La felicità è come la salute: se non te ne accorgi vuol dire che c'è. (Ivan Sergeevic Turgenev)
Aprire gli occhi
Stanca e frustrata chiedo in macchina a Lui perché non piaccio ai suoi. Lui mi dice che è perché loro hanno l'idea della famiglia unita che si vede di continuo. Io dico che però loro la vedono come un'imposizione e ce la fanno vivere come tale. Lui mi da ragione, ma è comunque quello il problema.
Poi dico: dovevi andare a vivere da solo così avrebbero capito che non è colpa mia se non li frequenti.
Invece mi rendo conto che ho detto una scemenza, che lui sarebbe andato ogni sera a cena per pigrizia, comodità e perchécosìglifacciopiacere, e per lo stesso motivo gli avrebbe fatto fare il bucato. E una volta arrivata io avrei cucinato cene e lavato mutande sporche, rubandogli il figlio.
Hanno ragione loro.
Sono la stronza che che gli ha portato via il figlio, sono la carie che ha rovinato la famiglia, il tarlo che ha scavato l'anima del loro piccolo.
E quando sarò vecchia morirò sola, e lei riderà nella sua tomba perché col suo metodo fatto di sensi di colpa si è tenuto stretto figlio e nipote. Io col mio invece avrò lasciato andare all'estero mio figlio, che magari non figlierà neanche e se figlierà, lo farà all'estero così che i miei lontani nipoti, nelle rare volte che mi vedranno, non sapranno neanche quello che gli dico.
Sono un filo giù sta sera, si sente?
Nightmare before work
Un altro rumore, è Ricky, ha perso il ciuccio. Mi alzo e rifletto sul sogno, i sensi di colpa si sono insinuati nel profondo.
Già perché ho appena iniziato un lavoro, che dopo due anni a casa, nonostante sia un part-time, è comunque una bella doccia fredda. I sentimenti sono contrastanti, se da un lato nel mezzo della mattinata ti rendi conto di essere la ragazza di una volta, che non sei cambiata, sei ancora tu, che parli finalmente con qualcuno di nuovo, che ti senti di nuovo parte di qualcosa. Dall'altro pensi che c'è qualcun altro che cresce tuo figlio. Ma tutti questi pensieri spariscono sommersi dalla miriade di cose da fare e organizzare. Tipo: quando pulisco la casa? Solo il sabato, o i 10 min prima di andare a lavorare rischiando di perdere il treno o verso mezzanotte quando ormai non ci sono più forze? E le bollette chi le paga? E la spesa che facevo al mercato di mattina?
La prima settimana è stata massacrante, anche nel w.e. non siamo andati a correre perché ero troppo stanca. E mi è venuta in mente la mia amica avvocato... che sta per avere un altro figlio, e lei non lavora neanche part-time!
Ps: comunque io e Ricky non abbiamo mai preso aerei, che vorrà dire?
Corri Forrest!
Purtroppo al momento se riusciamo ad andare una volta a settimana è già un miracolo, in più lui è allenato, io no e riusciamo a fare al massimo mezz'ora.
L'organizzazione è la seguente: io concentrata, goffa e molliccia corro dietro a Lui slanciato e saltellante che spinge eroico il passeggino, tra l'altro andando pure piano altrimenti chi gli sta dietro?
Nel nostro insieme comico, stiamo comunque riscuotendo un certo successo, la prima volta è capitato che un belloccio a piedi ci notasse e dicesse qualcosa che suonava come "Jogging con neonato! Grandi!", mentre oggi un trio mamma, papà e bambino in bici ci ha salutato, e poi la mamma mi dice "Che bravi!" con sguardo ammirato.
Forse perchè fa tanto anticonformista, almeno qui in Italia, forse perchè molti... vorrei ma non posso, forse perchè fa tanto famiglia unita.
Mi godo i complimenti.
Vi scrivo.
E mangio un altro biscotto...
Cartelli di rabbia
Mi dicevano tutti che i bimbi crescono più in fretta al mare. Bene Ricky ha smesso di parlare due, tre giorni.
Poi è esploso: ha imparato a dire luna, uva, acqua per indicare ogni forma d'acqua esistente; è migliorato molto nel camminare che ora va pure in salita in montagna; e poi è diventato, non so come spiegare, più presente...
