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post-lamentoso della notte insonne

Lo faccio fuori, ti vendo, che male ho fatto?, avrà mai fine tutto ciò?, cresci!, ma come cavolo faccio ad andare avanti così???
Queste e altre affermazioni più o meno colorite escono dalla mia bocca dopo l'ennesima notte insonne.

Sono stanca, distrutta, Andrea ci concede una notte di sonno semi decente e poi riprende a lamentarsi tanto da svegliare Ricky che poi a sua volta non si addormenta più per ore.
Non so quanto reggerò.
Non sono una dormigliona eh, ma quel poco che dormo devo dormire e devo farlo pure bene.

Andrea a breve farà sei mesi e sono stati sei mesi tremendi, i più faticosi della mia vita, con Ricky ero triste lo ammetto, e poi c'era stato pure il trasloco e i terrori notturni, ma qui sono proprio annientata, sono nervosa, scatto per qualsiasi cosa, ma me lo sento che non c'entra la depressione post parto o altro... sono proprio stanca, una stanchezza che ha messo le radici.
Anche il mio compagno non ce la fa più, perchè spesso o si sveglia, o lo sveglio invocando aiuto, che poi però non serve perchè Andrea vuole solo me la maggior parte delle volte.
Anche ricky secondo me no ce la fa più..
Questi sono stati sei mesi pieni
sono stati sei mesi di dolori per allattarlo
sono stati sei mesi di coliche(ok non continuative però ancora adesso è spesso infastidito)
sono stati sei mesi di sveglie a qualunque ora
sono stati sei mesi di nanna a qualunque ora
sono stati sei mesi lenti
aspettavo la primavera ma qui, come  il tempo fuori ci sono giorni di sole e ancora molti di pioggia, alcuni di neve e tormenta.
A volte ho paura che rimanga così piccolo per sempre "Salve signora, si suo figlio è affetto da neonatolite, rimarrà neonato per sempre!" incapace di realizzare che per forza dovrà crescere no? perchè cresce vero?
Ora è praticamente svezzato, ma essendo un po' indietro rispetto a Ricky mangia ma ancora solo imboccato, non sta bene seduto e non porta alla bocca in maniera utile il cibo.
Ecco quello che non vedo proprio l'ora è che stia seduto, così magari spero riesca a stare un po' più tranquillo visto che in questo periodo si innervosisce facilmente e devi tenerlo in braccio per fargli vedere e toccare il mondo.
Mi sento pure in colpa (ovviamente che domande) perchè con Ricky facevo un sacco di cose, lo stimolavo, con questo no non ho tempo o mi passa la fantasia perchè ormai vivo in uno stato di catalessi continua.

Ricordo che con Ricky passavo un mese buono, un mese di sofferenza e poi acquisiva una nuova competenza, e quindi andava di nuovo meglio.
Andrea non fa così, fa tutto con tale lentezza e diluito nel tempo che quasi non te ne accorgi e io sono già in attesa della competenza successiva quando ancora non ha acquisito del tutto la prima.
Ho paura che non basterà compiere un anno per parlare e camminare come con Riky, certo che a settembre almeno lui andrà all'asilo per cui qualcosa cambierà per forza.

Sono cattiva forse, forse solo esausta.
Mi lamento troppo certo, perchè poi penso a quelli che hanno cinque sei figli, a quelli che ne hanno due e non si lamentano e non urlano di continuo.


wake me up when September ends...

Reborn

I sei mesi per un bambino sono come una nuova nascita. Almeno per il mio.

Se abbiamo detto addio alle colichette, ai problemi di fare la cacca liquida, di imparare a ciucciare e di annoiarsi..
Ora diamo il benvenuto alla preparazione dei denti, alla cacca dura, a imparare a mangiare cose nuove e alla troppa stimolazione. Insomma, se avevamo trovato un equilibrio, ora si è rotto.
A questo ci aggiungiamo che ci siamo trasferiti e non capisce più dove siamo, e lo svezzamento, giusto per arricchire un po' lo scenario. In soldoni non dormo più di 3 ore di fila da una settimana, e prima c'erano i terrori notturni (ovvero incubi tremendi che gli sconquassano il sonno facendolo piangere fino a diventare rosso, ma dato che lui sta dormendo non lo si riesce a consolare), e poi a questi si sono aggiunti i risvegli ripetuti, sempre piangendo, ma questo pianto si consola in fretta. E se prima tiravo fiato di giorno, ora neanche più quello, oggi avrà dormito un'ora e mezza in tutto il giorno. Ho la schiena distrutta. Sono stanca e anche un po' preoccupata per l'avvenire.



