolore quando si attacca e il fatto che ci mette una vita ad attaccarsi, mi strema. Per il resto sarebbe anche fattibile, ma questa cosa mi devasta e mi rende insicura."

Questo è uno dei primi sfoghi pubblici che ho fatto, in un gruppo di mamme di luglio. Una specie di coming out, perchè è così, se la gestione generica del pupo è fattibile (pianti senza apparente causa e addormentamenti difficoltosi a parte), tutta la storia dell'allattamento è stato un vero disastro.

Ho deciso così di fare una pausa di riflessione, riabilitazione e cicatrizzazione. E' vero forse le mie ragadi appaiono piccole e innocue, ma vi assicuro che confronto i dolori del parto sembravano gigantesche! Tremavo ogni volta che si avvicinava l'ora della poppata, e ogni tanto tremo anche adesso..

Al di là delle belle frasi ad effetto "allattare è un momento magico" che infastidiscono solo, so che è importante per il piccolo e anche a me una mano la dà. Ma certe notti penso solo intensamente "Passo all'artificiale e viviamo tutti felici e contenti!", mentre gli sto dando l'aggiunta dopo un tentativo di poppata finito in tragedia (si contano due feriti e un bimbo urlante).

Ma la lotta interna non si limita a questi momenti di lieve bipolarismo. La lotta interna, quella che davvero logora comprende altre cose. Invidio persone decise pro o contro..  io invece non ci riesco a decidermi.. ogni volta che allatto soffro, e soffro anche dopo a livello fisico; quando cedo all'aggiunta soffro il doppio a livello emotivo, però se cedo un motivo ci sarà.. poi mi rendo conto di riempire il mio compagno delle mie teorie contrastanti: forse non gli basta, non è abbastanza sostanzioso, però magari provo ad attaccarlo, no diamogli l'aggiunta che piange disperato, mi fa ancora un male cane ma che dici è meglio se provo o è meglio se  faccio una pausa? e via dicendo..

Perchè io in genere non mollò mai. Cerco di superare ogni ostacolo. Però allattare si avvicina davvero poco all'atto d'amore, mentre è incredibilmente vicino alla tortura! E mi secca che il problema non sia il "non avere latte" ma il soffrire per darglielo.

Stiamo diventando una razza debole, vittime dell'evoluzione della medicina che ci permette di fare cose che altrimenti non potremmo fare. Come vivere nonostante un cuore difettoso, sopravvivere a malattie gravi e a tumori. Questo ci permette di vivere più a lungo o meglio, ma non fortifica la razza umana che sta diventando sempre più dipendete dalla medicina.

Prendete i parti: l'epidurale o gli altri metodi per soffrire meno, quante mamme ne fanno ricorso?
Una volta superato il parto..anche l'allattamento è spesso difficoltoso o doloroso. Perchè questo? Penso proprio sia perchè ci stiamo indebolendo, se non fisicamente, anche solo mentalmente. Sappiamo che ci sono le scappatoie e quasi sembriamo fanatiche se non le vogliamo usare: "Se c'è un rimedio, perchè dovrei soffrire?".

Mi viene in mente una scena, dopo il parto, quando il ginecologo mi stava dando i punti. Mi chiede: " Fa male?" io rispondo che era un po' fastidioso, facendo spallucce. E lui risponde serio: "Ma deve dirmelo se fa male! Che gli metto più anestesia! Mica sono qui per farla soffrire!". Stranamente il mio compagno ha capito al volo quello che pensavo e ha risposto per me "E' che dopo tanto dolore, pensava fosse normale provare un po' di fastidio!".

