La felicità è come la salute: se non te ne accorgi vuol dire che c'è. (Ivan Sergeevic Turgenev)
Fermate il mondo, voglio scendere!
Ultimamente sono così stanca e triste, sembra essere tutto difficile. Anche uscire a svagarsi è diventato difficile visto che ci si è fermata la macchina per ben tre volte e il meccanico non ha ancora capito il perchè.
E poi le scadenze dei pagamenti, e quanti pagamenti ci sono??
E le cose da prenotare? Il pediatra, il caf, la commercialista...
E poi dovremmo ancora comprare qualcosa per la casa e i piccoli lavoretti da fare.
E le cose che si rompono.
E le persone che creano problemi che non ci sono.
Tutto questo finisce per oscurare le cose davvero importanti, quelle che rimangono alla fine di tutto.
Lui e Ricky, che sono lì e mi sorridono e io ho solo i nervi a pezzi e sono triste.
Vi voglio bene, e speriamo passi presto questo periodo...
In biblioteca con Piccolo Orso
L' orchestrina di Taplin Sam; Lucas Gareth; Lucas Katherine
La storia forse non è il massimo ma l'idea carina e sopratutto è molto divertente schiacciare i bottoni e sentire musica classica, divisa per strumenti, invece di rumori o versi di animali.
Andiamo a casa, Piccolo Orso di Martin Waddell
Questo libro l'ho preso perchè sbirciando l'interno avevo visto l'uso di parole inventate e la ripetizione delle frasi. Letto la prima volta in macchina sembrava attirare l'attenzione, letto a casa non molto. Poi prima quando era ora di andare a dormire per Ricky ho riprovato a leggerlo, Ricky si è appoggiato a me e si è messo ad ascoltare, poi si muoveva, saliva, scendeva, però era attento. Poi ha preso il latte e ha indicato il libro, così a ricominciato a leggere, finito il latte si è appoggiato di fianco immobile e silenzioso che sembrava addormentato, ad ascoltare. Quando l'ho preso in braccio per cullarlo un po' prima di farlo addormentare nel lettino, ho raccontato di nuovo la storia, invece della sola ninnananna. E' crollato.
Ora l'ultima parte magari è un caso, ma è stato così bello poter leggere un libro lungo e complesso, con lui attento e accoccolato che mi veniva da ridere per l'emozione, mentre facevo il vocione di Grande Orso.
Ovviamente i libri presi in biblioteca hanno un difetto... spesso non si trovano da acquistare perchè sono troppo vecchi, però la cosa bella di questo libro è che funziona anche se letto in inglese (e poi è di facile traduzione per cui ogni tanto si può leggere in italiano) e in inglese se ne trovano parecchi, per cui Let's go home, Little Bear!
I vestiti di Lisa e Suoni di Liesbet Slegers
Mentre quello sui suoni è molto più semplice, ma a Ricky è piaciuto molto perchè c'era l'orologio, l'ambulanza (brum brum), il telefono...
La borsa della mamma
Un foulard
Il portafoglio (pieno di tessere perché è un piacere tirarle fuori)
Le chiavi di casa (anche se ahime non ci sono sempre)
Un bicchiere richiudibile
Una merendina per la mamma
Un calzino da bambino, usato
Un pacchetto di creacker aperto (le cui briciole sono sparse ovunque)
Un sacchetto di stoffa richiudibile
Una scatoletta di latta con un assorbente
Un pannolino rotto (si, sono riuscita a rompere un pannolino mentre glielo mettevo) e una confezione vuota di salviette
Un ombrello richiudibile
Caramelle sparse
Una scatola di caramelle
Un libro (attualmente: undici solitudini di yates)
Scontrini vari
Un mini kit da cucito
Una pallina gialla
Un profumo rollon
Un kit per le unghie
Aprire gli occhi
Stanca e frustrata chiedo in macchina a Lui perché non piaccio ai suoi. Lui mi dice che è perché loro hanno l'idea della famiglia unita che si vede di continuo. Io dico che però loro la vedono come un'imposizione e ce la fanno vivere come tale. Lui mi da ragione, ma è comunque quello il problema.
Poi dico: dovevi andare a vivere da solo così avrebbero capito che non è colpa mia se non li frequenti.
Invece mi rendo conto che ho detto una scemenza, che lui sarebbe andato ogni sera a cena per pigrizia, comodità e perchécosìglifacciopiacere, e per lo stesso motivo gli avrebbe fatto fare il bucato. E una volta arrivata io avrei cucinato cene e lavato mutande sporche, rubandogli il figlio.
Hanno ragione loro.
Sono la stronza che che gli ha portato via il figlio, sono la carie che ha rovinato la famiglia, il tarlo che ha scavato l'anima del loro piccolo.
E quando sarò vecchia morirò sola, e lei riderà nella sua tomba perché col suo metodo fatto di sensi di colpa si è tenuto stretto figlio e nipote. Io col mio invece avrò lasciato andare all'estero mio figlio, che magari non figlierà neanche e se figlierà, lo farà all'estero così che i miei lontani nipoti, nelle rare volte che mi vedranno, non sapranno neanche quello che gli dico.
Sono un filo giù sta sera, si sente?
Nightmare before work
Un altro rumore, è Ricky, ha perso il ciuccio. Mi alzo e rifletto sul sogno, i sensi di colpa si sono insinuati nel profondo.