Da quel momento, anche qui a casa, è diventato uno spasso. Poi si è alzato, o forse si sono solo addrizzate le gambe, in questi giorni ha imparato a dire no: ma non come prima che lo diceva così tanto per fare, ora lo grida ogni volta che non vuole fare qualcosa. Insomma altri passi in avanti.
Ci voleva, anche lui ha ammesso che abbiamo speso bene i pochi soldi che avevamo.
Le prime vacanze in tre invece sono state parecchio strane. Sarà che non mi sentivo affatto in vacanza all'inizio. Ma solo nuovamente traslocata. Sarà lo stress che era davvero parecchio. E farlo andare via è stato difficile. Ad ogni modo i primi tre giorni stavo quasi entrando in crisi e pensavo se davvero i miei genitori avevano fatto per anni le vacanze solo per me, senza mai riposarsi un po'. Poi mi sono presa uno spazio mio, scegliendo una collana in una bancarella, ed è come scattato qualcosa. Siamo andati in bici nella pineta, a cena in un ristorantino in riva al mare, a correre nel paesino vicino al campeggio.
Abbiamo cercato di evadere rispettando i ritmi del nuovo arrivato. E il tempo è volato. Stop vacanza finita.
Tutto sommato buon segno, perché quando il tempo scorre veloce ci si diverte no?
Piccolo appunto sulle mamme al mare: ma perché non vi aprite un po'? O avete paura di germi e batteri come nelle pubblicità dei disinfettanti? Prima mamma quasi non si è fatta vedere, stava nel bungalow di fronte con tre bambine stupende dai capelli rossi e padre figaccione, col padre scambiate tre parole. Mamma due in spiaggia, cordiale fino a quando mi ha chiesto se Ricky dormiva: io rispondo si, lei dice che la sua no, e finisce la conversazione; spariscono infondo al mare. Mamma tre parla poco, il marito un chiacchierone, lei si mette a fare cartelli di sabbia con le bambine. O forse no: 'perché piangi Brigitta? ...pausa ... Ma lo sai che la mamma ci tiene molto ai suoi castelli!'. Mamma quattro sembrava simpatica ma l'ho incontrata solo di sfuggita a colazione. Mamma cinque sembrava tipo mamma uno, poi dopo un paio di giorni si è sciolta un po' e due parole le ha fatte, ma non erano molto interessanti.
Va bene, va bene... Sono troppo esigente, lo so. Però voi potreste anche tirarvela meno!
Anche se sto iniziando ad avere l'impressione che sia io ad apparire strana e dura, e non facilmente avvicinabile, ma allora perché i vostri mariti sono così cordiali? Sarà solo competizione femminile la nostra? Amplificata, dall'essere mamma, all'ennesima potenza??
Così, anche tu parti...
Mi sembra tutto così surreale, un ricordo più che un futuro. Come quelle foto che conservano i genitori arrossate dal tempo, indebolite dalla memoria.
Mille pensieri, dalla paranoia da incidente, alla paura che ricominci l'insonnia o che non dorma Ricky. Emozionata per il viaggio, incuriosita dalla scoperta del mare bambino. Cullata dai bei ricordi di passeggiate lungomare, sale tra i capelli e intensi profumi. Tempo per me e per Lui, per riscoprire i genitori innamorati, romantici nelle piccole cose.
Un viaggio da bambina a mamma, da mamma a bambino.
A presto.
Rospi da ingoiare
Lo stesso sguardo, la stessa timidezza.
La stessa intelligenza. La stessa tranquillità.
Io come risaputo sono stata solo un utero in affitto. Se assomigliasse a me probabilmente sarebbe brutto, stupido e antipatico. Ah poi se va dal papà è il cocco di papà, gli vuole bene. Se viene da me invece viene prontamente prelevato e portato verso altri orizzonti. Tra l'altro non è che me lo tenga incollato o lo cerchi. Io lo lascio fare, mi estraneo lasciando gestire il pupo ai nonni. Ma se viene da me gli do retta, forse secondo loro dovrei ignorarlo. O magari se me ne stessi proprio a casa sarebbe meglio.
E poi: "Di' papà. Di' papà!" come se non glielo facessi dire a casa. E ancora: vai da papà, papà guarda cosa fa. Mamma mai.
E quando me lo riporti, e quando me lo lasci, come se lo tenessi segregato. E la volta che gliel'ho lasciato mi dice: "a stare tanto con lui poi si impara a conoscerlo..." buon inizio penso "per esempio ieri ad un certo punto si è girato e aveva tutto lo sguardo di Lui!" brutta fine.