Ritorno al futuro

Una volta a casa, diecimila cose cui pensare: i gatti prima di tutto, poi bisognava sistemare la roba dell'ospedale, organizzare gli spazi nel modo più adeguato, mangiare, bere e lavarsi..le piante, la roba stesa e quella da lavare. Dopo un tour de force eravamo a buon punto. Questo cosetto che non sembra neanche nostro, a volte uno se lo dimentica che c'è, altre invece vorresti davvero "darlo alla befana, che te lo tenga una settimana"...
"Eeeehhh!" (mio figlio vocalizza così al momento). Pronto tetta. Lui cicuccia.
"Eeeehhh!" pronto tetta, no, non ne vuoi? Però le manine in bocca? Uhm forse non ce n'è più..
Cavoli, e ora come mi regolo sulle aggiunte?
Inizia così un calvario tra internet, pediatri del consultorio, pediatra suo, mamma, papà, zii e amici. Consigli e nozioni più o meno scientifiche. Tutto questo nelle giornate più calde che ha fatto quest'anno.
Prima decidiamo una via "naturalista" do' solo il mio latte, poi ci rinunciamo, la sera diamo l'aggiunta e lui ci fa dormire 4 ore tra una poppata e l'altra. Anche il secondo giorno a casa, fila via così.
Dai tutto sommato è facile.
Il giorno successivo però, forse causa caldo, il piccolo si attacca anche per un'ora ogni ora e mezza due. Sono sfinita. Piango per ogni cosa (forse la famigerata caduta degli ormoni?), quando vedo la foto di quando eravamo all'ospedale, quando gli canto la ninna nanna di quando ero piccola, quando Lui mi da un bacio. Passano i miei a darmi una mano e alla fine diamo l'aggiunta più che altro per farmi riposare un po'.
Forse c'è qualche problema Houston..
Passa un'altro giorno delirante (ormai il senso del tempo è vago, ricorda più un puzzle non assemblato, lo sai che i giorni sono uno dopo l'altro, ma non riesci a collegarli tra di loro). Arriva il tiralatte prestato e lo scalda biberon. Il secondo un grande affare! A me iniziano a prudere da morire le smagliature e dopo 15 euro per una crema inutile, ne scrocco una del pupo che sistema la questione. Ma adesso a prudere ci sono le bolle su braccia e gambe, forse dovute al caldo.
Eccoci qui il piccolo ha poco più di una settimana di vita, e sono quasi cinque giorni che è a casa con noi. E siamo ancora in alto mare..
Passa mia zia, che ci fa cadere in una bolla sospesa, lava i piatti, prepara qualcosa per cena, ci dice che dobbiamo rilassarci e fare come vogliamo perchè siamo noi i genitori, e tutti in qualche modo sono cresciuti. Sarà che ha due figli, sarà che è molto giovane e tranquilla. Fatto sta che rimaniamo in questo stato di beatitudine, che ovviamente scoppia poco dopo che lei se ne va..
E da lì la follia pura.
Houston abbiamo un problema!
Ecco di fatto il bambino non ha dormito in modo continuativo, da solo per più di 10 min dall'una del pomeriggio. Addosso a noi forse anche 15min se li è fatti, ma niente di più. Ho tirato fuori la tetta, l'altra, abbiamo sfoderato l'aggiunta che mi ero tirata col tiralatte. Tentato con una doppia dose di artificiale. Niente. Bere beveva (tranne forse l'ultimo biberon di cui non era molto convinto). Abbiamo cambiato pannolini, fatto spugnature con l'amido per rinfrescare. Cantano ninna nanne.
Non avrei mai pensato di arrivare così presto a vocalizzare "Ooooo ooooh".
E mai e poi mai avrei pensato di farlo, tette al vento.
Abbiamo provato tutte le posizioni del kamasutra dei neonati. Siamo anche ricorsi al cicuccio! Sacrilegio!
Ma niente,
Il massimo che faceva era stare buono ma con gli occhi aperti.
E ormai si erano fatte le 23...
Io continuavo a pensare a quelle buffe cose che ti dicono tipo: riposati quando riposa lui! Si e quando? E sopratutto, quando mangio? Quando mangia lui? no perchè se no non ci siamo con le tempistiche!
Andiamo al pronto soccorso, chi altro chiami se no? In macchina il bimbo dorme, col ciuccio. Tentati di tornare a casa spegniamo un'attimo la macchina. Riparte. Bene allora andiamo.. Preso in braccio, torna a dormire.
Vabbè ormai siamo qui. All'accettazione già ci davano dei matti. Andiamo in pediatria e io spero di non trovare nessuna di quelle che conoscevo. E invece zac! La più antipatica, "Ah si mi ricordo di lei..." dice con tono acido.
Alla visita può andare una persona sola e mando Lui, se no la strozzo.
Il bimbo gode di ottima salute, forse ha solo caldo.
Una volta in macchina piange ovviamente per tutto il tragitto. A casa apro il distributore di latte, lui finalmente si attacca, e si addormenta con la tetta in bocca, io scivolo nel letto e me ne frego per la prima volta degli orari. Lui si sveglia autonomamente ogni 3, 4 ore quella notte.