Insomma crescere è una fatica, per lui che deve imparare sempre cose nuove. Per noi genitori che dobbiamo trovare rimedi dove a volte non vediamo neanche il problema.
Chiudo citando uno scambio di messaggi con un'amica:

"Ma la tua quando mette i denti come si comporta? Ormai sono notti che non dormo, si sveglia di continuo. A volte è inconsolabile, smette solo se lo attacco al seno, ma ieri anche dopo averlo attaccato piangeva!"

"La mia sai non ha mai dormito nè di giorno nè di notte.. non so se sono i denti, il fatto che non fa più la cacca, ma lei ora vuole solo stare in braccio attaccata al seno. Tipo ora la sto odiando: i pochi minuti liberi li ho usati per fargli la minestrina con tutte le cose fresche comprate apposta. Ho provato a dargliela. 2 cucchiaini e poi è iniziato il lamento!"

"Anche ricky fa così, però poi alla fine (dopo canzoni, filastrocche e distrazioni varie) la finisce tutta. Fino alla settimana scorsa mangiava tutto!!"

"Mi sembra di essere tornata indietro invece di andare avanti."

Cose che vi stupiranno del vostro pupo


  • la quantità di cacca prodotta

  • la tremenda puzza delle sue tenere "scorreggine"

  • la profondità dei suoi rutti

  • la delicatezzza dei suoi primi gorgoglii contrapposta all'acutezza dei suoi pianti

  • la forza del suo corpo

  • la sua resistenza al sonno

L'allattamento mistico

Allattare esclusivamente è una pratica che eleva la donna a eroina stoica nel dolore e nella fatica. Io vi ammiro moltissimo, vi vedo lontane come una chimera ma so che ci siete!

Che poi immagino per voi sia comunque più facile rispetto come mi immagino io un allattamento esclusivo (secondo le mie proiezioni i miei capezzoli ad un certo punto cadono spontaneamente dopo l'ultima sfiancante poppata). Ma allattare comporta prima di tutto sacrificare ancora l'alimentazione junk food per una dieta più equilibrata, in secondo luogo sacrificare il proprio corpo e le proprie energie. Senza contare che l'allattamento a richiesta sacrifica anche il tempo.
[E mi raccomando ricordatevi di tenere tutto a portata di mano: fazzoletti, acqua, libro, telecomando, telefono... perchè non vi potete muovere per mezz'ora un'ora all'inizio e il tempo senza supporti non passa mai!]
Il problema dell'allattamento esclusivo materno è che non sai mai quanto ha mangiato. Ma pare che se bagna sei pannolini al giorno si è a cavallo. Se poi prende anche peso e cresce nei ha la conferma ufficiale.

L'esclusivo fatto di artificiale ti dà la grande certezza di sapere quanto e come mangia. E la cosa pare far felici non solo i genitori, ma sopratutto i parenti. Inoltre con l'artificiale è più facile regolarizzare i pasti e dare meglio un ritmo sonno/veglia. Unico neo dell'artificiale è capire qual'è quello migliore per tuo figlio..prezzo a parte.
[Altri problemi dell'artificiale sono i tempi di preparazione (niente pronto tetta immediato, ma scalda, dosa e miscela), e lavaggio e sterilizzazione del biberon. E per finire dare il biberon implica l'utilizzo di entrambe le mani, non c'è scampo.]

Poi c'è questa cosa fantasiosa e masochista che si chiama allattamento misto, e qui ci sono due scuole di pensiero:

  • lo allatti poi somministri un'aggiunta (e qui si aprono due strade, quella della doppia pesata, e quella del "vado a caso")

  • qualche poppata la dai tu e per altre somministri interi biberon (anche qui pare vigere il caso)

in ogni caso è molto difficile da gestire, perchè combina pensieri e paure di entrambi i metodi di allattamento, più altri: non sai quanto prende da te (pare che la doppia pesata non sia proprio affidabile), non sai bene quanto dare di artificiale e a ogni problema intestinale o di inappetenza ti chiedi se devi cambiare latte, o se sei tu ad aver mangiato qualcosa che non va!