Certo ora me la prendo solo perché tutte queste cose mi fanno venire in mente che non mi sono mai sentita del tutto accettata nella loro famiglia. Probabilmente non si aspettavano una come me, magari preferivano una persona più credente, meno pratica e più casalinga. Di sicuro più magra e magari più alta, più dolce nei modi di tutti i giorni e meno spiccia. Magari meno sincera ma più allegra.
Ma io sono così e in fondo non è che dobbiamo starci simpatici per forza.
Per cui ora sto cercando di fare pensiero zen, non pensarci troppo e sperare che un secondo figlio possa migliorare un pochino le cose. Magari capiranno che i bambini sono molto simili e non perché siano tutte fotocopie di Lui, che certi atteggiamenti, certe tappe le passano tutti. Che si può essere meno apprensivi, meno smaniosi. Perché con due poi bisognerà dividere attenzioni e forze, così magari smetterà anche di dire che lo crescerebbe lei.
...anche se il dubbio che non sia così ce l'ho sempre. Mi chiedo: e se poi Ricky sarà sempre il preferito e non calcoleranno il secondo. O magari il secondo fisicamente sarà più simile a Lui e lasceranno da parte Ricky? O magari li prenderanno come cloni del padre e non cambierà nulla ma peggio si moltiplicherà tutto?? L'ideale sarebbe una femmina.
Ma non penso avrò femmine.
Ah si... dal prossimo anno, se tutto va bene, abbiamo deciso di riaprire le danze!
Lieto evento
Ultimamente ho visto un film intitolato "Travolti dalla cicogna" è una pellicola francese divisa a metà: se nella prima parte si sorride nonostante la trama sia molto veritiera su come la coppia innamorata affronta la gravidanza, nella seconda parte con la nascita della bambina qualcosa vacilla, i toni si fanno più pessimisti, la presenza del compagno sparisce, l'amore di coppia dopo un figlio è impossibile. Quello che mi ha colpito di più però è stata Louise Bourgoin, bella e incredibilmente calata nel ruolo anche fisicamente, oltre che a una buona regia e ad un ottima fotografia.
Il finale lascia un po' a desiderare trascinandosi questo pessimismo che farebbe cambiare idea riguardo i contraccettivi anche al Papa, per quanto il cambiamento con l'arrivo della bambina sia drastico e senza possibilità di salvezza. Ma comunque il film è godibile.
Incuriosita sopratutto dal finale frettoloso e confuso sono andata a cercare informazioni sul film e ho scoperto che è tratto da un libro: Lieto evento di Eliette Abécassis.
La pellicola ricalca molto il libro infatti affermazioni e dialoghi li si trovano qua e là come fosse il copione, al contrario del finale che riesce ad essere ancora più pessimista e depresso (soprattutto nei confronti delle relazioni di coppia).
Su un concetto il libro mi ha colpito nella parte finale intrisa di pessimismo:
"E se la smettessimo di dire che il bambino è una persona? Ci hanno detto troppe volte che è una persona, forse per questo ci mette in discussione è il terzo elemento che, come nel romanzo di Simone de Beauvoir, distrugge la coppia. Ma se invece ci interessassimo alla coppia, il bambino starebbe meglio perchè potrebbe vivere con suo padre e sua madre, e non in coppia con uno dei due solamente. Siamo noi che abbiamo inventato il bambino facendogli credere di avere un posto nella società e lui si sta impadronendo di tutto lo spazio. Ma quale "noi"? Chi ha inventato il bambino? Rousseau certo, invitando all'allattamento, poi la Dolto dandogli la parola, Winnicott, Bruner... e tutti gli psicologi dell'infanzia che insistono a farci credere che il bambino è una persona. E soprattutto il dottor Freud quando ci ha fatti sentire in colpa dimostrandoci che tutto si gioca prima dei tre anni."
[Lieto evento - Eliette Abécassis -Marsilio - p141]
Su questo sono pienamente d'accordo, prima di tutto perchè chi si dedica anima e corpo al bambino rischia seriamente per la coppia, e da figlia di separati posso dire che la coppia è importante. In secondo luogo perchè più nozioni si hanno su un argomento quale l'allevamento di un figlio più si rischia di affrontarlo a livello tecnico e non empatico e animalesco come invece dovrebbe essere.