I giorni di demenza in ospedale

Tutto è iniziato quando ero ancora in sala parto, la placenta non scendeva e i medici hanno avvicinato il piccolo al seno. Scoperto il seno, la dura triste verità: capezzolo piatto. E il piccolo non si attaccava.

Poi in una saletta a parte ho aspettato un paio d'ore (questo il tempo necessario per essere sicuri che non ci siano emorragie gravi, dopo un parto naturale) e hanno riprovato ad attaccare il piccolo, secondo verdetto: il bimbo ha il mento piccolo e non riesce a spingere bene. La tettarella di un biberon sembrava non servire a nulla.

Il primo giorno abbiamo provato con un paracapezzoli, enorme, che Riccardo non riusciva nemmeno a prendere in bocca, terzo verdetto: il piccolo apre poco la bocca. Siamo andati avanti a fatica tutto il primo giorno con quel paracapezzoli enorme. La sera vado al nido, esausta, lì mi rimproverano che avrei già dovuto avere il mio paracapezzoli e fanno la prova con un'altro, tutto bagnato che non si appiccica alla mia pelle, scivola e il bimbo non si attacca. Quarto verdetto: "Signora non so cosa dirle, lei ha il capezzolo piatto e il bambino è pigro. Glielo teniamo noi 'sta notte.". Risalgo il corridoio piangendo, mi sento impotente e  colpevole, sembra non ci sia via d'uscita.

Il secondo giorno non arriva più il momento di riprendere i bambini dal nido, una volta lì mi fermano per riprovare ad attaccarlo, intanto il peso del piccolo scende. Un'altra persona mi fa riprovare la tettarella della prima notte. Miracolo, Riccardo si attacca e ciuccia pure con gusto! C'è luce alla fine del tunnel! Passiamo così tutto il secondo giorno.

Il terzo giorno il peso è sceso ancora, mi dicono che se continua a scendere non mi fanno andare a casa l'indomani. Quinto verdetto: "Signora lei poi ha la pelle delicata, si rovina subito, gli ha già fatto un livido!", no quella è una vecchia cicatrice a dire il vero... Passiamo così tutto il giorno da soli con la tettarella. Ci sono momenti in cui piango perchè so che non ci faranno uscire, e momenti in cui mi auto convinco che ora Riccardo si attacca bene, sta ciucciando quindi siamo a cavallo! Verso sera invece mi viene fatto sapere che il piccolo è sceso proprio troppo di peso e se il giorno successivo non si dovesse stabilizzare allora mi faranno restare un'altro giorno. Panico. Io mi impegno più che posso, lo attacco come mi dicono 10min per parte, lui però ciuccia e si addormenta. Intanto passano a dirmi frettolosamente come si fa la medicazione all'ombelico e mi raccontano come si fanno le spugnature (e io che immaginavo me l'avrebbero fatto vedere..)  Sono distrutta, la notte non dormo bene, nel frattempo in camera sono arrivate: una mamma di 6 figli, tanto per sentirmi ancora più imbranata; e poi una donna che ha partorito col cesareo in piena notte.. E io piango all'idea di dover rimanere bloccata lì per chissà ancora quanto.