L'altalena

Ci sono sentimenti contrastanti che nascono qualche settimana dopo la nascita del tuo bambino. Dopo insomma che si torna a casa propria e si vorrebbe inconsciamente tornare alle proprie abitudini.

Da un lato si prova un incredibile senso di protezione: non vuoi che pianga non tanto perchè è fastidioso sentirlo, ma perchè non vuoi che stia male (sopratutto per certi tipi di pianti disperati). Dall'altro lato quando proprio non c'è verso di farlo calmare vorresti solo gridargli di smetterla, chiuderlo in camera e andartene. A volte fai soltanto una delle tre cose, per poi pentirtene subito dopo.

Da un lato vorresti cullarlo e stringerlo per dargli tutto il tuo amore. Dall'altro al 10° giro della ninna nanna, inizi ad avere problemi a ricordarti quale strofa hai cantato prima, per cui la successiva la scegli a caso, rischi di cadere ad ogni giro della micro stanza in cui ci sono una scrivania, un armadio, un letto matrimoniale e il lettino, e finisci per rovinarti gli stinchi contro i bordi del letto mentre pensi, in successione: "Perchè stai lì tranquillo, sbadigli e non dormi? Questa casa è troppo piccola per tutti e tre! Dovrò fare sta vita per tutto il resto della mia vita??".

Da un lato non vedi l'ora che dorma, per poter stare tranquilla, riposarti anche solo vagando su internet o guardando un film, coccolarti con il tuo compagno. Dall'altro quando dorme ti senti quasi in colpa, non lo stai curando, cullando, sfamando, coccolando!

Ci sono momenti in cui guardi "la creatura" e pensi quanto sia carino e simpatico (in genere quando è tranquillo e sta sorridendo). Altri (generalmente quando piange e non capisci perchè, oppure quando non dorme) in cui inizi a comprendere i meccanismi che hanno portato madri a buttarsi dal balcone, capisci meno perchè si portino dietro anche i figli però.

Ci sono momenti che ti immagini deliziose scenette sul futuro, o ti godi una passeggiata tutti e tre nel parco. Altri che ti chiedi "Ma cosa avevo in testa quando volevo metter su famiglia??".

Ogni tanto pensi: "Però dai me la sto cavando bene! il piccolo piange poco, la maggior parte delle volte riesco a farlo stare tranquillo e sereno.". Il momento dopo pensi:" Sono una madre fallita, appena posso lo sbologno al padre, neanche allattare so farlo tanto bene, e poi cos'è che faccio alla fine? Gli cambio un pannolino? Sai che roba!".

A volte hai paura di fargli male anche chiudendo il pannolino. Altre volte hai paura di non riuscire a frenare gli scatti d'ira che ti colgono quando sei tanto per cambiare stanca e il picolo tanto per cambiare piange o non si addormentano o tutte e due le cose insieme.

D'altronde citando Trilussa: "L'amore è un'altalena di perdenti se si va pari c'è gia da star contenti.".

Il linguaggio segreto dei neonati


Questo libro l'ho preso qualche settimana fa, in preda alla disperazione, perchè non lo capivo e perchè non dormiva. Ha uno stile di scrittura di tipo americano, mentre lo leggevo mi sembrava di vedere uno di quei programmi doppiati in italiano, dove però in sottofondo viene lasciato l'audio originale.

Il primo capitolo parla di quanto l'autrice sia brava coi bambini, di quanto il suo metodo sia infallibile e tra un esempio e l'altro ti fa capire quanto il primo capitolo sia totalmente inutile.
Poi c'è un capitolo per ogni lettera della parola che racchiude il segreto del suo metodo, ovvero E.A.S.Y..

L'autrice in soldoni sostiene che è possibile (fin dai primissimi giorni di vita, e su questo nutro qualche dubbio) instaurare una routine flessibile. Ovvero far mangiare il piccolo, poi fare dell'attività (secondo lei un neonato dopo che ha mangiato non ha sonno..) che nel nostro caso va dal cambio del pannolino al bagnetto, e infine farlo addormentare e in quel momento dedicarsi a se stesse.

Ok, nella teoria tutto bellissimo, nella pratica per un neonato lo vedo infattibile.