Già perché ho appena iniziato un lavoro, che dopo due anni a casa, nonostante sia un part-time, è comunque una bella doccia fredda. I sentimenti sono contrastanti, se da un lato nel mezzo della mattinata ti rendi conto di essere la ragazza di una volta, che non sei cambiata, sei ancora tu, che parli finalmente con qualcuno di nuovo, che ti senti di nuovo parte di qualcosa. Dall'altro pensi che c'è qualcun altro che cresce tuo figlio. Ma tutti questi pensieri spariscono sommersi dalla miriade di cose da fare e organizzare. Tipo: quando pulisco la casa? Solo il sabato, o i 10 min prima di andare a lavorare rischiando di perdere il treno o verso mezzanotte quando ormai non ci sono più forze? E le bollette chi le paga? E la spesa che facevo al mercato di mattina?
La prima settimana è stata massacrante, anche nel w.e. non siamo andati a correre perché ero troppo stanca. E mi è venuta in mente la mia amica avvocato... che sta per avere un altro figlio, e lei non lavora neanche part-time!
Ps: comunque io e Ricky non abbiamo mai preso aerei, che vorrà dire?
Corri Forrest!
Purtroppo al momento se riusciamo ad andare una volta a settimana è già un miracolo, in più lui è allenato, io no e riusciamo a fare al massimo mezz'ora.
L'organizzazione è la seguente: io concentrata, goffa e molliccia corro dietro a Lui slanciato e saltellante che spinge eroico il passeggino, tra l'altro andando pure piano altrimenti chi gli sta dietro?
Nel nostro insieme comico, stiamo comunque riscuotendo un certo successo, la prima volta è capitato che un belloccio a piedi ci notasse e dicesse qualcosa che suonava come "Jogging con neonato! Grandi!", mentre oggi un trio mamma, papà e bambino in bici ci ha salutato, e poi la mamma mi dice "Che bravi!" con sguardo ammirato.
Forse perchè fa tanto anticonformista, almeno qui in Italia, forse perchè molti... vorrei ma non posso, forse perchè fa tanto famiglia unita.
Mi godo i complimenti.
Vi scrivo.
E mangio un altro biscotto...
Cartelli di rabbia
Mi dicevano tutti che i bimbi crescono più in fretta al mare. Bene Ricky ha smesso di parlare due, tre giorni.
Poi è esploso: ha imparato a dire luna, uva, acqua per indicare ogni forma d'acqua esistente; è migliorato molto nel camminare che ora va pure in salita in montagna; e poi è diventato, non so come spiegare, più presente...
Da quel momento, anche qui a casa, è diventato uno spasso. Poi si è alzato, o forse si sono solo addrizzate le gambe, in questi giorni ha imparato a dire no: ma non come prima che lo diceva così tanto per fare, ora lo grida ogni volta che non vuole fare qualcosa. Insomma altri passi in avanti.
Ci voleva, anche lui ha ammesso che abbiamo speso bene i pochi soldi che avevamo.
Le prime vacanze in tre invece sono state parecchio strane. Sarà che non mi sentivo affatto in vacanza all'inizio. Ma solo nuovamente traslocata. Sarà lo stress che era davvero parecchio. E farlo andare via è stato difficile. Ad ogni modo i primi tre giorni stavo quasi entrando in crisi e pensavo se davvero i miei genitori avevano fatto per anni le vacanze solo per me, senza mai riposarsi un po'. Poi mi sono presa uno spazio mio, scegliendo una collana in una bancarella, ed è come scattato qualcosa. Siamo andati in bici nella pineta, a cena in un ristorantino in riva al mare, a correre nel paesino vicino al campeggio.
Abbiamo cercato di evadere rispettando i ritmi del nuovo arrivato. E il tempo è volato. Stop vacanza finita.
Tutto sommato buon segno, perché quando il tempo scorre veloce ci si diverte no?
Piccolo appunto sulle mamme al mare: ma perché non vi aprite un po'? O avete paura di germi e batteri come nelle pubblicità dei disinfettanti? Prima mamma quasi non si è fatta vedere, stava nel bungalow di fronte con tre bambine stupende dai capelli rossi e padre figaccione, col padre scambiate tre parole. Mamma due in spiaggia, cordiale fino a quando mi ha chiesto se Ricky dormiva: io rispondo si, lei dice che la sua no, e finisce la conversazione; spariscono infondo al mare. Mamma tre parla poco, il marito un chiacchierone, lei si mette a fare cartelli di sabbia con le bambine. O forse no: 'perché piangi Brigitta? ...pausa ... Ma lo sai che la mamma ci tiene molto ai suoi castelli!'. Mamma quattro sembrava simpatica ma l'ho incontrata solo di sfuggita a colazione. Mamma cinque sembrava tipo mamma uno, poi dopo un paio di giorni si è sciolta un po' e due parole le ha fatte, ma non erano molto interessanti.
Va bene, va bene... Sono troppo esigente, lo so. Però voi potreste anche tirarvela meno!
Anche se sto iniziando ad avere l'impressione che sia io ad apparire strana e dura, e non facilmente avvicinabile, ma allora perché i vostri mariti sono così cordiali? Sarà solo competizione femminile la nostra? Amplificata, dall'essere mamma, all'ennesima potenza??