Il quarto giorno è ufficiale non mi dimettono. Mi portano a tirare il latte, solo 10ml. Torno una seconda volta, mi chiedono: "Preferisce tirare prima il latte o provare ad attaccarlo?", "Non lo so, mi dica lei cos'è meglio...", ...dopo un consulto prima mi fanno fare una poppata con doppia pesata (quasi 10 grammi) poi si va di tiralatte. Mentre davanti a me Riccardo viene allattato artificialmente da un'altra persona. Mi sono messa a piangere. E quello non capiva neanche perchè. Il mio piccolo non mangiava da giorni in modo decente e la prima persona che lo sfamava era un'estraneo (come se poi fosse chissà quanto difficile dargli un biberon). Sesto verdetto: "Comunque suo figlio è pigro, anche al biberon non si attacca molto!"
Nel frattempo mi procuro un paracapezzoli come dico io, che pare funzionare proprio bene, il piccolo ora ciuccia di più, torno comunque al nido per l'aggiunta.
La montata lattea sembra finalmente essere in arrivo, chiedo qualche consiglio all'unica che sembra ascoltarmi, lei mi dice che se preferisco quella notte sarei potuta andare ad allattare lì, di svegliare il bimbo dopo tre ore se non si fosse svegliato da solo.
Quella notte in particolare, stremata dalle visite dei parenti, dalla storia dell'allattamento, e dal sonno perso, vado a letto convinta che mi riprenderò perchè Riccardo ora dorme beato. E invece la madre della vicina del cesareo cerca di costringere la neonata ad attaccarsi al seno e la piccola strilla per tre ore filate. Così coi nervi a pezzi vado al nido a cercare asilo. Lì un'altra persona mi dice che non ha senso che io allatti da loro. Settimo verdetto: "Signora sta dormendo, non lo svegli!". Torno depressa verso il mio letto, fortuna che una ginecologa nel frattempo era andata a vedere cosa stava succedendo e la situazione lì si era calmata.

Il quinto giorno, finalmente Riccardo ha preso peso, si torna a casa. Nel giro di poco faccio un'ultima visita, e poi al nido per le ultime cose del piccolo. Io mi aspettavo indicazioni su come e quando allattare, sulle dosi dell'aggiunta, su come pulire occhi, naso e orecchie. Invece vengo investita da informazioni burocratiche: codice fiscale, pediatra, ecografia anche, vaccini, vitamine... "Ma devo dargli l'aggiunta?", "Si continui pure, poi deve fare quest.." sono state le uniche parole sul tema.

Ma l'importante infondo era uscire dall'ospedale, no?

Allattare? Sì, grazie!

Abbiamo partecipato, grazie al corso preparto, a due lezioni sull'allatamento. Vi riassumo le cose che ho trovato più interessanti e utili!

ALCUNI MITI DA SFATARE E QUALCHE CONSIGLIO:

  • Il pupo non deve crescere di 1kg al mese, ma allattato al seno, deve aumentare di 500gr per i primi tre mesi e poi l'incremento diminuisce.   [la storia del kg è legata al latte artificiale]

  • Per essere sicuri che mangi abbastanza controllare che riempia almeno 6 pannolini di pipì al giorno. (se vi sembrano asciutti tagliateli a metà, i nuovi pannolini ingannano molto)

  • Grazie al Roomin-in, non esiste più lo spauracchio della montata lattea, in quanto il bambino prende il latte da subito e per tutto il tempo, evitando che il seno si gonfi troppo tra una poppata e l'altra.

  • Se fa male allattare, c'è qualcosa che non va.

  • Se dorme da subito 6 ore di fila, c'è qualcosa che non va.

  • In caso di altri dolori concomitanti all'allattamento (tipo i dolori del taglio cesareo), meglio prendere un'antidolorifico in più che sopportare, perchè il dolore inibisce la produzione dell'ossitocina, uno dei due ormoni dell'allattamento.

  • In allattamento si può bere alcool moderatamente, e non ci sono cibi da evitare se non funghi, mitili crudi, pesce crudo e uova non pulite bene prima di essere utilizzate. Cipolla e cavolo rendono il latte più dolce, mentre i legumi non fanno venire le coliche come si crede.

  • Variare spesso posizione di allattamento oltre a evitare problemi muscolari, svuota gli ingorghi che potrebbero formarsi utilizzando sempre la stessa posizione.