Ho comunque apprezzato il capitolo sull'allattamento, visti i miei trascorsi, che ho trovato molto aperto. E il capitolo sul sonno, che cerca di trovare una via di mezzo tra chi sostiene di farli piangere allo sfinimento e chi invece accorre al primo vagito. Peccato poi che nella pratica sia comunque sfiancante tornare dal bambino n° volte, prenderlo consolarlo, rimetterlo giù e con buone probabilità tornare 10 secondi dopo. Io ci ho provato con successo la prima settimana, basta però una notte insonne per farti passare la voglia di applicarlo, e finire per tenertelo addosso a cozza vita natural durante, cercando di ricaricare le batterie nei secondi in cui dorme schiacciato su di te.

Metodi di tortura moderni: deprivazione del sonno

E' terribile, dopo due giorni a casa, ti ritrovi a vagare tipo zombie,  i pochi spazi liberi li usi per mangiare e andare in bagno.
Sei troppo stressata per dormire nei 15 minuti che dorme lui da solo.

Si sveglia di nuovo, lo cambi, forse ha fame, lo allatti. Ha ancora fame? Diamo l'aggiunta. Ha ancora fame? No non è possibile.
Lo cullo. No si mangia le manine. Però guarda ecco sbadiglia.

Ok, ora dorme, su di me. E io ora come faccio a dormire?

E poi piange di nuovo, tu cerchi di cullarlo per farlo dormire e i tuoi seni sprizzano latte di gioia, così ora devi tamponare le perdite, cercare le coppette, lasci in giro quella vecchia, trovi una lavetta ti pulisci, raccogli un pezzo di carta da terra

Sono stanca, i seni prosciugati che piangono lacrime di latte. I vestiti tutti chiazzati, il letto chiazzato, il pavimento chiazzato..ma della sua pipì.
Ho mal di schiena, la testa in panne, trovo stancante qualunque decisione, anche cosa fare ora che dorme.
E intanto la gente si offende se non la faccio venire a casa. E medito se trasferirmi dai miei non possa esser letta come una sconfitta.

I parenti lo rapiscono appena lo vedono e si arrabbiano se non possono essere sempre qui. Io ci ho pure provato, a fare venire qualcuno a darmi una mano. Ma sono state le due ore più lunghe della mia vita. Mi sentivo sotto giudizio, se lo faccio piangere penserà che non sono una brava madre! Allattare con il pubblico poi non mi piace, con tutte le varie difficoltà che ho non mi sembrava una grande idea, e neanche dargli il biberon, visto che magari poi possono venire strane idee a chi è venuto ad aiutarmi.

Perchè non capiscono, o non si ricordano com'è? Che c'è bisogno di tempo, anche per sbagliare e sopratutto di intimità per creare la nuova famiglia?

Perchè sembra che nessuno si ricordi com'è? Forse è autoconservazione, tipo il dolore del parto che si dimentica (confermo, io già non ricordo più nulla) perchè se no nessuno farebbe più figli..e questo è lo stesso!

E non sento attaccamento, non lo amo alla follia, tutt'al più mi sembra carino. Di contro lui non sembra riconoscere così tanto la mamma, il mio odore o la mia voce, tanto da essere calmato solo dalla mia presenza, e io così mi sento inadeguata e frustrata. Così piango mentre lui piange perchè non so più come calmarlo mentre sono letteralmente esausta. E se arriva Lui e lo calma, sono quasi gelosa.

Cose che vi ritroverete a pensare una volta a casa col pupo


  1. perchè non dorme?

  2. perchè ha dormito così poco?

  3. cos'avrà?

  4. ti ho cambiato il pannolino, dato da mangiare abbondantemente, pare tu non voglia dormire..cosa vuoi??

  5. sbadiglia e si ciuccia le manine, ha fame o ha sonno?

  6. perchè non lo capisco?

  7. perchè nessuno mi capisce?

  8. cosa faccio adesso?

  9. perchè è così dura?

  10. perchè è così faticoso?

  11. ma gli altri come hanno fatto?

  12. perchè non lo capisco? no questa l'ho già scritta...