    • Nella posizione a culla classica sostenere bene il collo, ma non bloccare la testa.  Se il bimbo cerca il vostro sguardo assecondatelo, è una cosa che capita in genere solo i primi tempi, poi passa. Ma se non assecondato si potrebbe innervosire e compromettere la poppata.

    • La posizione a rugby è utile sia per "confondere" il bambino che vuole ciucciare sempre allo stesso seno (dopo due ciucciate dal seno preferito, quando prende aria, traslarlo sull'altro mantenendo la posizione), sia in caso di bambini pigri o di seno grosso.

    • La posizione da seduto è ideale per chi ha tanto latte, perchè rallenta un po' il flusso evitando che il bambino si senta soffocare e non abbia il giusto ritmo. (vi potete aiutare con un asciugamano piccolo arrotolato sotto il seno per tenerlo alto).

    • Nella posizione da sdraiati a letto, potete allattare all'altro seno alzando il bambino con un cuscino.

    • La posizione a lupa, poco conosciuta è ideale per quei bambini con "l'altimetro" che piangono appena vengono messi in culla, con questa posizione potete fargli fare due ciucciate una volta messi a letto così che si tranquillizzino.

  • Il ruttino tanto osannato è ormai obsoleto. L'allattamento al seno è sottovuoto, per cui non ingurgita aria il bambino. Se si era addormentato, con il ruttino, lo si sveglia. Lo spostamento di posizione aiuta a fargli venire il rigurgito. [anche questo è strettamente legato all'allattamento artificiale]

  • Nel caso di notte pianga senza motivo apparente, calmarlo contenendolo stretto al petto, meglio se lo fa il padre, così si rinforza il loro legame, lui è di sicuro più tranquillo e meno stanco di noi e il non avere seno gli permette di tenerlo più comodo e più vicino al cuore.

  • Ci sono bambini che hanno proprio bisogno di succhiare, e che lo fanno anche quando non stanno mangiando. In questo caso quando sono piccoli piccoli utilizzare il proprio pollice col polpastrello all'insù. Stimola la suzione al seno e non confonde il bambino che si abitua a ciucciare qualcosa di vivo. Poi una volta avviato bene l'allattamento si può passare al ciuccio.

  • Per coinvolgere il partner nell'allattamento, può unirsi a voi abbracciandovi da dietro e tenendo lui il bambino mentre succhia. Sembra complicato, ma pare che molti papà apprezzino.

  • Per non sentirsi stanche consigliavano vivamente di assecondare quel senso di calma e assopimento che sopraggiunge dopo la poppata. Se ci si addormenta subito dopo infatti si riesce a cadere in un sonno molto profondo e ristoratore, che non si riesce a raggiungere nemmeno se qualcuno si propone di tenere il bambino in modo che si possa dormire in un momento diverso.

  • Se il bambino no ha ancora preso il ritmo e quando si sveglia è sempre nervoso e vorace, consigliavano di svegliarlo un po' prima per evitare che il piccolo vada in ipoglicemia.

  • In caso di ingorghi e quindi se si avvertono sensazioni di seno dolente, rosso, caldo e duro:

    • fare prima un impacco caldo (in modo da favorire la fuoriuscita del latte

    • per togliere l'ingorgo orientare il mento del bambino verso la zona arrossata e fare la normale poppata

    • successivamente fare un impacco freddo

  • Se doveste notare puntini bianchi nel capezzolo si tratta di dotti bloccati che devono essere sgorgati

  • Se avvertite febbre alta e sintomi influenzali improvvisamente, potrebbe trattarsi di mastite

Infine chiudo con questo video che ci hanno fatto vedere per spiegarci come l'allattamento sia del tutto naturale e istintivo.
[youtube=http://youtu.be/pjDQN9keKQk?t=2m16s]

Per dubbi o emergenze, sopratutto nottune, chiamate l'ospedale dove avete partorito. Oppure vi lascio il numero di questo servizio, Allattare? Sì, grazie! attivo in Piemonte: 3316672311

Se aveste dei dubbi su quali medicinali assumere in allattamento, consigliavano di contattare il centro antiveleni di Bologna.

Istinto

Qualche giorno fa abbiamo avuto l'incontro con il pediatra.
Al di là di varie informazioni tecniche, mi ha colpito un'aspetto di quello che diceva la pediatra. Ovvero il suo approccio totalmente naturale, dalla cura del moncone ombelicale fino allo svezzamento.

Quello che ho capito, che mi ha trasmesso, è che gli adulti (cresciuti in città, che cambiano i loro ritmi per piegarli al lavoro, che vivono di tecnologia ecc..) perdono praticamente del tutto l'istinto che contraddistingue invece tutti gli animali. Ma il neonato no, è ancora pregno di queste pulsioni che lo portano a mangiare solo se hanno fame, a dormire se hanno sonno, ad autogestirsi insomma. Per cui quello che dobbiamo fare noi mamme è assecondarli.



Lei parlava di allattamento a richiesta, di non farci problemi nel tenerli in braccio "perchè poi prendono i vizi", di usare una fascia per fare in modo che possano stare a contatto con noi (ma anche col partner). Che i neonati hanno bisogno di contatto continuo, hanno bisogno di poter mangiare quando hanno fame, sopratutto in piena notte (perchè questo tra l'altro aiuta molto la produzione del latte). Ci raccontava di un video in cui si vede proprio che il neonato rotola verso la mamma nel letto quando ha fame, per poi tornare nella sua parte di letto per dormire.

Ci diceva di non preoccuparci se abbiamo paura di non riuscire a svegliarci la notte, perchè le mamme di solito si svegliano qualche attimo prima che il bambino pianga. Questo è stato anche confermato da degli studi che hanno visto come l'encefalogramma di mamma e bambino siano uguali nei primi mesi di vita.

Tutto questo mi ha fatto pensare quanto la maternità ci possa riportare al nostro stato più brado, più animale, quasi come fosse l'unico modo per tornare davvero alle origini. Mi ha fatto sentire speciale, in quanto donna, il poterlo sperimentare. E, senza entrare troppo nel trascendentale, sempre la pediatra ci ha ricordato che siamo mammiferi quindi allattamento e contatto fisico sono alla base di tutto.



Per cui via all'istinto, libero sfogo alle coccole e ristoriamoci delle fatiche gravidiche con un ragnetto attaccato al corpo!

Corso preparto

Sono finalmente andata al corso preparto! Non eravamo tantissime, le età si distribuiscono tra i 25 e i 35 con picchi di 20 e 40 anni. Ci sono due straniere (le più giovani tra l'altro.. tra le italiane io sono la più giovane), questo penso che sia un quadro abbastanza rappresentativo dell'Italia di oggi..

L'ostetrica sembra si sia dopata ma è simpatica e si vede che ci crede in quello che fa, si è capito da più cose che ha detto, che lei (e la struttura) ci tenevano a fare il corso nonostante non ci siano i mezzi adatti e loro siano sovraccariche di lavoro. E questo fa tanta tenerezza ma anche tanta rabbia se uno pensa ai soldi sprecati altrove.

Ci ha fatto il solito terrorismo psicologico da: non prendete troppo peso! Mangiate dolci una volta a settimana, carboidrati due volte al massimo.. e io facevo finta di niente.

Faremo ben tre incontri con i papà, e penso che Lui non veda l'ora di essere reso partecipe. Due incontri sull'allattamento e uno dopo il parto.

Una cosa inquietante che ha detto è che le primipare in genere partoriscono dopo, è molto raro lo facciano prima, sigh sigh.

Cedimenti

Mi sono piegata, non volevo comprarli ma alla fine ho ceduto.

Sono l'olio Vea e il cuscino per l'allattamento (o anche conosciuto come multiuso).