Esperanto

"Io tutte le mattine, quando mi sveglio, do' un colpetto alla mia pancia e la piccola mi risponde con un calcetto!"
"Ogni volta che il suo papà torna a casa da lavoro, fa i turni, lei si sveglia e calcia!"
"Il mio tira calcetti con il carillon! Il carillon smette e lui anche!"
<<Con il tempo imparerete a conoscere il vostro piccolo, i suoi ritmi e cosa gli piace o non gli piace.>>, cita un libro sulla gravidanza.
Io ho pensato nell'ordine: che si facesse sentire all'ora di pranzo, perchè apprezzava il cibo; è durato una settimana o due del quarto mese, poi basta.
Che si facesse sentire la sera quando mi rilassavo sul letto; dopo tre, quattro giorni, ha smesso.
Che rispondesse ai miei tocchi ritmici; lo fa una volta si e una no..
Al carillon non risponde proprio, quando suo padre mette la mano all'inizio smetteva di muoversi, ora lo ignora e continua, ma senza svegliarsi quando torna da lavoro, per intenderci.
L'unica cosa a cui sembra rispondere sempre, sono le fusa dei gatti.
I casi sono due: o i figli degli altri sono già dei piccoli geni e il mio è un deficiente. Oppure semplicemente sto fabbricando un'altro piccolo incostante, degno dei suoi genitori. Che si stufa a scalciare tutte le sere o sempre all'ora di pranzo, per cui improvvisa al momento.
Che poi tra l'altro: ma se tira i calci...siamo sicuri che è perchè gradisce quella determinata cosa?? Ce lo siamo sempre chiesti. Infondo se fossi chiusa in un sacco buio e bagnato, non potessi parlare, decidere cosa o quanto mangiare o bere. L'unico modo per rispondere al mondo esterno (sempre filtrato dal sacco) sarebbe tirare un calcio! E io lo farei per esprimere il mio dissenso, se invece una cosa mi piace starei buona e me la godrei: questa musica del carillon proprio non la reggo, è stupida e infantile!! SBAM! (calcio), oh è finita finalmente, mo' mi metto a dormire! ...no ricomincia!! SBAM!!! continua SBAMM!! oh finalmente è finito, cambio lato e mi riaddormento. Oh no! di nuovo!! SBAM! SBAM!
"Il mio tira calcetti con il carillon!"
Che è sto rumore metallico alle 4 di notte?? Questa casa non è un albergo!! SBAM!
"Ogni volta che il suo papà torna a casa da lavoro, fa i turni, lei si sveglia e calcia!"
Che è sto terremoto?? Oh ma la vogliamo finire di fare sto casino di mattina presto?? C'è gente che vuole dormire! SBAM! SBAM! I soliti cafoni del piano di sopra!
"Io tutte le mattine, quando mi sveglio, do' un colpetto alla mia pancia e la piccola mi risponde con un calcetto!"

Cronachette feline 1

Sta notte Mindy (la gatta) ha iniziato a bussare sul comodino, ha poi buttato giù un po' di roba che c'era sopra. Quando ho rinunciato a dormire era seduta sul comodino che mi fissava. Allora le ho chiesto cosa voleva, lei in genere mi porta in cucina che vuole le crocchette buone. Invece è rimasta lì.
Sono allora andata in bagno, tanto prima o poi ci sarei dovuta andare. E' arrivato Mork (il gatto) a farmi le fusa, ma Mindy non ci ha raggiunto. Sono andata in cucina a bere (per quel progetto di bere circa due litri al giorno dato dal ginecologo) e ho tirato fuori le crocchette buone. Mork ha gradito e ho notato che Mindy era arrivata, ma è rimasta sulla porta. Ne ho date un paio anche a lei e, quando ha capito che sarei tornata in camera, è corsa sul comodino.



[caption id="attachment_291" align="aligncenter" width="225"]14042011123 Mindy e Mork[/caption]
Così mi sono ricordata che Lui aveva messo il suo giochino dentro un cassetto, l'ho tirato fuori e lei è diventata matta giocandoci da sola. Finchè Mork non gliel'ha strappato, l'ho capito dal rumore, ho riacceso la luce e ho visto lei sulla scrivania immobile e lui colpevole che si è rifugiato nella prima scatola libera.

Il piccolo a quel punto ha deciso bene di fare l'anarchico, e andare contro le teorie di molti per cui i feti all'alba dormono. Sta notte quindi sono stata sveglia dalle 4 circa fino a poco dopo le 5.  Devo dire che due gatti sono un ottimo allenamento, per le future sveglie notturne (non è la prima volta che mi fanno alzare più volte per vari motivi). Mentre guardavo l'ora sulla sveglia mi chiedevo anche: "Ma perchè volevo un figlio? Ho due gatti che sono come due bambini!", mi sono girata e stavo formulando un pensiero anche su Lui: che per tutto il tempo ha dormito beato, russando di tanto in tanto, ma mi sono addormentata prima per fortuna.