Per l'olio Vea ho ceduto perchè i capezzoli mi stavano facendo impazzire, secchissimi, pieni di pellicine, un disastro. E qualsiasi olio che avevo in casa non migliorava se non temporaneamente la situazione. Così durante un incontro di mamme e future tali, sono stati decantati i poteri miracolosi di questo olio, sopratutto in allattamento. Così ho ceduto, l'ho comprato. Devo dire che di sicuro è il migliore fra quelli usati fin'ora. In un paio di settimane ha portato i miei capezzoli allo stato originale, però devo comunque applicarlo tutti i giorni per mantenere questo stato, maledetti. Devo ancora capire come la sola vitamina E possa avere sia consistenza liquida, che cremosa, che simile al gel.. ma vabbè, al momento non indago e mi godo i risultati.

[Ah dimenticavo: non si deve togliere prima di allattare e può essere usato per piccole screpolature del bambino o vicino alla bocca degli adulti, dato che è "commestibile"]



Il cuscino. Ho deciso di comprarlo per due motivi: perchè ultimamente dormivo davvero male, perchè non prendendo ovetto, navetta o culla ammetto che un po' mi sentivo una mamma degenere, per cui volevo qualcosa da poter utilizzare come riduttore. Ho scoperto che in un supermercato li vendevano a 15 euro, ma ovviamente due mesi fa, infatti quando l'ho cercato non c'erano più. Così ho guardato in giro i prezzi e come minimo costavano 60 euro. L'altro giorno ho visto che in un negozio enorme per bambini veniva 30 euro in super sconto e siamo corsi a comprarlo (tra l'altro forse abbiamo trovato anche il passeggino in sconto), visto che era il primo che vedevo ad un prezzo accettabile.

Il giorno dopo siamo andati allo stesso supermercato dove lo vendevano a 15 euro, ma di un'altra zona..e ovviamente c'era. Ho cercato di auto-convincermi (e sopratutto non ho controllato, così da rimanere nel dubbio) che quello a meno fosse più scomodo e non sfoderabile. Ma mi son girate lo stesso le cosiddette!
Ho provato a metterlo come riduttore e devo dire che crea proprio l'effetto nido, mi piace proprio!
Poi è qualche notte che ci dormo assieme, per mia natura mi giro molto, per cui metà notte alla fine dormo senza. Però ho notato che quattro ore filate con lui me le faccio (poi c'è la pausa pipì) e dopo cambio un po' posizione. Appena lo abbracci e lo stringi tra le gambe, la schiena si rilassa e quindi anche solo per questo ha senso prenderlo. Poi questo modello (per intenderci, il più ingombrante, quello lungo lungo non troppo rigido a volte con due fettucce agli estremi) può essere usato, oltre che per dormire, per allattare, e per appoggiarci il bimbo i primi mesi legando le fettucce così che crei una goccia (esce fuori una specie di sdraietta).
Ma ieri, tornata da una passeggiata, ho scoperto un terzo uso.
Mi sono chiesta perchè non venga pubblicizzato, poi mi sono immaginata una foto di me in quel momento, e ho capito.
Ho avvicinato molto i due estremi, quasi a dargli la forma per appoggiare il bambino, ho fatto spazio per la pancia in mezzo, e mi sono tuffata a pancia in giù! Sono praticamente caduta in coma, con le braccia penzolanti, la faccia sprofondata, immobile. La scena in effetti non era molto rassicurante.
Ma credetemi, stavo di un bene! Dopo mesi senza potersi mettere a pancia in giù, che liberazione! Se mettete un cuscino davanti potete farvi un pisolino, se invece mettete un paio di cuscini ai lati potete leggervi una rivista.
Oltre me, ha gradito molto il nuovo acquisto anche Mindy, che non lo mollava più, inseguendolo fino dentro il lettino per potersi abbandonare sopra con fare da diva. Sappiamo come riciclarlo una volta che non servirà più.

Mindy e il cuscino multiuso



Un piccolo Ps:

all'alba del nono mese ho scoperto che un massaggio con olio d'oliva alla fine è risultato il rimedio più efficace e duraturo per riparare i capezzoli, siate generose, fate assorbire bene (inizialmente verranno via tutte le pellicine senza sforzo, poi dalla seconda o terza applicazione inizierete a vedere i vostri capezzoli riparati e ben idratati).